La mobilitazione agricola prosegue attraverso iniziative di presidio in nodi logistici e mediatici strategici. In coincidenza con la 117/a edizione di Fieragricola a Verona e l’apertura delle Olimpiadi Invernali, i due tronconi della protesta hanno allestito punti di raccolta per denunciare la crisi di redditività che sta portando alla chiusura numerose aziende del settore.
Il presidio CRA a Verona
All’ingresso San Zeno di Veronafiere, in occasione di Fieragricola, il presidio del CRA – Agricoltori Traditi, ha schierato 25 trattori. La protesta si concentra sulla insostenibilità dei costi di produzione e sulle speculazioni di filiera. Giorgio Bissoli, portavoce a Verona, ha ribadito il rifiuto di logiche assistenziali: «Di bonus e incentivi non ce ne facciamo nulla; il cibo nasce dalla terra, non in laboratorio».
Tra i temi caldi sollevati dai manifestanti, spicca la normativa sui nitrati (giudicata più restrittiva rispetto ai parametri UE) e la concorrenza sleale dei prodotti esteri.
Coapi: la tappa di Bormio e l’appuntamento nazionale
Parallelamente, il Coapi (Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani) ha stabilito un presidio il 6-7 febbraio a Forcola, in Valtellina, approfittando della vetrina olimpica. I portavoce territoriali Filippo Goglio, Gabriele Ponzano e Mauro Beccari hanno annunciato una manifestazione nazionale a Roma per il 7 marzo 2026.
L’evento sarà preceduto dall’arrivo di colonne di trattori nella Capitale il 6 marzo e punterà a coinvolgere non solo il settore primario, ma anche pescatori, artigiani e piccoli commercianti.
Le istanze: Mercosur e il “Diritto al Cibo”
Il punto di convergenza di tutte le sigle rimane l’opposizione all’accordo commerciale UE-Mercosur. Sebbene attualmente congelato dal rinvio alla Corte di Giustizia Europea, il trattato è visto come una minaccia esistenziale. I manifestanti di Verona e del Bormio denunciano l’assenza di reciprocità: «I prodotti sudamericani, trattati con principi attivi non autorizzati nell’Unione Europea, rappresentano una forma di concorrenza sleale».
Al governo si chiede quindi di «adottare misure straordinarie per la difesa della sovranità alimentare e del diritto a un cibo sano e sicuro per i cittadini che, in questa battaglia, sono alleati degli agricoltori».
G.Me.



