Sabato 24 gennaio a Padova e l’indomani ad Avellino sono previsti cortei di agricoltori e di trattori promossi da Coapi (Coordinamento Agricoltori Pescatori Italiani) di cui uno dei portavoce è Angelo Distefano. Tra l’altro il 22 ci sono state manifestazioni a Rovigo ed a Bologna alla Borsa Merci. Domenica 25 gennaio in piazza anche ad Avellino.
Invece il 24 gennaio, gli agricoltori che fanno capo al CRA-Agricoltori Traditi dell’ex forcone Danilo Calvani, terranno un sit-in a Milano a viale Famagosta.
Lunedì 26 gennaio Coldiretti Piemonte ha avviato una mobilitazione contro l’accordo Mercosur a Torino presso il Lingotto Fiere; coinvolgerà 6 mila agricoltori provenienti da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Vi parteciperanno pure il presidente nazionale Ettore Prandini ed il segretario generale Vincenzo Gesmundo.
Mobilitazione ad oltranza
Il Coapi aveva avviato una mobilitazione permanente degli agricoltori autonomi che si era avviata a Milano il 9 gennaio ed era poi proseguita attivando presidi da Verona, Parma fino a Torrimpietra (Roma) e Vittoria (Ragusa). Nei pressi di Torrimpietra, al margine della consolare Aurelia oltre al presidio si è allestita anche una maxi tenda per le assemblee. Una delegazione di uno dei movimenti locali aderenti al Coapi era stata presente anche alla manifestazione degli agricoltori europei di Strasburgo, dove aveva incontrato europarlamentari di vari Paesi.
La mobilitazione di CRA aveva avuto inizio il 17 gennaio in concomitanza con la firma del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur ad Asunción. I presidi si erano concentrati in snodi logistici e piazze di città come Torino, Rovigo e Latina. Nonostante il maltempo avesse condizionato l’affluenza in alcuni centri del Sud Italia, si era confermata una mobilitazione che gli organizzatori avevano definito «ad oltranza». Si è puntato sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso iniziative di piazza, presidi alle porte dei centri abitati con trattori e una comunicazione visiva priva di simboli politici o sindacali, privilegiando esclusivamente il tricolore; in alcuni casi però, come nell’agro pontino, non sono mancati blocchi stradali con i trattori.
Indicatore del clima sociale nelle campagne
La protesta – che vede protagoniste, in diverse regioni, le varie anime del movimentismo autonomo – indubbiamente si inserisce in un contesto di incertezze e malessere legati alle nuove dinamiche del commercio globale e alla sostenibilità economica delle aziende nazionali.
Indubbiamente, rispetto alle proteste del 2024, le grandi Confederazioni agricole non si sono fatte trovare impreparate, avendo attivato per tempo le proprie iniziative di pressing sul Governo e sulle istituzioni comunitarie, prevedendo anche imponenti iniziative di piazza non solo a Bruxelles e Strasburgo.
Coldiretti ha avviato una grande mobilitazione in tutte le regioni italiane, che coinvolgerà decine di migliaia di agricoltori. Si parte da Torino il 26 gennaio.
La mobilitazione dei prossimi giorni in Italia è un indicatore importante del clima sociale nelle campagne. Il dato certo rimane il disagio e l’esasperazione dei produttori che, nel corso degli ultimi anni, hanno visto prezzi all’origine non remunerativi in molti settori, raccolti compromessi dagli eventi climatici estremi, dalla fauna selvatica e dalla diffusione di malattie trasmesse da vettori, a fronte di una rigidità dei costi fissi. Tutto ciò sta mettendo a rischio la tenuta di molte aziende agricole.
G.Me.



