Abbiamo provato il nuovo dissodatore del costruttore umbro Dondi nella versione a 7 ancore con sistema idropneumatico «no-stop» e un fronte di lavoro da 3 m.
Il costruttore Dondi con sede a Bastia Umbra (Perugia) ha recentemente introdotto una nuova serie di dissodatori pesanti (per potenze fino a 400 CV) e fronte di lavoro da 2,5 a 4 m: la 800 H EVO con sistema idropneumatico «no-stop» delle ancore. Presentati in anteprima lo scorso anno ad Agritechnica 2025, la nuova serie è destinata a un uso intensivo, per la lavorazione in profondità di terreni tenaci o ricchi in scheletro con diversi scopi agronomici quali rottura della suola di lavorazione, decompattamento ed effetti curativi per terreni lavorati in regime di lavorazioni conservative e no tillage.
In provincia di Perugia abbiamo provato il modello intermedio della serie 800 H EVO, l’807 a 7 ancore da 3 m di larghezza, una luce libera di 85 cm per profondità di lavoro fino a 60 cm. Un’architettura che richiede trattori con potenze da 180 a 300 CV (132-220 kW).
Il telaio portante è composto da 4 tubolari a sezione rettangolare collegati tra loro da piastre in acciaio alto resistenziale con spessore di 15 mm, andando a formare una struttura nel complesso molto rigida, compatta le cui geometrie trasferiscono le forze generate durante la lavorazione nella parte anteriore del trattore aumentandone la trazione. Gran parte degli elementi sono imbullonati e incastrati tra loro.
Le 7 ancore, suddivise in due ranghi (3 anteriori e 4 posteriori), presentano un interasse di 850 mm e 435 mm di spaziatura tra le ancore. La luce libera è di 850 mm per lavorare fino a 600 mm di profondità. Indicativamente quindi, il rapporto profondità max (600 mm)/distanza ancore (435 mm) è di 1,38, ovvero una più uniforme capacità di frantumazione e rimescolamento.
Le ancore presentano quattro gradi di inclinazione: 15° e 30° nella parte di collegamento al telaio e 60° e 75° nella parte di penetrazione nel terreno. Il puntale realizzato in acciaio al boro trattato è reversibile senza ausilio di utensili (sgancio rapido). Completano l’ancora gli esplosori laterali a 4 posizioni e l’ala di protezione dell’ancora stessa.
Tutto l’impianto idropneumatico del sistema «no-stop» è ben integrato e protetto nella struttura portante del telaio riducendo così anche gli ingombri. L’impianto idropneumatico è progettato per operare a pressione costante e bassa (140 bar). L’intervento della valvola di massima (240 bar) è limitato ad eventi straordinari, garantendo un funzionamento regolare e privo di soste atte al ricaricamento dell’impianto, anche in condizioni di terreno estremamente tenace.
La prova, con le caratteristiche tecniche e le impressioni del tester, è pubblicata sul n. 4/2026 di MAD – Macchine Agricole Domani.
Per leggere l’articolo completo abbonati a MAD – Macchine Agricole Domani.





















