Bovina da latte: come la dieta influenza l’assunzione alimentare

Nella bovina da latte il controllo dell’ingestione alimentare dipende non soltanto dalle caratteristiche fisiologiche dell’animale, ma anche da numerosi fattori legati alla dieta. Gli aspetti nutrizionali incidono infatti in maniera determinante sulla quantità di sostanza secca assunta quotidianamente e possono stimolare oppure deprimere il consumo alimentare.

Tra i primi elementi da considerare vi è l’appetibilità della razione. Alcune materie prime risultano naturalmente più gradite rispetto ad altre, ma anche lo stato di conservazione degli alimenti gioca un ruolo fondamentale. La presenza di micotossine, perossidi derivanti dall’irrancidimento dei grassi, oppure acido acetico negli insilati fermentati in modo non corretto può ridurre sensibilmente l’ingestione. Analogamente, foraggi troppo umidi e contaminati dalla terra possono contenere elevate concentrazioni di Gaba (acido gamma-amino butirrico), sostanza associata a un calo dell’appetito.

Anche peso e volume della razione influenzano direttamente il grado di riempimento ruminale. All’aumentare dell’ingombro fisico dell’alimento, infatti, la bovina tende a ridurre l’assunzione di sostanza secca. Per questo motivo la formulazione della dieta deve tenere conto non solo dei nutrienti, ma anche delle caratteristiche fisiche della razione.

Importante inoltre il contenuto di umidità. Una razione troppo secca oppure eccessivamente umida tende a deprimere il consumo alimentare. In particolare, quando il contenuto in acqua supera il 50%, ogni ulteriore incremento può determinare una progressiva riduzione dell’ingestione giornaliera.

Un effetto decisivo è esercitato anche dal rapporto fra foraggi e concentrati. Razioni con livelli più elevati di concentrati favoriscono generalmente l’ingestione grazie alla maggiore velocità di degradazione e transito ruminale. Il fenomeno è particolarmente evidente nelle bovine in inizio lattazione, fase in cui il fabbisogno energetico è molto elevato.

Per quanto riguarda i foraggi, la lunghezza di trinciatura rappresenta uno dei parametri più influenti: particelle più corte migliorano la velocità di utilizzazione ruminale e possono aumentare significativamente l’assunzione giornaliera di sostanza secca.

La gestione nutrizionale della vacca da latte richiede quindi un equilibrio accurato tra qualità degli alimenti, struttura fisica della razione e caratteristiche fermentative. Ottimizzare questi fattori significa migliorare ingestione, efficienza alimentare e performance produttive della mandria.

 

Tratto dall’articolo in pubblicazione su L’Informatore Agrario n. 15/2026
Quali sono i fattori della razione che influiscono sull’ingestione
di M. Olivari
Per leggere l’articolo completo abbonati a L’Informatore Agrario