Latte, il Piano anticrisi presentato a Bruxelles

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Nel comparto zootecnico continua a tenere banco l’annosa questione del prezzo del latte che caratterizza ormai da mesi il dibattito in seno al settore.
Una situazione che ha portato il Governo italiano a riunire due volte in due mesi il Tavolo nazionale di settore; nella seconda riunione, svoltasi a gennaio 2026, il Masaf ha presentato un Piano straordinario UE per la crisi del settore lattiero-caseario europeo.

Reazioni positive dagli Stati membri

Il Piano, presentato dall’Italia, con il supporto di Romania e Slovacchia, è stato trasmesso al Consiglio dell’UE, raccogliendo pareri favorevoli da ben 18 Stati membri.
La proposta italiana ha incassato il pieno sostegno di 9 Stati membri (Ungheria, Portogallo, Malta, Repubblica Ceca, Francia, Lituania, Polonia, Estonia, Belgio).
Lettonia, Croazia e Bulgaria hanno espresso riserve sulle misure per la riduzione del contingente produttivo. Germania, Austria e Lussemburgo hanno sollecitato la Commissione UE affinché si attivi per monitorare la situazione e presentare proposte operative.

La Commissione UE non parla ancora di crisi del settore

Il commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Christophe Hansen, nel riconoscere le preoccupazioni degli Stati membri in relazione al significativo calo dei prezzi dei prodotti lattiero-caseari fatto registrare a fine 2025, ha spiegato che, ad avviso dell’Esecutivo comunitario, non ci sono le condizioni per parlare esplicitamente di crisi del comparto, anche se – ha assicurato – la situazione verrà attentamente monitorata.

L’intesa sul prezzo in Italia

La richiesta fa seguito all’intesa di massima sul prezzo del latte alla stalla raggiunta durante la riunione del Tavolo di settore di dicembre 2025, che sembrerebbe aver mostrato più di qualche criticità.
Tali criticità, sono confermate dalle decine di segnalazioni provenienti da allevatori alle prese con accordi di fornitura a cifre decisamente inferiori ai 0,54 euro/L pattuiti per gennaio 2026.

L’Italia non deve subire il prezzo

In conclusione, giova ricordare che un provvedimento nazionale non può invertire una dinamica consolidata in base alla quale l’Italia non «sceglie» il prezzo, ma si limita al contrario a subirlo.

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 03/2026
Latte, il Piano anticrisi presentato a Bruxelles
di F.Pi.
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