Lactalis riaccende il confronto sul prezzo del latte

Italatte (Gruppo Lactalis che in Italia controlla Galbani, Parmalat e altri marchi storici) ha comunicato agli allevatori ed alle organizzazioni dei produttori conferenti, l’intenzione di pagare la materia prima consegnata nel mese di aprile a 40 centesimi al litro, salvo conguaglio, anziché 41,5 come previsto dal contratto attraverso la clausola dell’indicizzazione del prezzo.

L’azienda giustifica la propria decisione con la necessità di mantenere un adeguato livello di competitività della propria produzione sul mercato nazionale e internazionale e richiama espressamente il «contesto di mercato difficile come quello che stiamo vivendo in questa prima parte del 2019».

La presa di posizione del gruppo francese ha suscitato le proteste degli allevatori e dei loro organismi di rappresentanza.
In particolare, si contesta l’affermazione in base alla quale ci sarebbero delle difficoltà nel mercato europeo del latte e soprattutto non è stata accettata la decisione di modificare in modo unilaterale il prezzo corrisposto agli allevatori, senza passare attraverso un preventivo confronto tra le parti.

L’assessore all’agricoltura della Lombardia, Fabio Rolfi, ha convocato per il 14 maggio scorso il Tavolo regionale sul latte per discutere delle problematiche che stanno riguardando il settore e del rapporto tra produttori e trasformatori.
«È stato un incontro costruttivo – ha commentato l’assessore -. Abbiamo fatto tutti un passo avanti. Chiaramente però la Regione non può intervenire su contratti privati di fornitura, ma il Tavolo vuole essere un momento di confronto con l’obiettivo di arrivare a scelte condivise».

 

Tratto dall’articolo pubblicato sul Supplemento Stalle da Latte a L’Informatore Agrario n. 19/2019
Nuovo scontro sul prezzo del latte
di E. Comegna
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