Revisione trattori «veloci», al via tra i dubbi

Trattore veloce su strada

Troveranno applicazione da febbraio 2026 le linee guida operative per l’esecuzione dei controlli tecnici sui cosiddetti trattori «veloci», ovvero i mezzi agricoli utilizzati principalmente sulle strade pubbliche e omologati per superare i 40 km/ora.

Lo prevede il decreto direttoriale 494/2025 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit) col quale si dà finalmente avvio alla revisione di una parte del parco macchine agricole italiano (tutti i mezzi veloci immatricolati dal 2017 al 2022) e si stabiliscono, inoltre, i criteri per l’individuazione delle attrezzature utili a effettuare i controlli, le relative modalità di utilizzo e le componenti da revisionare (sostanzialmente freni, fari e tubi di scarico).

Il cronoprogramma fissa al 30 giugno 2026 il termine entro il quale dovranno essere sottoposti a controllo i trattori veloci immatricolati dal 2017 al 2019 e alla fine del 2026 la scadenza per quelli immatricolati nel triennio 2020-2022, rimandando per gli altri mezzi a gennaio 2027.

Aspetti organizzativi

Solo una piccola parte dei trattori che circolano in Italia è di tipo veloce e, non essendo disponibili dati ufficiali, la Federazione italiana delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine e delle Acma territoriali-Federacma ha stimato che i mezzi da revisionare entro la fine dell’anno siano circa 8.000. Un numero decisamente inferiore al totale dei trattori in circolazione, ma comunque consistente, soprattutto se rapportato all’esiguo numero dei centri di controllo attualmente in grado di revisionare i mezzi, che non sembra offrire adeguate garanzie in termini di soddisfacimento del cronoprogramma individuato.

Il tutto senza considerare i tempi necessari a dotare tutte queste strutture dei decelerometri e delle piastre per le revisioni. A pesare sulla questione, infine, è anche il versante economico e commerciale, che potrebbe influire in maniera significativa sulla scelta delle officine private di offrire tale servizio, reputando sconveniente sostenere gravosi investimenti per acquistare nuovi e costosi macchinari.