Macchine agricole, ancora una proroga per la revisione

Con l’approvazione della questione di fiducia posta dal governo, la Camera ha concluso l’esame del ddl di conversione del dl Milleproroghe 2026 (dl 200/2025), che passa all’altro ramo del Parlamento.

Difficile pensare che il testo venga ulteriormente modificato dal Senato, dal momento che il provvedimento – il primo arrivato alla Camera in quest’ultimo anno di legislatura – va convertito in legge entro il 1° marzo, motivo per cui Palazzo Madama avrà a disposizione una manciata di giorni per lavorarlo.

Durante la prima lettura, durata poco più di un mese, la Camera dei deputati ha apportato diversi correttivi al testo originario, intervenendo su numerose questioni di interesse per il settore agricolo, con particolare riferimento, fra l’altro, alla revisione obbligatoria dei mezzi agricoli, ai contratti di filiera, agli esoneri contribuitivi, al funzionamento delle Commissioni uniche nazionali (Cun), alla peste suina, alla gestione delle acque reflue e al Rentri.

L’emendamento probabilmente più rilevante in termini agricoli è quello a firma del presidente della Commissione Agricoltura della Camera Mirco Carloni, che sposta nuovamente i termini per la revisione dei mezzi agricoli (obbligatoria dal 2015, ma non ancora operativa), prorogandone la scadenza alla fine del 2026 per le macchine immatricolate entro il 1983, al 2027 per quelle immatricolate tra il 1984 e il 1996, al 2028 per i mezzi immatricolati tra il 1997 e il 2023 e al quinto anno successivo alla fine del mese a cui risale l’immatricolazione per tutti gli altri veicoli agricoli.

Soddisfazione per l’intervento è stata espressa, tra gli altri, da Confagricoltura, ad avviso della quale questo «risponde alla necessità di tutelare la continuità delle attività delle imprese del settore primario, evitando il rischio di ulteriori oneri economici», e da Coldiretti, secondo cui in tal modo si evita che «agricoltori e contoterzisti si trovino esposti a sanzioni e responsabilità pur in assenza del decreto ministeriale attuativo che deve definire modalità e procedure operative per effettuare gli adempimenti».

Di tenore opposto il commento di Federacma, per cui «la proroga può essere comprensibile sul piano tecnico», anche se «continuare a spostare le date senza emanare il decreto attuativo significa cambiare il calendario senza cambiare la realtà». A.B.