Svolta per l’urea dal dl ColtivaItalia

urea

Sostenibilità ambientale e tenuta dei redditi possono coesistere solo attraverso l’innovazione e una maggiore attenzione politica: è questo il messaggio dell’incontro promosso a Roma, lo scorso 6 maggio, da Assofertilizzanti-Federchimica.

Dossier Nomisma

Nomisma ha evidenziato come eliminare indiscriminatamente l’urea entro il 2028 comporterebbe rincari insostenibili. Infatti, il passaggio forzato al nitrato di ammonio causerebbe un aumento dei costi di concimazione del:

  • +23% per il mais (+87 euro/ha);
  • +13% per i frumenti.

Optando per il solfato di ammonio i rincari balzerebbero a:

  • +35% per il mais (+133 euro/ha);
  • +20-21% per i frumenti.

Le aperture della Commissione europea sui fertilizzanti

In risposta a questo scenario, la prima novità è giunta da Paolo De Castro, presidente di Nomisma, il quale  ha annunciato che la Commissione europea presenterà il 19 maggio un action plan specifico sui fertilizzanti che punterà a recuperare risorse dai fondi di riserva della Pac per sostenere la competitività delle imprese e la fertilizzazione.

La seconda novità, sul fronte interno, è emersa dal confronto istituzionale.

«L’urea» nel ColtivaItalia

L’onorevole Marco Cerreto ha illustrato i dettagli dell’emendamento 19.048 (di cui è cofirmatario) al ddl 2670 «ColtivaItalia», che riscrive le regole: il divieto dovrebbe colpire solo l’urea indiscriminatamente convenzionale. Dovrebbe essere permesso l’impiego di tecnologie di precisione e di mitigazione come l’urea con inibitori dell’ureasi (urea trattata), l’iniezione diretta nel suolo o l’incorporazione entro 24 ore.

Da sinistra: Micaela Cappellini (moderatrice), Annalisa Saccardo, Paolo Girelli, Amedeo Reyneri (Università di Torino), Nicola Gherardi, Gianmichele Passarini

Il parere delle organizzazioni

Annalisa Saccardo (Coldiretti) ha lanciato l’allarme sulla sostenibilità della filiera: «L’aumento dei costi non può gravare solo sui produttori poiché i consumatori non accetteranno prezzi al consumo più alti».
Nicola Gherardi (Confagricoltura) ha ricordato che l’agricoltura ha già ridotto l’uso della chimica del 25% in vent’anni, mentre Gianmichele Passarini (Cia) ha sottolineato come i costi dei concimi siano cresciuti dell’80% a causa della crisi energetica.

Girelli: «urea falso problema»

«L’urea è un falso problema – ha spiegato il presidente di Assofertilizzanti, Paolo Girelli – incidendo appena dello 0,1% delle emissioni totali italiane e dell’1,3% di quelle agricole».

«Il mondo – ha concluso Girelli – non aspetta anni per l’innovazione, aspetta settimane. Le nostre industrie lottano ogni mattina per restare sul mercato, ma serve che la politica ci permetta di trasferire in campo l’innovazione che produciamo».

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 6/2026
Svolta per l’urea dal dl ColtivaItalia
di Claudio Costantino
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