Michele Campiotti: bovine in salute e analisi di bilancio, i due pilastri di un allevamento remunerativo

Negli scenari di mercato attuali l’azienda da latte deve essere in grado di migliorarsi puntando sui nuovi strumenti economici e sull’efficienza del sistema immunitario delle bovine.

Michele Campiotti, agronomo specialista in allevamenti per bovini da latte, e Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario, presentano i temi del convegno «Sano ed economicamente sostenibile, l’allevamento che ha futuro» che L’Informatore Agrario organizza il 25 ottobre in occasione delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona.

Programma e iscrizioni: ediaeventi.it/stalledalatte2019

Joachim Rukwied, perché il trattato con il Mercosur non piace agli agricoltori europei

Joachim Rukwied, presidente del Copa, parla delle priorità del Copa-Cogeca per i prossimi mesi e spiega perché gli agricoltori europei si oppongono al trattato UE-Mercosur. Filmato a Bruxelles il 12 settembre 2019.

Domanda

Quali sono le priorità del Copa e Cogeca nei prossimi mesi?

Risposta

La riforma della Pac, mantenere un bilancio stabile per la politica agricola comune dei prossimi anni e infine gli accordi commerciali, come quello con il Mercosur.

Domanda

Cosa pensa dell’accordo UE-Mercosur?

Risposta

In generale come Copa e Cogeca sosteniamo la stipula di trattati commerciali dell’UE perché sono necessari ad aumentare le nostre esportazioni in altri paesi del mondo. Ma nel caso del Mercosur abbiamo molte preoccupazioni perché c’è il rischio di importare un doppio standard in Europa.

Noi produciamo con alti standard e prodotti di alta qualità, mentre i nostri colleghi sudamericani lo fanno diversamente. Per esempio, loro possono utilizzare 150 agrofarmaci che per noi sono vietati. Questo vuol dire che non possiamo competere su un piano di parità. Per questo non possiamo dare il nostro appoggio a questo trattato.

 

Juan Marin, promuovere l’ortofrutta europea

Juan Marin, presidente dell’organizzazione di produttori e traders Fruit Vegetables Europe, parla della campagna CuTE, che per tre anni si svilupperà in sei Paesi per aumentare la consapevolezza dei cittadini europei sugli alti standard di produzione delle aziende UE. Filmato a Bruxelles l’11 settembre 2019.

Domanda

Quali sono le caratteristiche principali della campagna CuTE?

Risposta

CuTE è una campagna per comunicare ai consumatori le buone pratiche della coltivazione dell’ortofrutta nell’UE. Grazie a un lavoro congiunto con la Commissione europea abbiamo raccolto abbastanza risorse per un programma di promozione di 3 anni destinato ai consumatori e specialmente ai bambini per descrivere le caratteristiche e la qualità dei nostri prodotti.

Si tratta di far capire che rappresentiamo un’agricoltura che rispetta l’ambiente e i diritti sociali e speriamo questo ci aiuti ad incrementare il consumo di frutta e verdura fatta in Europa. Per i consumatori europei e con il sostegno delle istituzioni europee.

Domanda

Perché non ci sono organizzazioni italiane?

Risposta

Questa è la prima campagna. Nella prossima l’Italia ci sarà sicuramente. Stiamo lavorando per coinvolgerli rapidamente perché la nostra competenza non viene solo da Italia, Francia o Spagna, ma neanche da fuori.

Dobbiamo sostenere e aiutare questa agricoltura buona e sana, come quella che si fa in Italia in Sicilia, Sardegna e Gargano, per far capire ai consumatori la differenza con i prodotti di un altro tipo di agricoltura, che vengono da dove non si rispetta l’ambiente, la tracciabilità e la sicurezza.

Dobbiamo fare di più e meglio e assicurarci che le grandi realtà italiane siano con noi dalla prossima campagna.

Il dibattito sul nuovo biotech in Europa, due agricoltori bio a confronto

Doppia intervista sulle nuove biotecnologie applicate all’agricoltura a Alfred Grand (filmata filmata alla conferenza CRISPRCon di Wageningen il 20 giugno 2019) e Thor Gunnar Kofoed, (filmata a a Bruxelles il 3 luglio 2019).

Alfred GrandAlfred Grand

Alfred Grand è un agricoltore bio austriaco che oltre all’azienda agricola ha anche una società che produce fertilizzante biologico da lombrichi. Crede nell’innovazione ma ha molti dubbi sulle nuove tecniche di selezione e incrocio.

Thor Gunnar Kofoed

Thor Gunnar Kofoed rappresenta l’undicesima generazione di una famiglia di agricoltori danesi attiva dal 17° secolo e di recente è diventato il presidente del gruppo di lavoro sui semi del Copa-Cogeca. Coltiva sia con metodo bio che convenzionale e crede che le nuove tecniche di selezione e incrocio come l’editing del genoma siano un’opportunità per gli agricoltori.


Domanda

Cos’è l’innovazione per un agricoltore biologico come lei?

