Fondi in aiuto a zootecnia e seminativi

Nuovi aiuti agricoltura Masaf per filiere e allevamenti

Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) ha recentemente introdotto nuovi aiuti attraverso tre distinti provvedimenti.
Questi strumenti di sostegno mirano a rafforzare settori chiave del comparto primario. Un decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 20 gennaio 2026, mentre gli altri due sono apparsi sul sito del Ministero nei giorni scorsi.

Sostegno alla biosicurezza suinicola

Il primo regime di aiuto si concentra sulla biosicurezza suinicola, con l’obiettivo di contrastare la diffusione della peste suina africana. Il Fondo nazionale per la suinicoltura, istituito nel 2019, rende disponibili 10,1 milioni di euro per l’anno. Le risorse sono ripartite tra le Regioni e le Province autonome, considerando il patrimonio suinicolo e il numero degli allevamenti. Pertanto, gli allevatori possono migliorare le condizioni di sostenibilità e di biosicurezza grazie a queste misure. Le amministrazioni regionali attuano la misura tramite propri bandi. Successivamente all’attuazione, gli enti gestori devono presentare al Masaf una relazione annuale per rendicontare l’effettivo utilizzo delle risorse.

Aiuti per filiere vegetali e carni bovine

Un secondo regime di aiuto stabilisce contributi per diverse filiere produttive. Il decreto Masaf n. 1329 del 29 dicembre 2025 definisce i dettagli. Il Fondo per la sovranità alimentare finanzia questa iniziativa. La dotazione complessiva ammonta a 23,75 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2025 e 2026.
Le risorse sono ripartite tra mais, legumi e soia, frumento tenero, orzo e carni bovine. In particolare, le imprese agricole che partecipano a un contratto di filiera di almeno un triennio possono beneficiare dei contributi pubblici. Questi contratti sono sottoscritti direttamente con l’impresa di commercializzazione o trasformazione, oppure tramite organizzazioni di produttori, cooperative e consorzi. L’importo massimo dell’aiuto ammonta a 400 euro/ha per il mais.
Si prevedono 250 euro/ha per le proteine vegetali (legumi e soia), 300 euro/ha per il frumento tenero e 200 euro/ha per l’orzo. Il sostegno è commisurato alla superficie agricola coltivata, fino a un limite di 50 ha complessivi. Inoltre, gli allevamenti bovini che seguono la linea vacca-vitello ricevono un aiuto di 100 euro per ogni capo tra 6 e 24 mesi. Per gli allevamenti aderenti al disciplinare Sqnz o Igp, l’aiuto è di 40 euro per ogni capo.
L’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea) gestisce questo regime di aiuto.

Indennizzi per febbre catarrale (Blue Tongue)

Infine, il terzo strumento di sostegno è mirato a contrastare la diffusione della febbre catarrale della lingua blu. Il decreto 5 dicembre 2025, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2026, ne regola l’applicazione. Le imprese agricole riconosciute come focolaio di infezione possono ricevere un contributo a fondo perduto.
Questo indennizzo copre i danni derivanti dalla morte o dall’impossibilità di utilizzo produttivo di ovini che hanno contratto l’infezione. La dotazione finanziaria disponibile ammonta a 10 milioni di euro.
I beneficiari devono presentare le domande all’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea). Agea stabilirà con una propria circolare le modalità di presentazione, valutazione e pagamento.

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 3/2026
Fondi in aiuto a suini, seminativi e ovini
di E. Comegna
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