Silomais: qualità ed energia in campo

È ampiamente riconosciuto che la coltura del mais può fornire elevate quantità di energia per ettaro sotto forma di zuccheri, amido e fibra e che, lavorando al meglio, i costi dei cantieri di coltivazione, raccolta e conservazione possano risultare relativamente contenuti rispetto ad ltre colture.

È altrettanto unanimemente consolidato il fatto che il profilo nutrizionale del silomais da destinare a vacche sempre più performanti e produttive debba essere orientato verso la massima concentrazione di energia per kg di sostanza secca prodotta.

Questo significa avere una bassa percentuale di NDF, caratterizzata da un’elevata degradabilità a 24-30 ore, ma soprattutto un elevato contenuto in amido.

Un profilo nutrizionale ideale è quello riportato nella tabella, dove si evidenzia che un silomais di ottima qualità deve presentare un contenuto in amido superiore al 36%, un contenuto in NDF inferiore al 37% (con una degradabilità della fibra a 30 ore superiore al 54% dell’NDF) e un contenuto in Energia netta latte superiore a 6,3 MJ/kg di sostanza secca (s.s.).

L’ottenimento di queste caratteristiche è possibile scegliendo la genetica giusta, coltivando con efficienza e raccogliendo la coltura al corretto stadio di sviluppo. Il mantenimento di queste caratteristiche è possibile solo con una gestione perfetta del cantiere di raccolta e conservazione.

Il progresso tecnologico degli ultimi anni consente una gestione agronomica mirata e in grado di ottimizzare l’uso e l’efficienza dei fattori produttivi impiegati. Fatto salvo l’andamento climatico stagionale, su cui purtroppo si può incidere solo marginalmente, altri fattori gestionali consentono di massimizzare il potenziale genetico degli ibridi e di conseguire ottime rese in biomassa, con le caratteristiche nutrizionali riportate in tabella.

Tra questi, i principali sono la coltivazione in ambienti vocati, l’adozione di una concimazione calibrata sui reali asporti in relazione ai livelli produttivi attesi, la corretta gestione dell’irrigazione, specialmente nei momenti più opportuni, per evitare rischi di stress idrico (anche nelle fasi avanzate del ciclo colturale), il contenimento efficace delle infestanti erbacee e dei principali fitofagi.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 02/2026
Per i robot di mungitura mercato in crescita e tecnologie sempre più smart
di E. Sancassani
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