Agea ha spinto molto sull’innovazione digitale in questi anni affrontando anche alcuni disagi. Abbiamo incontrato il direttore generale Fabio Vitale per capire quali siano i risultati tangibili di questa strategia.

Vitale, qual è l’obiettivo di Agea?
Evadere rapidamente le pratiche. E i risultati sono a nostro favore: nel 2025, abbiamo superato la soglia di 10 miliardi di euro erogati, con un incremento del 24,8% rispetto all’anno precedente e un utilizzo delle risorse Feasr oltre il 99%, azzerando praticamente il rischio di disimpegno.
Questo risultato è stato possibile grazie all’utilizzo di tanta tecnologia: dati satellitari (Area Monitoring System – AMS) e intelligenza artificiale hanno consentito di effettuare controlli continui sulle superfici individuando le anomalie prima della finalizzazione della domanda e riducendo di conseguenza i tempi di istruttoria e i contenziosi a posteriori.
La tecnologia inoltre interviene a partire dalla fase di compilazione, suggerendo dati già presenti nei sistemi pubblici. Questo riduce gli errori manuali e l’onere dichiarativo per l’agricoltore.
La digitalizzazione serve anche a ridurre le truffe?
Siamo passati da una logica repressiva a una di prevenzione, grazie all’Ufficio Antifrode e Risk Compliance. L’IA e l’analisi predittiva permettono di intercettare schemi fraudolenti prima che il danno venga causato. Per quanto concerne i controlli, citiamo il progetto Smart Forest Environmental Monitoring che ha consentito di mappare in tempo reale aree a rischio, identificando reati ambientali e discariche abusive fino al singolo appezzamento.
Quante frodi avete intercettato?
Nel corso del 2025 con il potenziamento del Registro debitori abbiamo recuperato oltre 73 milioni di euro di risorse pubbliche.
Grazie alla tecnologia Arachne-Sas abbiamo analizzato oltre 56.000 beneficiari, riuscendo a isolare oltre 2.200 soggetti con profili di rischio elevato che sono stati oggetto di approfondimenti su: verifica dei titoli di conduzione, congruità delle superfici dichiarate, monitoraggio dell’accesso ai titoli della riserva nazionale e applicazione della clausola di elusione.
Questa attività ha avuto un effetto sulle rettifiche finanziarie?
Abbiamo ridotto fortemente il rischio di rettifiche finanziarie ovvero le sanzioni o i tagli ai rimborsi da parte della Commissione Europea, che avevano storicamente un impatto significativo sull’erario nazionale e dell’Unione e quindi sui contribuenti.
Il ricorso ad AMS, foto geotaggate e IA ha generato anche falsi positivi.
È vero anche se la percentuale è al di sotto dell’1%. E per risolvere le anomalie, Agea ha adottato una strategia basata sull’integrazione di tecnologia e intervento umano.
Attraverso la semplice presentazione di una istanza di riesame, qualora accettata, è possibile correggere le anomalie generate dagli algoritmi. Abbiamo messo in campo l’App Agrifoto-Monitoraggio (Geotag): uno degli strumenti chiave per superare i dubbi interpretativi dei satelliti con l’invio di foto geotaggate direttamente dal campo.
Mediante l’applicazione, gli agricoltori possono fornire prove fotografiche oggettive che alimentano in tempo reale il «gemello digitale» (digital twin) dell’azienda e anticipare il processo dell’AMS (Area Monitoring System) direttamente nel fascicolo aziendale, senza necessità di sopralluoghi fisici invasivi.
Da ultimo, Agea ha avviato la procedura per l’utilizzo dei droni grazie alla collaborazione instaurata con Enac. L’approccio preventivo e il «Fascicolo intelligente» permettono poi, già nella fase di compilazione della domanda, un intervento diretto suggerendo dati corretti e segnalando potenziali anomalie prima che la pratica venga finalizzata.
Avete introdotto semplificazioni?
Gli adempimenti che subiranno le trasformazioni più significative riguardano l’inserimento manuale dei dati: l’AI applicata al Fascicolo aziendale e l’interoperabilità tra le banche dati pubbliche permettono al sistema di suggerire dati già disponibili. In questo modo si afferma anche il principio del «dato unico» del Sian, evitando di inserire più volte la stessa informazione.
Con la nuova «domanda unificata e automatizzata» alcuni controlli e dati sono già integrati in fase di compilazione.
Infine abbiamo ridotto i controlli in loco invasivi: l’integrazione di monitoraggio satellitare (AMS), droni e foto geotag permette di verificare l’uso del suolo e il dimensionamento delle superfici in modo oggettivo e riduce il rischio per l’agricoltore di esser sanzionato dopo l’invio della pratica.
Infine la digitalizzazione di strumenti, come il quaderno di campagna, hanno portato al progressivo superamento della documentazione cartacea rendendo il sistema più efficiente e trasparente.
A proposito di quaderno di campagna, il 31 dicembre scatta l’obbligo di digitalizzazione?
Sì certamente, Agea ha già sviluppato un applicativo nel Sian, integrato con il fascicolo aziendale che permette a Caa e Organismi pagatori, di interscambiare le informazioni minime e necessarie previste dalla normativa unionale.
Adesso, per una piena attuazione operativa, si è in attesa delle determinazioni previste dall’articolo 4 comma 5 del Dm del 1° marzo 2021 n. 99707.
La Commissione Europea ha autorizzato gli Stati membri ad erogare gli anticipi 2026. Siete pronti?
Agea, così come gli Organismi Pagatori Regionali è pronta dal 26 luglio ad erogare e pagherà principalmente gli interventi relativi al Sostegno di base al reddito per la sostenibilità (BISS) e quello relativo al Sostegno ridistributivo complementare al Reddito per la Sostenibilità rivolto alle aziende sotto i 50 ettari (CRISS), quello sui Giovani e l’Eco schema 3 (uliveti). Tra le misure che pagheremo ci sarà anche il grano, oltre ad alcune misure dello sviluppo rurale, ma queste a partire dalla fine del mese di agosto. Entro il 15 ottobre i pagamenti degli anticipi saranno conclusi.
Sostanzialmente, immetteremo nel sistema nazionale oltre 1 miliardo e mezzo di euro.
Articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 21/2026
L’innovazione digitale di Agea «paga»
di Antonio Boschetti
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