Sabato 24 gennaio è prevista una manifestazione a Padova degli agricoltori CRA-Agricoltori traditi, che fanno capo all’ex «forcone» Danilo Calvani.
A Padova è previsto un presidio fisso con i trattori dalla mattina, un corteo da piazza Garibaldi alle ore 15 e un incontro alle ore 19 all’ex foto Boario (Teatro Geox). Iniziative sono previste in varie altre località.
È la seconda fase di una mobilitazione permanente che per CRA ha avuto inizio il 17 gennaio in concomitanza con la firma del trattato di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur ad Asunción.
La mobilitazione, che vede protagonisti i movimenti autonomi in diverse regioni, si inserisce in un contesto di incertezza legato alle nuove dinamiche del commercio globale e alla sostenibilità economica delle aziende nazionali.
Mobilitazione ad oltranza
I presidi, coordinati principalmente dal CRA-Agricoltori Traditi il 17 gennaio si erano concentrati in snodi logistici e piazze di città come Torino, Verona, Rovigo e Latina.
Nonostante il maltempo avesse condizionato l’affluenza in alcuni centri del Sud Italia, si era confermata una mobilitazione che gli organizzatori avevano definito «ad oltranza».
L’iniziativa ha puntato sulla sensibilizzazione dell’opinione pubblica attraverso iniziative di piazza, presidi alle porte dei centri abitati con trattori e una comunicazione visiva priva di simboli politici o sindacali, privilegiando esclusivamente il tricolore.
Parallelamente, il Coapi (Coordinamento Agricoltori Pescatori Italiani) guidato da Salvatore Fais ha attivato presidi da Parma fino a Torrimpietra (Roma) e Vittoria (Ragusa).
Nei pressi di Torrimpietra, al margine della consolare Aurelia oltre al presidio si è allestita anche una maxi tenda che serve per le assemblee.
Rispetto alle proteste dell’inizio del 2024, le grandi Confederazioni agricole non si sono fatte trovare impreparate, attivando per tempo i propri canali di interlocuzione con il Governo e con le istituzioni comunitarie a Bruxelles e iniziative di piazza a livello europeo.
Indicatore del clima sociale nelle campagne
La mobilitazione spontanea dei prossimi giorni sarà comunque un indicatore importante sul clima sociale nelle campagne. Il dato certo rimane il malessere dei produttori che, nel corso degli ultimi anni, hanno visto prezzi all’origine non remunerativi in molti settori, raccolti compromessi dagli eventi climatici estremi e dalla diffusione di malattie trasmesse da vettori, a fronte di una rigidità dei costi fissi che mette a rischio la tenuta di molte aziende agricole.
Cl.Co.



