Dopo l’intesa raggiunta nel dicembre 2025 sul primo trimestre dell’anno in corso, la filiera lattiero-casearia nazionale ha definito un nuovo accordo sul prezzo del latte alla stalla “aprile-giugno 2026”, estendendo il confronto ai mesi primaverili. L’intesa è maturata nell’ambito del Tavolo Latte e punta a garantire continuità nei rapporti di fornitura, in un contesto segnato da forti tensioni sui mercati.
Nuovo accordo sul prezzo del latte alla stalla
L’intesa riguarda i mesi di aprile, maggio e giugno 2026 e segue il percorso già avviato nei mesi precedenti. Tuttavia, rispetto alle previsioni iniziali, il valore concordato risulta inferiore. Secondo quanto riferisce il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf), tutte le componenti del Tavolo Latte hanno giudicato l’accordo “soddisfacente”. Il confronto si è svolto il 27 marzo 2026 presso il Dicastero dell’Agricoltura.
Meccanismo di definizione del prezzo del latte
Come nel precedente accordo, le parti hanno scelto di non formalizzare l’intesa in un documento scritto. Tuttavia, resta centrale il riferimento ai quantitativi mensili prodotti nel 2025. In questo modo, la filiera mira a mantenere stabile il volume produttivo ed evitare nuovi squilibri tra domanda e offerta. Oltre le soglie definite, quindi, entrano in gioco altri parametri di mercato.
Differenze territoriali e ruolo del mercato spot
L’accordo si riferisce al mercato produttivo del Nord Italia. Nel Centro-Sud, invece, dovrebbe applicarsi una maggiorazione, secondo prassi consolidata. Inoltre, per le produzioni eccedenti i volumi di riferimento, il prezzo si ancora alle quotazioni della Commissione camerale di Milano Monza Brianza Lodi per il latte spot. Questo aspetto resta uno dei punti più delicati dell’intesa.
Impegni dell’industria e controlli
Un elemento chiave dell’accordo riguarda l’impegno della parte industriale. In particolare, le imprese hanno garantito il riconoscimento dei premi di qualità e il ritiro delle disdette dei contratti di fornitura già sottoscritti. Inoltre, le parti hanno condiviso la necessità di vigilare sul rispetto dell’intesa, segnalando eventuali irregolarità agli uffici competenti e coinvolgendo l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF).
Le reazioni delle organizzazioni agricole
Sul fronte produttivo, l’accordo ha raccolto un consenso prudente. Coldiretti ha parlato di un passo importante per “dare stabilità alle stalle italiane”, richiamando l’attenzione sulle pratiche sleali. Confagricoltura ha ringraziato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida per l’impegno a tutela del settore. Cia ha sottolineato il valore della responsabilità condivisa lungo la filiera. Copagri, invece, ha evidenziato la distanza tra il prezzo individuato e i costi di produzione. Infine, Confcooperative Fedagripesca ha espresso soddisfazione per il ritiro delle disdette contrattuali.
Prospettive e confronto europeo
I partecipanti al Tavolo Latte hanno concordato di rivedersi entro il mese di maggio. L’obiettivo è proseguire il confronto anche alla luce degli sviluppi comunitari. In questo quadro si inserisce il Piano straordinario UE per la crisi del settore lattiero-caseario europeo presentato dall’Italia, già approfondito su L’Informatore Agrario (n. 3/2026). Resta comunque centrale la consapevolezza che il prezzo del latte si forma all’interno di un mercato globale integrato.
Tratto dall’articolo in pubblicazione su L’Informatore Agrario n. 10/2026
di V. Aprili
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