Santo Torrisi srl, fare rete per la filiera agricola

Evento Santo Torrisi srl 16 giugno

Lo scenario geopolitico internazionale, le tensioni dei mercati, gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico e un contesto normativo in continua evoluzione impongono oggi una visione integrata dello sviluppo agricolo. Affrontare efficacemente queste sfide richiede un approccio olistico capace di coinvolgere tutti gli attori della filiera: dal mondo della ricerca alle organizzazioni professionali e dei produttori, dagli agronomi agli imprenditori agricoli, fino alle aziende fornitrici di mezzi tecnici e tecnologie innovative.

Da sinistra Sergio Ruffo (marketing specialist) e Giuseppe Torrisi

In questo scenario, favorire il dialogo e la collaborazione tra competenze diverse diventa un fattore strategico. Solo attraverso una reale «connessione» tra questi soggetti è possibile sviluppare soluzioni condivise, concrete e sostenibili, in grado di accompagnare il settore primario ad affrontare queste sfide.

Partendo da questa consapevolezza la Santo Torrisi srl, azienda siciliana specializzata nella vendita di mezzi tecnici per l’agricoltura e il giardinaggio, ha organizzato lo scorso 16 giugno un momento di approfondimento e confronto sulle principali sfide dell’agricoltura siciliana con focus principale sull’agrumicoltura.

«L’idea dell’evento – ha sottolineato Giuseppe Torrisi, titolare dell’azienda fondata nel 1964 – nasce dalla volontà di creare un’occasione di incontro e di confronto tra i diversi attori della filiera e come Santo Torrisi srl vogliamo essere un punto di riferimento e un elemento di connessione. Crediamo infatti che solo attraverso il dialogo e la collaborazione tra imprenditori, Università, Ordine degli agronomi, centri di ricerca e organizzazioni professionali sia possibile individuare risposte efficaci alle sfide che l’agricoltura si trova ad affrontare oggi».

L’evento sì è articolato in tre differenti momenti di confronto che hanno visto coinvolti le istituzioni, il mondo imprenditoriale e la parte tecnica.

Ruolo centrale dell’Università di Catania

«Connettere questi mondi − ha evidenziato Alessandra Gentile, professoressa di arboricoltura generale e coltivazioni arboree dell’Università di Catania − significa mettere a disposizione delle imprese il patrimonio di conoscenze che la ricerca, soprattutto quella sviluppata nel nostro territorio, produce ogni giorno a beneficio delle colture e delle filiere più importanti. Il vero obiettivo è far arrivare queste innovazioni agli imprenditori agricoli nel modo più rapido ed efficace possibile. Per raggiungere questo risultato esistono diversi strumenti, alcuni dei quali sono promossi dall’Assessorato all’agricoltura della Regione Siciliana. L’Università svolge un ruolo centrale in questo processo, perché rappresenta il punto di incontro tra ricerca e trasferimento tecnologico. Ma c’è un’altra connessione altrettanto importante che come Università siamo chiamati a costruire: quella tra le generazioni. Noi accogliamo i giovani nelle nostre aule, li formiamo e li prepariamo ad affrontare il mondo del lavoro, per poi affidare queste competenze al sistema produttivo del nostro territorio dove troviamo realtà come la Santo Torrisi».

«Come Ordine provinciale dei dottori agronomi e dottori forestali − ha sottolineato Aurora Ursino, presidente dell’Ordine di Catania − abbiamo un grande privilegio rispetto ad altri ordini presenti in Italia: la nostra sede è ospitata presso l’Università. Questa posizione ci da la possibilità di interagire costantemente con il mondo accademico (docenti e studenti) e di svolgere un ruolo strategico di connessione tra il mondo della ricerca e il sistema produttivo rappresentato da aziende agricole e agroindustriali».

La sessione si è conclusa con gli interventi di Antonino Biondi, professore di entomologia generale e applicata all’Università di Catania, che ha sottolineato il ruolo strategico dei giovani dottori di ricerca nel favorire la transizione verso un’agricoltura più sostenibile, e di Gerardo Diana, presidente del Consorzio arancia rossa di Sicilia Igp, che ha illustrato le esigenze e le prospettive di un prodotto che, secondo i dati di Origin Italia, si colloca al terzo posto per vendite tra gli ortofrutticoli freschi a denominazione.

 

Giuseppe Torrisi (al centro) premiato da Fabio Caruso (a sinistra) e Giosuè Arcoria (a destra) direttore e presidente di Confagricoltura Catania

Imprenditori e tecnici a servizio della filiera

La seconda sessione è stata invece dedicata alle testimonianze degli imprenditori che hanno portato il punto di vista delle associazioni di categoria (Giosuè Arcorìa presidente di Confagricoltura Catania) ed esperienze in ambito di innovazione (Salvatore Torrisi), energie rinnovabili (Nino Di Cavolo) e diversificazione (Michele Faro).
Durante l’ultima parte dell’incontro sono infine stati affrontati aspetti tecnici che hanno approfondito tematiche legate alla scelta del portinnesto (Cinzia Oliveri) alla difesa fitosanitaria (Prisco Fusco di UPL), alla fertilizzazione (Francesco Gentile di Pavoni & C.) e alla digitalizzazione (Giacomo Purromuto di Syngenta). Luigi Cutore e Luca Di Natale della Santo Torrisi hanno invece approfondito l’importanza dell’assistenza tecnica personalizzata e alcuni dei servizi anche finanziari offerti dall’azienda ai propri clienti.

Giannantonio Armentano