Gruppo Santacroce, produrre valore con innovazione e qualità

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Innovazione, legame con il territorio e qualità delle produzioni sono strategie che, quando ben interpretate, consentono alle imprese agricole  di produrre valore.
Le righe che seguono ne sono la evidente dimostrazione.
Per raggiungere questi risultati gli imprenditori hanno saputo coniugare diversi fattori: visione del business, capacità innovativa e abilità nel cogliere le opportunità di sostegno agli investimenti offerte dagli aiuti pubblici, in particolar modo dalla Pac ovvero dal Pilastro dello sviluppo rurale, che guida non solo verso l’evoluzione tecnologica, ma anche a strategie come la valorizzazione della qualità e il legame con i territori.

Il Gruppo Santacroce punta sulla Cipolla Rossa di Tropea igp

La storia della famiglia Santacroce è esemplare di come un’azienda agricola possa evolversi da piccola realtà contadina a modello di impresa strutturata e competitiva. Dopo un’esperienza decennale nella fragolicoltura intensiva, il gruppo ha puntato con decisione sulla Cipolla Rossa di Tropea igp.
Questo passaggio non è stato soltanto una scelta produttiva, ma una strategia di differenziazione territoriale: legare la crescita aziendale a un prodotto identitario ha permesso di trasformare una coltura tradizionale in un driver di redditività.

Innovazione e sostenibilità come metodo

Il modello Santacroce si fonda sull’applicazione coerente di agricoltura di precisione e di tecniche innovative mirate a garantire sostenibilità sia economica sia ambientale.
La sensoristica di campo, integrata a sistemi di supporto decisionale, consente di calibrare con precisione gli input idrici e nutrizionali. La combinazione di coltivazioni in pieno campo e sotto tunnel di protezione permette di estendere il calendario produttivo a 11 mesi l’anno.
A valle della produzione la costruzione di magazzini evoluti completa un sistema che coniuga tecnologia, efficienza e circolarità. Questo approccio dimostra come l’innovazione, se integrata in modo sistemico, possa diventare un vantaggio competitivo durevole per le imprese agricole.
L’attenzione alla gestione delle risorse idriche ed energetiche, unita alla valorizzazione dei sottoprodotti, non solo minimizza l’impronta ecologica, ma genera anche nuove opportunità di efficienza e risparmio. Tale visione olistica della produzione agricola rafforza la resilienza aziendale di fronte alle mutevoli condizioni di mercato e climatiche.

Filiera, mercato e strategie competitive

Il successo del gruppo risiede anche nella capacità di gestire in modo integrato l’intera filiera lunga. Attraverso l’Organizzazione di produttori e il Consorzio di tutela igp, l’azienda ha consolidato rapporti strutturati con la gdo italiana, che oggi assorbe circa l’80% del prodotto con marchi privati di alta gamma. A ciò si aggiunge una quota destinata agli ortomercati e all’industria di trasformazione, che contribuisce a diversificare i canali di sbocco. Le certificazioni Global GAP, GRASP e IFS garantiscono la tracciabilità e l’affidabilità necessarie per competere su mercati sempre più selettivi.
Sul piano organizzativo il gruppo impiega circa 900 lavoratori, valorizzando la manodopera specializzata in fasi di lavorazione dove la manualità resta insostituibile.
Infine, la visione strategica non si limita ai soli bandi pubblici: gli investimenti in digitalizzazione, automazione e controllo di gestione vengono programmati in funzione delle esigenze di mercato, con il coinvolgimento di stakeholder finanziari sensibili al settore agricolo.
Il metodo Santacroce si può sintetizzare in alcune direttrici replicabili: economie di scala, specializzazione produttiva, integrazione di filiera, investimenti e innovazione continuai e valorizzazione del territorio. Un percorso che dimostra come la redditività agricola non sia frutto di un singolo fattore, ma di un equilibrio dinamico tra tradizione, tecnologia e mercato.

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 7/2026
Produrre valore con innovazione e qualità
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