Le giacenze record deprimono i prezzi dei vini

bottiglie vino

Produrre meno per difendere il valore del vino italiano, anche a costo di misure impopolari.
È il messaggio che l’assemblea generale dell’Unione italiana vini (Uiv), riunitasi a Roma lo scorso 8 luglio, ha rivolto all’intera filiera e alle istituzioni.
Il quadro è talmente mutato che, alle condizioni attuali – spiega l’Uiv – una vendemmia da 44 milioni di hL, distante dal potenziale, risulterebbe economicamente insostenibile. I surplus d’offerta, in un contesto di domanda strutturalmente recessiva, sono ormai l’ordinario e la cartina di tornasole sono le giacenze, che ogni anno equivalgono a una normale vendemmia.
Anche modesti squilibri tra produzione e domanda possono generare eccedenze, con conseguenti pressioni al ribasso su prezzi e redditività delle imprese, aggravate dall’aumento dei costi di produzione.

Giacenze record

L’Osservatorio Uiv evidenzia una forte crisi del settore vitivinicolo. A maggio 2026 le giacenze di vino e mosti hanno superato i 53 milioni di ettolitri (+7,3% rispetto all’anno precedente). Nel frattempo, i consumi nella grande distribuzione italiana sono calati del 2% e, nel primo trimestre 2026, le esportazioni hanno registrato un calo del 4% in volume e dell’8,3% in valore.
Per alleggerire le scorte, le cantine stanno ricorrendo sempre più ai declassamenti dei vini verso categorie inferiori.  Si stima che una bottiglia su cinque venga declassata, con una perdita economica complessiva di circa 516 milioni di euro, pari all’11% del valore originario dei prodotti coinvolti.

Fronte comune con Francia e Spagna

L’allarme lanciato in Italia trova riscontro anche a livello europeo. Le organizzazioni vitivinicole di Francia e Spagna denunciano infatti il rallentamento dei consumi mondiali e le difficoltà dei mercati di esportazione, aggravate da instabilità geopolitica, aumento dei costi, eventi climatici avversi e oneri burocratici. Per sostenere il comparto, le associazioni chiedono che le risorse dell’Ocm vino restino interamente finanziate dall’Unione europea, evitando il ricorso a cofinanziamenti nazionali che rischierebbero di creare disparità competitive tra i diversi Paesi produttori.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 20/2026
La giacenza record deprime i prezzi dei vini
di F.Pi.
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