Assunzione alimentare: il primo limite alla produttività della bovina da latte

L’assunzione alimentare giornaliera – in particolare l’ingestione di sostanza secca (Iss) – rappresenta uno dei pilastri della salute, del benessere e delle performance produttive e riproduttive delle bovine da latte. Mantenerne la stabilità nel tempo è condizione essenziale per evitare problemi metabolici e garantire che ogni animale possa esprimere appieno il proprio potenziale genetico.

Ogni variazione significativa nell’Iss provoca un calo produttivo e un inevitabile dimagrimento, con conseguenze negative sulla fertilità. L’obiettivo aziendale diventa quindi massimizzare un’ingestione costante e adeguata da parte di tutte le bovine in stalla.

La capacità di ingestione non è uniforme nella mandria

Nonostante i progressi del miglioramento genetico abbiano contribuito a rendere più omogenea la capacità di ingestione, l’Iss rimane una caratteristica altamente variabile tra animali, influenzata da un ampio ventaglio di fattori: fisici, fisiologici, genetici, produttivi, nutrizionali, ambientali, gestionali e sanitari.

Una trattazione completa di tutti questi aspetti richiederebbe un approfondimento dedicato; per questo gli autori propongono un’analisi suddivisa per aree tematiche, iniziando dai fattori intrinseci dell’animale.

Il limite fisico: capienza dei prestomaci e sviluppo del rumine

Il primo vincolo naturale all’assunzione di sostanza secca è rappresentato dalla volume del rumine e dei prestomaci. Nella bovina adulta, la capacità del canale digerente è correlata alla massa corporea e quindi alla razza, ma soprattutto risente della gestione alimentare durante la fase di vitella e manza.

Una corretta alimentazione nel giovane bestiame garantisce infatti uno sviluppo ottimale dell’intero apparato digerente. Al contrario, errori in questa fase compromettono in modo permanente la capacità d’ingestione futura della vacca.

Nei giovani animali l’aumento della massa corporea si traduce in un incremento proporzionale dell’Iss:

  • ogni 100 kg di peso vivo aggiuntivo corrispondono a circa 1 kg in più di sostanza secca ingerita al giorno;
  • un accrescimento di 1 kg/giorno comporta un aumento dell’Iss stimato in 0,35 kg/giorno.

Altri limiti: distensione addominale, adipe e gestazione

Nelle bovine ad alta produzione, oltre alla capienza prestomacale, un altro elemento limitante è la distensibilità del canale digerente. Questo è influenzato da:

  • presenza di adipe addominale che riduce lo spazio disponibile;
  • avanzamento della gestazione, che con l’espansione dell’utero comprime gli organi circostanti.

Questi fattori riducono ulteriormente la capacità d’ingestione proprio nelle fasi in cui la bovina avrebbe bisogno di massimizzare l’apporto nutritivo.

Assunzione alimentare: un obiettivo gestionale strategico

La complessità dei meccanismi che regolano l’Iss conferma la centralità dell’assunzione alimentare nella longevità funzionale della bovina da latte. Conoscere i fattori che la influenzano e intervenire con un management adeguato permette di:

  • migliorare le performance produttive,
  • favorire la fertilità,
  • prevenire stress metabolici,
  • ottimizzare la salute e il benessere animale.

Il risultato finale è una mandria più efficiente e sostenibile, capace di esprimere pienamente il valore genetico selezionato.

 

 

Tratto dall’articolo che verrà pubblicato su L’Informatore Agrario n. 05/2026

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