Risposta di Grand

L’innovazione ha una parte importante in ciò che facciamo. Non ho solo un’azienda agricola bio, ma anche un’altra che produce fertilizzante biologico da lombrichi. Questo non è necessariamente innovativo, perché imitiamo semplicemente la natura. Il sistema è lo stesso di 700 milioni di anni fa, noi abbiamo trovato le giuste tecnologie e il metodo per riprodurre il lavoro della natura. Questo è il tipo di innovazione che usiamo nella nostra attività.

Risposta di Kofoed

Appartengo all’undicesima generazione di una famiglia di agricoltori che ha cominciato l’attività nel 1642, e per me innovazione significa stare al passo con la domanda e i bisogni della società. Ecco perché faccio sia agricoltura bio che agricoltura convenzionale. In entrambi i casi cerco di usare sempre le conoscenze più aggiornate e le tecnologie più nuove. Perché la questione è semplice: senza nuove tecnologie e nuovi saperi non possiamo sopravvivere.

Domanda

Cosa pensa delle nuove biotecnologie applicate all’agricoltura?

Risposta di Kofoed

Penso che siano necessarie perché se vogliamo soddisfare i bisogni della società abbiamo bisogno delle varietà migliori. Sul il bio, c’è un problema di rese basse, che non vengono compensate dal prezzo premium. Nel convenzionale la chimica aiuta a colmare il divario. Ma le nuove varietà sono il solo modo per superare i fitofarmaci e per continuare a usare il metodo biologico nel futuro. Per fare questo abbiamo bisogno di queste nuove tecnologie.

Risposta di Grand

Al momento non le [le nuove biotecnologie] vedo nell’agricoltura bio. L’Austria poi è un caso particolare, dove anche per gli agricoltori convenzionali non ha molto senso perché abbiamo creato un mercato di nicchia e oggi per esempio esportiamo mais ogm free negli Stati Uniti, dove è quasi impossibile produrlo. Insomma, per gli agricoltori austriaci essere ogm free è un’opportunità.

Domanda

Cosa risponde a chi dice che le nuove biotecnologie permettono di ottenere più rapidamente risultati che già oggi sono raggiungibili con il breeding convenzionale?

Risposta di Grand

Ci sono sicuramente alcuni aspetti da approfondire e sviluppare ulteriormente. Ma non dobbiamo limitarci a discutere di selezione varietale e del seme in sé. Ci sono anche i rischi connessi al dominio del 60% del mercato dei semi da parte di un gruppo molto ristretto di imprese.

Risposta di Kofoed

Queste nuove tecnologie sono meno costose e più facili da usare, anche per selezionatori di piccola scala. Se non complichiamo tutto con una legislazione troppo onerosa potremmo avere una specie di tecniche a libero accesso, utilizzabili anche da piccole e medie imprese, e un’offerta di varietà molto ampia, così che un agricoltore come me possa trovare varietà specifiche che siano adatte alla mia azienda, alla mia regione e alla mia zona climatica.

Pekka Pesonen, l’innovazione digitale è priorità per gli agricoltori UE

Pekka Pesonen, segretario del Copa e Cogeca, illustra il manifesto degli agricoltori e cooperative agroalimentari europee per la legislatura UE 2019-2024. Filmato a Bruxelles, il 21 maggio 2019.

Per scaricare il manifesto https://wefarm4.eu

Domanda

Il Copa e la Cogeca hanno lanciato un manifesto per le elezioni europee. Che cosa chiederete al nuovo Europarlamento e alla nuova Commissione?

Risposta

Per noi è prioritario promuovere l’agricoltura europea. Questo vuol dire promuoverne l’immagine per attrarre giovani donne e uomini brillanti, capaci di portare nuovi investimenti e risorse nel settore.

Questa priorità è legata a questioni più ‘settoriali’, la principale delle quali è la Politica agricola comune. Siamo alla vigilia di una nuova riforma e abbiamo fiducia che il prossimo Europarlamento e la prossima Commissione lavorino per concludere il processo il prima possibile, nella prima parte della legislatura.

Abbiamo disperato bisogno di applicazioni innovative in tutti i settori, sia per aumentare la sicurezza degli alimenti e la loro qualità che per affrontare questioni ambientali come i cambiamenti climatici. Sappiamo che dobbiamo trovare soluzioni molto presto, la tempistica è essenziale.

Abbiamo bisogno che Commissione e Europarlamento propongano iniziative legislative per permetterci di utilizzare al più presto le nuove tecnologie. A volte possono essere tecnologie controverse, ma ne abbiamo bisogno perché per noi è di fondamentale importanza garantire la stabilità degli approvvigionamenti e farlo in modo sostenibile dal punto di vista ambientale.

Phil Hogan, Commissione si prepara a iniziativa su nuove biotecnologie agrarie

Phil Hogan, commissario europeo all’agricoltura e sviluppo rurale, parla del quadro giuridico UE sulle nuove biotecnologie agrarie dopo la sentenza della Corte di giustizia che ha equiparato i prodotti fa nuove tecniche agli ogm. Dichiarazione rilasciata a margine del Consiglio agricoltura del 14 maggio 2019, elaborazione de L’Informatore Agrario di materiale audiovideo dell’UE.

