Glifosate, prima assoluzione dall’Echa

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L’erbicida glifosate non è cancerogeno. Sono le conclusioni dell’Agenzia europea delle sostanze chimiche (Echa).

«Sulla base di un’ampia revisione delle prove scientifiche» come cinque anni fa Echa «conclude ancora una volta che la classificazione del glifosate come cancerogeno non è giustificata».

L’Agenzia raccomanda di mantenere l’attuale classificazione di rischio della sostanza chimica, che può causare «gravi lesioni oculari ed essere tossica per gli organismi acquatici».

Il glifosate è stato al centro di furiose polemiche dal 2015 al 2017 dopo una monografia dello Iarc-Oms che lo indicava come potenzialmente cancerogeno. Da quella pubblicazione scaturirono anche cause milionarie negli Usa contro la Bayer, che nel frattempo aveva rilevato la Monsanto, casa produttrice dell’erbicida.

Quella dell’Echa è la prima valutazione del rischio a livello Ue nel processo di rinnovo dell’autorizzazione del glifosato. La licenza scade a fine anno, ma si va verso il prolungamento dell’attuale permesso, in attesa che l’altra agenzia Ue coinvolta, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), possa esaminare la grande quantità di contributi arrivati durante la consultazione pubblica.