Crediti di carbonio alle battute finali

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Dopo quasi tre anni di attesa, il percorso che porterà all’operatività del Registro nazionale dei crediti di carbonio entra finalmente nella fase conclusiva. Il Governo, intervenuto di recente alla Camera durante un question time, ha confermato che entro marzo 2026 saranno completati sia lo sviluppo della piattaforma informatica sia la definizione dello schema di certificazione.

Registro nazionale dei crediti di carbonio: attesa per la piena operatività

Il Registro, istituito dalla legge n. 41 del 2023 presso il CREA, deve assicurare una gestione trasparente e pubblica dei crediti generati in modo volontario. Secondo il Governo, le attività regolatorie, informatiche e procedurali risultano ormai quasi concluse. Tuttavia, l’operatività non è ancora in essere, nonostante le aspettative elevate. Questo ritardo amplifica l’interesse del settore, che vede nel Registro una protezione dalla possibilità di svalutare il proprio potenziale “tesoretto” di crediti, grazie alla garanzia dello Stato e alla definizione di un quadro normativo stabile.

Linee guida agricole in arrivo entro l’estate

Il gruppo di lavoro incaricato di predisporre le linee guida ha scelto di distinguere in modo netto il comparto agricolo da quello forestale. Le linee guida per quest’ultimo sono state approvate nell’ottobre 2025, mentre quelle per il comparto agricolo sono ancora in fase di definizione. Secondo quanto riportato, saranno contenute in un decreto del Masaf atteso entro l’estate.

Attenzione massima degli operatori

Il mercato volontario dei crediti di carbonio riveste una crescente importanza. Certificare gli assorbimenti nel suolo consente infatti di mettere in trasparenza il contributo dell’agricoltura e della selvicoltura alla compensazione delle emissioni.

Stime economiche e prospettive di redditività

La dimensione economica della partita è tutt’altro che chiara, ma secondo recenti stime di Veneto Agricoltura, il reddito addizionale annuo derivante dalla vendita dei crediti di carbonio, a fronte di costi di certificazione stimati tra i 1.500 euro e i 3.500 euro, cui aggiungere le spese per la realizzazione del progetto, potrebbe attestarsi tra i 100 e i 300 euro/ha.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 4/2025
Crediti di carbonio alle battute finali
di A. Bruni
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