L’intervento di Hogan

«Riteniamo che la sentenza della Corte abbia dato chiarimenti sulla mutagenesi, al tempo stesso abbiamo chiesto ai Paesi membri di fornire dati per aiutarci a dare forma alle prossime iniziative, qualsiasi esse siano, della Commissione in materia.

In questa fase c’è molta interazione con i Paesi UE e ci sono stati già alcune riunioni a livello di esperti e una richiesta di dati per rispondere all’azione legale della Corte di giustizia.

La grande maggioranza dei ministri dell’agricoltura oggi ha chiesto un’iniziativa della Commissione per gestire la situazione che si è creata dopo la sentenza della Corte.

Voglio ricordare anche che l’organismo di consulenza scientifica della Commissione lo scorso ottobre ha prodotto un rapporto e di recente una dichiarazione sul ruolo dell’editing del genoma e delle moderne biotecnologie per l’agricoltura sostenibile.

La questione è delicata per i ministri e per la società, i Paesi membri hanno opinioni diverse, la legislazione sugli ogm è stata varata negli anni novanta e aggiornata nel 2001, ma credo che una nuova iniziativa della Commissione sia necessaria

Andrew McDowell, il programma Bei da un miliardo in prestiti agli agricoltori

Andrew McDowell, vicepresidente della Banca europea degli investimenti (Bei), spiega il nuovo programma per facilitare il credito agli agricoltori, in particolare giovani, da parte delle banche europee. Filmato a Bruxelles il 29 aprile 2019.

Domanda

Quali sono gli elementi principali del programma che lanciate oggi per prestiti agli agricoltori e quali i benefici attesi?

Risposta

Oggi la Bei si impegna a garantire 1 miliardo di euro per prestiti agli agricoltori e in particolare ai giovani agricoltori. L’iniziativa dovrebbe mobilitare contributi di entità corrispondente da parte delle banche partner in modo da poter contare su 2 miliardi di euro in totale per gli agricoltori europei. Quelli giovani in particolare, affrontano barriere all’accesso al credito per l’acquisto di macchinari ma anche per fare un semplice business plan.

Sappiamo che ci vogliono un certo numero di anni perché un giovane che avvia un’azienda agricola possa contare su un flusso di cassa positivo e affinché possa superare barriere per la concessione di un prestito, come la mancanza di prestiti pregressi e di collaterale per coprire il finanziamento e la necessità di avere assistenza per pianificare l’attività aziendale.

Domanda

Questi strumenti finanziari possono combinarsi con i fondi dei Programmi di sviluppo rurale. Come funziona con Paesi come l’Italia, che hanno oltre 20 Autorità di gestione per i fondi Psr?

Risposta

Abbiamo già visto, anche in Italia, l’Autorità di gestione proporsi di utilizzare al meglio le risorse del Feasr facendo leva sui fondi dello sviluppo rurale trasformandoli da sovvenzioni a strumenti finanziari, potenziando i benefici di alcune misure. Otto Regioni stanno già lavorando con la nostra controllata Fei (Fondo europeo degli investimenti) e sette banche commerciali per rendere disponibile in quelle regioni dei prestiti per gli agricoltori.

Ovviamente ci sono alcune complessità. Ma la prima volta è sempre più difficile, dopo diventa più facile riproporre le stesse misure. Si tratta di un’esperienza di apprendimento. Con i nostri servizi di consulenza possiamo fornire tutta l’assistenza necessaria alle Autorità di gestione incluso lo scambio di esperienze con altre Autorità di gestione per superare le difficoltà.

Wiebe Draijer, come finanziare la sostenibilità

Wiebe Draijer, presidente del consiglio di amministrazione di Rabobank, illustra due esempi di come l’istituto di credito olandese promuova la sostenibilità ambientale delle aziende con sconti sui prestiti, legati a pratiche ecosostenibili. Filmato a Bruxelles al Forum per il Futuro dell’Agricoltura, 9 aprile 2019.

Domanda

Come finanziare la sostenibilità in agricoltura? Può illustrare degli esempi concreti a partire dalla vostra esperienza?

Risposta

Faccio due esempi: in primo luogo l’applicazione di pratiche agricole sostenibili da parte dell’agricoltore può far parte dei criteri per concedere un finanziamento da parte nostra.

Il secondo esempio riguarda il programma specifico per la biodiversità in Olanda. Se l’agricoltore che ci chiede un prestito per comprare un terreno o progettare le semine tiene da parte spazi per la biodiversità, per gli insetti o i fiori, gli concediamo un finanziamento a tasso agevolato.

Matteo Tartaggia, la Corte dei Conti Ue e i controlli sul bio

Matteo Tartaggia, membro della Corte dei conti europea, parla dell’audit condotto sui controlli per i prodotti biologici. La situazione è migliorata rispetto al 2012, ma resta del lavoro da fare soprattutto sulle importazioni dai Paesi extra UE che secondo le stime del rapporto coprono il 15% del fabbisogno dell’Unione.