Il sistema di sorveglianza europeo sui residui di sostanze fitosanitarie continua a garantire livelli elevati di tutela per i consumatori. A confermarlo è l’ultima relazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare, l’Efsa, con sede a Parma, da cui emerge che nella quasi totalità dei casi i prodotti analizzati rispettano i limiti fissati dalla normativa comunitaria.
Tre livelli di controllo
L’analisi si articola su tre livelli:
- il programma coordinato a livello UE;
- i programmi nazionali condotti dalle Autorità competenti dei singoli Paesi;
- i controlli rafforzati alle frontiere.
Nel programma coordinato gli Stati membri, insieme a Norvegia e Islanda, analizzano ciclicamente ogni tre anni le stesse categorie di prodotti alimentari. Dai programmi nazionali, costruiti secondo ulteriori criteri di rischio emerge un quadro altrettanto positivo, con il 98,2% degli oltre 86.000 campioni analizzati risultato conforme ai limiti fissati dalla normativa comunitaria.
Le criticità dell’import
La principale novità della relazione riguarda tuttavia i prodotti di importazione. Per la prima volta, infatti, l’Efsa ha presentato separatamente i dati relativi ai controlli rafforzati alle frontiere, anche in considerazione della nota questione, spesso sollevata dai produttori europei, sul rispetto della reciprocità delle regole. Nel complesso − riferisce l’Authority − su oltre 39.000 campioni di alimenti importati, il 5,5% ha superato le soglie limite e il 3,6% è risultato non conforme, con i prodotti irregolari bloccati prima dell’ingresso nel mercato UE.
Bene l’Italia sui residui negli alimenti
Quanto all’Italia, su oltre 11.000 campioni analizzati, tra prodotti nazionali, comunitari e importati dai Paesi terzi, sono risultati irregolari solo 135 campioni, cioè l’1,2% del totale, un risultato in linea con il coordinato UE e migliore della media (96,7%) dei programmi nazionali.
Frutta e verdura, che rappresentano oltre la metà del campione, concentrano il maggior numero di irregolarità con l’1,4% della categoria. Nei cereali i superamenti sono all’1,1%, contro lo 0,8% di oli e vini.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 15/2026
Resisui negli alimenti, Italia promossa
di F.Pi.
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