Un nuovo quadro di sanzioni a tutela dell’agroalimentare

piano italiano contro la crisi del latteDopo una gestazione durata diversi anni, il Parlamento ha approvato un ddl di iniziativa governativa che disegna un nuovo quadro di riferimento per la tutela dei prodotti agroalimentari, modificando le sanzioni penali e amministrative per la salvaguardia del commercio, intervenendo sui controlli e sulle pratiche sleali.

Il testo, collegato alla Manovra 2026 e approvato con un solo voto contrario, consta di 21 articoli e introduce nel Codice penale due nuove fattispecie di reato: la frode alimentare, che va a punire chi commercializza alimenti o bevande «non genuini» o che provengono da luoghi diversi rispetto a quelli indicati, e il commercio di alimenti con segni mendaci, che si configura per chi utilizza segni distintivi o indicazioni che possono indurre il consumatore in errore su qualità o quantità degli alimenti; le pene previste, che vanno da 2-3 a 12-18 mesi di reclusione, sono aumentate in presenza di diverse aggravanti, ovvero nei casi di attività illecite organizzate e reiterate, per quantitativi di prodotto particolarmente elevati o per commercio di falso biologico.

Il provvedimento, che assorbe un’abbinata proposta di legge per vietare l’uso improprio del termine «latte» e di quello di altri prodotti lattiero-caseari per produzioni vegetali, istituisce al Masaf una cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare e reca, fra l’altro, norme in materia di Caa (Centri di assistenza agricola), indicazioni geografiche e condizionalità sociale.

I commenti

«Questa legge ci permette di migliorare la trasparenza, tutelare al meglio la salute dei cittadini e combattere i reati nell’agroalimentare, non solo con sanzioni aumentate e commisurate ai
rischi, ma anche mettendo in condizione le nostre forze dell’ordine di fare ancora meglio il loro lavoro», spiega il ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida.

Coldiretti sottolinea che il ddl, «ispirato alle proposte della cosiddetta “legge Caselli”, segna una svolta decisiva nella tutela delle eccellenze di una filiera agroalimentare estesa, che oggi vale 707 miliardi di euro e trova nella dop economy la sua espressione più avanzata».

Soddisfatte per il via libera anche Confagricoltura e Copagri, pur con toni diversi, rimarcano l’importanza degli interventi riguardanti la filiera bufalina. L’approvazione del testo è stata accolta con favore anche dalla Uila-Uil, secondo cui «segna un percorso coerente che tiene insieme legalità delle produzioni e del lavoro», e dalla Fai-Cisl, per cui è auspicabile che i nuovi strumenti «siano connessi anche a un ruolo di maggiore protagonismo dei lavoratori».

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 12/2026
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