La Commissione europea ha deciso di prorogare e rafforzare le misure di emergenza contro la dermatite nodulare contagiosa del bovino (Lumpy Skin Disease) in Italia, estendendo la durata delle restrizioni già in vigore nelle zone di protezione e sorveglianza istituite in Sardegna.
La decisione di esecuzione (Ue) 2026/1765, adottata il 14 luglio e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 16 luglio, modifica infatti la precedente decisione Ue 2025/1582 alla luce dell’evoluzione epidemiologica registrata sull’isola.
Alla base dell’intervento di Bruxelles vi sono la conferma di un nuovo focolaio individuato il 9 luglio a Samugheo (Oristano) e i persistenti ritardi nell’attuazione delle misure di controllo previste per il focolaio di Escalaplano (Cagliari), rilevato il 30 maggio scorso. Secondo la Commissione, la situazione richiede di ridurre con urgenza il rischio di diffusione della malattia sia nel territorio nazionale sia verso gli altri Stati membri.
Il provvedimento conferma quindi il divieto di movimentazione dei bovini dalle zone di protezione e sorveglianza comprese nelle aree soggette a restrizioni, mantenendo rigorosi controlli sugli spostamenti degli animali fino al completo contenimento dell’epidemia.
Bruxelles ritiene infatti significativo il rischio derivante dalla persistente circolazione del virus e dalla sua possibile diffusione oltre le aree attualmente interessate.
Resta centrale anche la strategia vaccinale. La Commissione ha confermato il mantenimento delle zone di vaccinazione già istituite e la prosecuzione della campagna prevista dal piano nazionale. I dati diffusi dal tavolo tecnico convocato dall’Asl di Sassari indicano che nel Nord Sardegna sono già stati vaccinati 1.271 allevamenti sui 2.068 presenti, con oltre 35.000 bovini immunizzati su una popolazione di circa 56.000 capi.
L’emergenza continua ad avere un impatto rilevante sul patrimonio zootecnico nazionale. Secondo il Bollettino epidemiologico italiano, dall’inizio del 2026 sono stati abbattuti quasi 300 bovini colpiti dalla malattia. Le autorità sanitarie puntano ora sul completamento delle vaccinazioni e sul rigoroso rispetto delle restrizioni per interrompere la circolazione del virus e accelerare il ritorno alla normalità negli allevamenti sardi.



