Massimo Scaglia è il nuovo presidente di Agrofarma – Federchimica

L’Assemblea annuale di Agrofarma – l’Associazione nazionale delle imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica – oggi ha rinnovato le proprie cariche. Massimo Scaglia è stato eletto Presidente di Agrofarma – Federchimica per i prossimi tre anni, affiancato dal nuovo vicepresidente Luca Vaghi. Contestualmente si è insediato il neocostituito Consiglio di presidenza dell’Associazione, chiamato a guidare Agrofarma in una fase strategica per l’innovazione e la competitività del comparto.

Le priorità del nuovo presidente Massimo Scaglia

Massimo Scaglia_AD Syngenta Italia
Massimo Scaglia, ad Syngenta Italia e neopresidente Agrofarna

«È un grande privilegio, per me, assumere la carica di Presidente di Agrofarma – ha affermato Massimo Scaglia. In uno scenario caratterizzato da crisi geopolitiche e crescenti complessità regolatorie, il nostro impegno sarà quello di garantire soluzioni sempre all’avanguardia per gli agricoltori. Per raggiungere questo obiettivo è imprescindibile il proseguimento del dialogo con le Istituzioni, chiedendo la promulgazione di politiche basate su evidenze scientifiche e un quadro normativo che favorisca innovazione, competitività e accesso a soluzioni efficaci e sostenibili per la salute delle colture. Agrofarma continuerà a contribuire attivamente alla transizione verso un’agricoltura moderna, resiliente e capace di dare attuazione alle visioni strategiche europee. Ciò è possibile solo attraverso il sostegno della ricerca, dello sviluppo delle nuove tecnologie e dando il giusto riconoscimento alle imprese impegnate ogni giorno nella valorizzazione del made in Italy».

Il peso del settore rappresentato da Agrofarma

Inoltre, il settore investe oltre 30 milioni di euro annui, ovvero circa il 3% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo, un dato significativamente superiore rispetto alla media italiana del comparto industriale, che, secondo i dati Istat, si ferma all’1,5%. Di questo investimento, circa un terzo è destinato allo sviluppo di prodotti di origine naturale. Per quanto riguarda l’occupazione, le industrie del settore impiegano in Italia circa 2.000 persone. Di questi, gli addetti impegnati nelle attività di ricerca e sviluppo rappresentano circa il 12% del totale. Inoltre, le aziende associate collaborano con oltre 300 istituti di ricerca italiani, contribuendo attivamente al sostegno dell’eccellenza dell’agricoltura made in Italy.

 

Clicca qui per abbonarti a L’Informatore Agrario