CGBI: progetto fotovoltaico per l’ambito agricolo

Gabriele Lanfredi
Gabriele Lanfredi, presidente Cgbi

«Cgbi estende le attività del biogas-biometano al fotovoltaico». Così afferma il presidente Gabriele Lanfredi sulla svolta green del gruppo bolognese (Confederazione generale bieticoltori italiani), unione delle associazioni bieticole Anb e Cnb, che si colloca ai vertici nazionali per numero di impianti biogas e potenza installata.

Tra le novità c’è il progetto Agrisolare per l’installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici rurali, per saperne di più gli abbiamo rivolto alcune domande.

Presidente Lanfredi, qual è il ruolo di Cgbi nella rivoluzione verde?

Siamo al fianco degli agricoltori nella transizione ecologica per garantire una migliore redditività agli associati. La svolta green parte dal successo ottenuto con il biogas grazie a un progetto unico in Europa che dal 2011 a oggi ha dato valore ai sottoprodotti della filiera bieticolo-saccarifera (le polpe surpressate), assicurando una significativa integrazione del reddito agricolo.

Oltre al settore del biogas e del biometano, adesso è la volta del fotovoltaico. Cosa può dirci in merito?

Il nuovo progetto sui Parchi agrisolari ha l’obiettivo di incrementare il numero di impianti sulla copertura dei fabbricati rurali e attuare una delle misure previste dal Pnrr per il settore agricolo, finanziata con 1,5 miliardi di euro. Vogliamo mettere insieme le imprese aggregando una superficie significativa di pannelli solari per aumentare la forza contrattuale e ottenere le migliori condizioni di mercato nelle diverse fasi realizzative fino alla messa in esercizio.

Il fotovoltaico in ambito agricolo costituisce una grande occasione per accelerare la produzione di energia sostenibile. Con l’aiuto garantito dal Piano, l’investimento potrà certamente avere ricadute positive sul bilancio aziendale e sulla riqualificazione degli edifici.

Il Pnrr stanzia 2,2 miliardi di euro anche per lo sviluppo delle «comunità energetiche».

L’aggregazione delle aziende agricole promossa da Cgbi consentirà anche di realizzare le «comunità energetiche» e le strutture collettive di autoproduzione indicate nel Piano. In attesa che sia perfezionato il quadro normativo, abbiamo già individuato le potenziali utenze in prossimità degli impianti da costruire.

A che punto è questo nuovo progetto?

Cgbi ha già acquisito dalle aziende associate la disponibilità per una superficie complessiva di oltre 1.300.000 m² da destinare al Parco agrisolare e le adesioni continuano a crescere.

L’estensione è ragguardevole, basti pensare che il Pnrr indica un obiettivo pari a 4,3 milioni di m².

Si tratta di una banca dati unica nel suo genere, in grado di fornire importanti informazioni (ad esempio la percentuale di amianto presente, la produzione rapportata all’autoconsumo e la superficie media delle singole strutture), dettagli che potranno servire anche alla Pubblica amministrazione nella definizione dei prossimi bandi.

Sul fronte operativo, invece, stiamo sottoscrivendo accordi con i principali operatori nel settore della progettazione e installazione di impianti fotovoltaici per poi procedere con i piani di fattibilità delle singole aziende aderenti. Così saremo pronti al momento della pubblicazione dei bandi.

Il progetto, diventato ormai punto di riferimento a livello nazionale, si sta sviluppando molto rapidamente. Un risultato reso possibile dal forte radicamento territoriale della nostra base sociale – più di 5.000 aziende agricole – e della struttura tecnica che con 35 dipendenti e diversi collaboratori opera in maniera capillare.

Per ulteriori informazioni: cgbi@cgbi.it