Mais, un settore sotto pressione: l’allarme dei produttori

mais

Il settore del mais vive una fase complessa che coinvolge produttori, filiere e mercati internazionali. L’analisi del momento di crisi è stata al centro del convegno organizzato da Confagricoltura giovedì scorso alla Fiera di Cremona, occasione in cui rappresentanti del comparto hanno analizzato le dinamiche che stanno mettendo a rischio la sostenibilità economica delle aziende agricole.

Riduzione di rese e pagamenti PAC

Durante l’incontro, il presidente della Libera Agricoltori di Cremona, Cesare Soldi, ha evidenziato come il comparto affronti un quadro critico determinato dalla riduzione delle rese, dalla pressione sui prezzi e dall’aumento dei costi di produzione. A ciò si aggiunge, inoltre, il forte ridimensionamento dei pagamenti diretti della Politica agricola comune (Pac), elemento che incide ulteriormente sulla marginalità delle imprese.

Clima e concorrenza internazionale penalizzano la produzione del mais

Le difficoltà non derivano solo da dinamiche economiche. Le emergenze climatiche hanno provocato un calo produttivo significativo, mentre la concorrenza dei grandi player mondiali continua a crescere. Secondo quanto emerso, infatti, Stati Uniti e Brasile si avvicinano a nuovi record produttivi, condizionando i prezzi globali e riducendo la competitività del mais nazionale. Questo fenomeno pesa molto in Italia, che ha un ruolo limitato nelle dinamiche di mercato internazionale.

Prezzi storicamente bassi e volatilità dei mercati globali

Nel suo intervento, Filippo Bertuzzi, analista della società Areté srl, ha ricordato che il settore si trova in un’annata segnata da «prezzi storicamente bassi», fattore che accentua le criticità economiche della coltivazione del mais. I mercati globali, orientati dalle politiche dei principali paesi produttori e da frequenti tensioni geopolitiche, incidono in modo diretto anche sulla realtà italiana.

Le proposte a sostegno della filiera maidicola

Per affrontare la crisi del mais tra calo delle rese e aumento dei costi, i partecipanti hanno richiamato alcune direttrici d’intervento: un aiuto accoppiato specifico per il mais, il potenziamento dei fondi di filiera a sostegno delle produzioni di eccellenza e un più deciso investimento sull’innovazione, considerata strategica per recuperare rese e produttività.

 

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