Il 17 giugno 2026 rappresenta una data storica per l’agricoltura europea e per la ricerca genetica applicata alle piante. Con il completamento dell’iter legislativo dell’Unione Europea sulle New Genomic Techniques (NGT) si apre infatti la possibilità di utilizzare le Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA) per il miglioramento genetico delle piante coltivate, riconoscendo finalmente il valore dell’innovazione scientifica come strumento per affrontare le sfide della sostenibilità, della sicurezza alimentare e dell’adattamento ai cambiamenti climatici.
Le TEA si identificano con alcune NGT, tecnologie di miglioramento genetico sviluppate dopo il 2001 e pertanto non contemplate dalla Direttiva 2001/18/CE sugli organismi geneticamente modificati la quale, anche per questo motivo, è apparsa obsoleta e non adatta a gestire le innovazioni più recenti. Queste tecniche, definite come NGT-1 dalla nuova legge, consentono di migliorare le piante in modo estremamente preciso e mirato, accelerando processi che avvengono naturalmente attraverso mutazioni spontanee o incroci tra varietà della stessa specie o tra specie sessualmente compatibili.
La Società Italiana di Genetica Agraria (SIGA) ha accompagnato e sostenuto fin dall’inizio questo percorso di innovazione, svolgendo un ruolo di primo piano nella diffusione delle conoscenze scientifiche e nel confronto con le istituzioni nazionali ed europee:
1) Già nel 2017, la SIGA aveva promosso l’iniziativa “Prima i Geni”, con l’obiettivo di informare il pubblico, il mondo produttivo e i decisori politici sulle opportunità offerte dalle nuove tecnologie genomiche. In un contesto caratterizzato da diffidenze e incomprensioni, l’iniziativa ha contribuito a riportare il dibattito sul terreno dell’evidenza scientifica;
2) Nel 2020, la SIGA ha compiuto due passi particolarmente significativi. Da una parte ha sottoscritto l’accordo “Camici e Trattori” con la principale organizzazione agricola italiana, creando un’alleanza strategica tra ricerca e sistema produttivo. Dall’altra, coinvolgendo il giornalista e divulgatore scientifico Giovanni Carrada, ha adottato e promosso il termine Tecnologie di Evoluzione Assistita (TEA). Una scelta terminologica che ha avuto un forte impatto culturale e comunicativo, perché ha consentito di descrivere queste tecnologie per ciò che realmente sono: strumenti che assistono e accelerano processi evolutivi compatibili con quelli che possono verificarsi in natura o attraverso il miglioramento genetico tradizionale;
3) Nel 2021, mentre la Commissione Europea avviava il percorso legislativo destinato a sfociare nella nuova normativa, la SIGA contribuiva alla diffusione della conoscenza scientifica pubblicando, a firma di propri soci, il numero speciale de L’Informatore Agrario intitolato “Tecnologie di Evoluzione Assistita: la nuova via per la sostenibilità dell’agricoltura italiana”, uno dei primi documenti di riferimento sul tema nel nostro Paese.
4) Tra i soci SIGA figurano i primi ricercatori che, a partire dal 2024, hanno avviato la sperimentazione in campo con piante TEA. Nonostante i gravi atti vandalici subiti, la sperimentazione è proseguita;
5) Un ulteriore risultato è stato raggiunto nel 2025, quando la SIGA, in collaborazione con il CREA, ha definito le linee guida per la caratterizzazione delle piante TEA destinate alla sperimentazione in campo attraverso il sequenziamento dell’intero genoma, per garantire una valutazione accurata e trasparente delle piante ottenute e la coerenza del loro profilo genetico con la definizione di NGT-1.
Negli anni la SIGA ha mantenuto un dialogo costante con i decisori politici italiani ed europei, partecipando a consultazioni pubbliche, audizioni parlamentari e tavoli tecnici, oltre a coordinarsi con le principali società scientifiche europee del settore. L’intero iter legislativo ha rappresentato un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni e comunità scientifica, nella quale le competenze della ricerca hanno contribuito in modo sostanziale alla definizione del nuovo quadro normativo. La normativa europea appena approvata riconosce, nella sostanza, che le piante migliorate con le NGT-1 (o TEA) possano essere considerate equivalenti a quelle ottenute con le tecniche convenzionali di miglioramento genetico.
Per la SIGA, il 17 giugno 2026 non rappresenta soltanto il raggiungimento di un importante traguardo normativo: è il riconoscimento di anni di impegno scientifico, divulgativo e istituzionale e segna l’inizio di una nuova fase per la ricerca agraria europea. Una fase in cui la conoscenza genetica e le nuove biotecnologie potranno contribuire in modo determinante alla costruzione di un’agricoltura più sostenibile, resiliente e capace di rispondere alle esigenze delle generazioni future.



