«Macfrut è più di una fiera, è l’occasione per creare rapporti e rafforzare legami con altri Paesi del Mondo. È la prova della nostra capacità di essere all’avanguardia e di rappresentare un’opportunità per lo sviluppo di altre nazioni, come quelle africane o mediorientali». Con queste parole il ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, ha tagliato il nastro della 43° edizione di Macfrut nel corso del convegno inaugurale, promosso da Anbi, durante la prima giornata di Fiera al Rimini Expo Centre.
Finanziamenti e investimenti per la filiera ortofrutticola
«Siamo qui a Macfrut, la principale fiera della filiera ortofrutticola, settore per il quale abbiamo reso disponibili finanziamenti diretti sulle filiere e sul Pnrr che superano i 2 miliardi – ha aggiunto – e ne sviluppano quasi 3 di investimenti, e a cui si aggiungono interventi su energia, agrisolare e logistica. Continueremo a lavorare in questa direzione perché è una filiera di qualità e capace di creare ricchezza, lavoro e anche sviluppo».
Macfrut in un’ottica sempre più internazionale
«Macfrut è una piattaforma internazionale strategica per l’ortofrutta e per un sistema come quello dell’Emilia-Romagna, che si presenta a questo appuntamento con una filiera organizzata, capace di competere sui mercati e di innovare lungo tutta la catena del valore, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione – ha detto Michele De Pascale, Presidente Regione Emilia-Romagna. Parliamo di un comparto che nel 2025 ha superato 1 miliardo e 446 milioni di euro di valore della produzione, confermandosi una delle leve principali dell’agroalimentare regionale e un punto di forza del nostro sistema economico».

«Questa è un’edizione che vede una partecipazione internazionale straordinaria – ha sottolineato Patrizio Neri, Presidente di Macfrut – segno di un dialogo che non ha confini. L’ortofrutta è un settore strategico del nostro Paese tanto da rappresentare un quarto della nostra produzione agricola nazionale. Macfrut è la vetrina dell’Italia nel mondo, l’evento nel quale tutta la filiera si incontra per fare business e intercettare trend e tendenze in atto. Siamo consapevoli che qui si può disegnare il futuro del settore attraverso a una visione che poggia su tre pilastri: innovazione, sostenibilità e connessione».
Sicilia come Regione partner di Macfrut 2026
Luca Sammartino, assessore all’agricoltura della Regione Sicilia ha sottolineato che «L’ortofrutta è uno dei pilastri dell’agricoltura siciliana. Essere a questo evento vuole dire ribadire un impegno concreto per la valorizzazione delle nostre eccellenze sempre più protagoniste del mercato internazionale. Quest’anno la Sicilia è Regione Partner di Macfrut. La Sicilia non è solo la terra delle eccellenze dop e igp, dai famosi agrumi al pistacchio, ma è diventata il cuore pulsante della produzione italiana di frutta tropicale».
Ortofrutta: l’indagine di Nomisma
Nel corso del convegno, Ersilia di Tullio, responsabile strategic advisor Nomisma, ha presentato una indagine su «Mercati internazionali e Ortofrutta italiana: una sfida geopolitica, standard di sostenibilità competitività». Dai dati emerge che il settore ortofrutticolo in Italia coinvolge oltre 150.000 imprese per una superficie di 887.000 ha. Il valore alla produzione è di 17 miliardi di euro, pari al 26% dell’agroalimentare italiano. L’export di ortofrutta fresca e trasformata nel 2025 è stato di 12,9 miliardi e incide del 18% sul totale dell’agroalimentare. Inoltre, negli ultimi sei anni (2020-2025) in doppia cifra è stata la crescita dell’export sia degli ortaggi (+38,1%) che della frutta (+37,1%). Per quanto riguarda i mercati, l’export del fresco è concentrato prevalentemente nell’Unione Europea tanto da incidere dell’83% per gli ortaggi e il 76% per la frutta. L’Italia è all’undicesimo posto mondiale nell’esportazione di ortaggi e al dodicesimo nella frutta fresca.
Criticità del settore
L’indagine ha evidenziato due criticità del settore:
- l’instabilità geopolitica che incide direttamente sulla continuità e sui costi delle catene logistiche, che per l’ortofrutta fresca sono particolarmente critiche;
- il cambiamento climatico e le emergenze fitosanitarie che generano effetti rilevanti sulle produzioni agricole con l’ortofrutta fra le colture più esposte.
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