L’assemblea Coldiretti dell’11 dicembre a Roma ha lanciato un messaggio chiaro: «Questa non è l’Europa che vogliamo». Al centro del dibattito, i tagli alla Pac e le regole del Green Deal, accusate di aver generato delocalizzazione e perdita di competitività.

Protesta a Bruxelles e numeri globali
Il segretario generale Vincenzo Gesmundo ha annunciato la partecipazione di 2.000 associati Coldiretti alla manifestazione del 18 dicembre a Bruxelles, organizzata dal Copa-Cogeca. Il presidente Ettore Prandini ha denunciato il rischio strategico dei tagli: «Il piano UE prevede una riduzione di 90 miliardi alla Pac, di cui 9 miliardi sull’Italia». Un confronto impietoso con gli Stati Uniti, che investono quattro volte le risorse europee, e con la Cina, che controlla il 60% degli stoccaggi mondiali di cereali.
Reciprocità e accordi istituzionali
Prandini ha puntato il dito contro l’accordo Mercosur e chiesto regole uguali per tutti, sottolineando le emissioni e l’uso di agrofarmaci in Brasile. Coldiretti ha annunciato due intese strategiche per il 2026: una con Anci per uniformare le norme nei Comuni e una con l’Agenzia delle dogane per rafforzare i controlli sull’import e candidare l’Italia a sede della futura Autorità doganale europea. Il ministro Tommaso Foti ha definito questa richiesta «un segnale forte in Europa».
Controlli e burocrazia
La battaglia contro la burocrazia si sposterà davanti alle sedi regionali per chiedere il rispetto della legge sul preavviso nelle ispezioni aziendali. «Le aziende agricole non possono essere usate come bancomat», ha ribadito Prandini. Nonostante le criticità, il settore agroalimentare italiano continua a crescere: l’export 2025 è atteso oltre 73 miliardi di euro, +5% rispetto all’anno precedente.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 41/2025
Gli agricoltori non vogliono questa Europa
di C. Costantino
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