Meno patologie nei vitelli maggiore è la futura produzione

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Le patologie nelle prime ore di vita del vitello riducono la carriera riproduttiva; da uno studio americano si è visto come, per ogni giorno di malattia di una vitella appena nata, si riduca la produzione di latte, in prima lattazione, di 126 chilogrammi rispetto alle vitelle sane.

La cura e la protezione del vitello dalle patologie è il primo obiettivo da raggiungere, per proteggere l’investimento in genetica e assicurare la redditività dell’azienda. Nel primo mese di vita le principali patologie che colpiscono il vitello sono per la maggior parte di origine enterica, con sintomi diarroici più o meno profusi, con alto tasso di mortalità e morbilità, e con un ritardo di  crescita e riduzione del valore del vitello.

Nei primi 10-15 giorni è dominante il batterio Escherichia coli con un’enterite acquosa con presenza di muco e sangue. La Salmonellosi è un altro importante patogeno con più di 2.000 sierotipi. È frequente soprattutto come Salmonella dublin e Salmonella typhimurium.

La Clostridiosi, causata dal batterio Clostridium perfringens tipi A, B, C, D, E, provoca diarrea emorragica. Rotavirus colpisce il vitello dai 5 ai 14 giorni, si insedia nell’intestino tenue, ha una morbilità alta e una mortalità bassa. Coronavirus colpisce i vitelli dai 5 ai 30 giorni di vita, è localizzato nell’intestino tenue, ha alta morbilità e mortalità dallo 0 al 50 %. Protozoo Criptosporidium parvum si localizza nell’intestino tenue nel colon in animali generalmente immunodepressi. Coccidiosi, patologia causata dai parassiti, Eimeria bovis e Eimeria zurnii, che colpisce i vitelli da 1 a 6 mesi di vita. Giardia, parassita che colpisce il vitello in età dai 2 ai 4 mesi con trasmissione per via orale attraverso alimenti e acque contaminate.

patologie vitelli

Le patologie respiratorie colpiscono il vitello a partire dai primi 20-30 giorni di vita e come le patologie enteriche possono avere origine virale o batterica.

Tra le forme virali: Coronavirus respiratorio, Virus respiratorio sinciziale, Virus della parainfluenza, Ibr, Bvd, adenovirus.
Tra le forme batteriche: Pasteurella hemolitica, Pasteurella multocida, Micoplasma, Hemophilus somuns.

Le condizioni igienico-ambientali, quelle atmosferiche, strutture non idonee, sovraffollamento e colostratura difettosa sono determinanti nella loro insorgenza e diffusione. Inoltre va tenuto presente che il vitello durante lo svezzamento ha un’immunità acquisita, di tipo attivo, non ancora efficace e un’immunità passiva conferitagli dal colostro che si sta esaurendo esponendo il soggetto alle infezioni.

Per prevenire il rischio di patologie respiratorie, va anzitutto eseguita una buona colostratura e garantito un ambiente sano. È bene creare gruppi omogenei di vitelli in base al peso. Fondamentale la collaborazione con il proprio veterinario per pianificare l’attuazione di protocolli terapeutici e vaccinali.

 

Tratto dall’articolo pubblicato sul Supplemento Stalle da Latte a L’Informatore Agrario n. 36/2018 a pag.  33
Meno patologie nei vitelli maggiore è la futura produzione
di S. Pozzi
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