Per mais, pomodoro e girasole semine 2026 in ripresa

intenzioni di semina

Le semine primaverili stanno iniziando in un contesto economico caratterizzato da forte incertezza. In questo scenario, quali valutazioni hanno orientato gli imprenditori agricoli nella definizione dei piani delle semine 2026?
Per analizzare gli orientamenti del settore, L’Informatore Agrario ha realizzato un’indagine rivolta a un panel di oltre 10.000 operatori profilati per l’area di interesse «colture seminative».

Il mix colturale

Il campione di aziende agricole intervistate appare fortemente specializzato nelle colture seminative. Le colture primaverili sono ovviamente presenti in tutte le entità selezionate, mentre solo nel 52% dei casi sono presenti anche i seminativi autunnali. In circa due terzi delle unità campionate sono state contemporaneamente presenti una o due coltivazioni a semina primaverile.

Intenzioni di semina 2026

La ricerca evidenzia un atteggiamento ottimistico quasi generalizzato. Dal sondaggio emerge un orientamento favorevole nei confronti del mais. Accanto a una solida quota di aziende intenzionate a confermare le superfici dello scorso anno, un 28% degli interessati dichiara infatti di volerle incrementare, a fronte di un 20% che sarebbe orientato verso la riduzione.
Molto diverso appare l’atteggiamento verso la soia: gli operatori che prevedono cambiamenti prevalgono su quelli orientati a confermare le superfici.

grafico intenzioni di semina 2026

Le foraggere si prospettano invece in netta crescita, con un 30% degli interessati che ne vuole estendere le superfici. Indicazioni positive vengono espresse anche per il pomodoro, per il quale quasi la metà degli agricoltori coinvolti manifesta l’intenzione di ampliare le superfici. Una dinamica molto simile si osserva anche per il girasole, mentre patata e barbabietola da zucchero mostrano orientamenti analoghi, seppure con intensità leggermente più contenuta.

Fattori di scelta delle semine 2026

La rotazione agronomica, citata dal 55% degli intervistati, resta il fattore più influente sulle decisioni di semina. Alle sue spalle invece emergono (anzi, riemergono) con
molta chiarezza i classici fattori economici: i prezzi della produzione agricola e i costi di produzione, indicati rispettivamente dal 33% e dal 29% dei rispondenti.
Con un peso analogo a quello dei costi di produzione compaiono poi i fattori organizzativi aziendali.

GRAFICO motivazioni alla base delle intenzioni di semina

Seminativi primaverili: superfici in aumento e decisioni guidate dai prezzi

In sintesi, la ricerca restituisce un quadro complessivamente positivo per i seminativi primaverili, le cui superfici sono generalmente previste in crescita. Nelle decisioni di semina tornano inoltre ad assumere maggiore rilevanza, più che negli ultimi anni, le valutazioni di carattere economico, in particolare quelle legate all’andamento dei prezzi delle produzioni e all’evoluzione dei costi di produzione.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 7/2025
Per mais, pomodoro e girasole semine 2026 in ripresa
di Silvio Cittar
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