L’OI Pomodoro da Industria Nord Italia ha inaugurato Tomato World 2026 con un convegno fortemente orientato all’attualità: “Le sfide del cambiamento climatico: quali strumenti per il pomodoro da industria”.
L’evento, tenutosi a Piacenza Expo, ha riunito istituzioni, esperti e operatori per affrontare le crescenti difficoltà generate dalle alterazioni climatiche che minacciano una delle filiere agroalimentari più importanti del Paese.
I lavori sono stati aperti dai saluti della sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, e del Presidente di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli, seguiti da un videomessaggio del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Un appello a istituzioni e Ricerca
Nel suo intervento di apertura, Giuseppe Romanini, Presidente dell’OI Pomodoro da Industria Nord Italia, ha ribadito la comprovata capacità di organizzazione, innovazione e responsabilità della filiera del Nord Italia. Ha però lanciato un chiaro messaggio alla politica e alle istituzioni: questo impegno deve essere supportato da politiche coerenti e strumenti operativi adeguati.
“Il pomodoro da industria non è solo una produzione agricola, ma un sistema organizzato di primaria importanza, fortemente connesso ai territori,” ha affermato Romanini. “Chiediamo stabilità normativa, investimenti in infrastrutture idriche, sostegno all’innovazione, mezzi per la difesa fitosanitaria, strumenti assicurativi e mutualistici più efficaci, e una reale valorizzazione delle organizzazioni di filiera. Il cambiamento climatico non è una variabile da subire, ma una condizione con cui dobbiamo imparare a convivere, rafforzando la resilienza del sistema. Ma la resilienza non si costruisce da soli: richiede alleanza tra imprese, ricerca e istituzioni.”
L’impatto del clima e le proiezioni future
Maria Chiara Cavallo, Segretario dell’OI Pomodoro da Industria Nord Italia, ha presentato un’analisi dettagliata sull’andamento meteoclimatico degli ultimi anni nel Nord Italia e i suoi effetti sulla produzione di pomodoro. Il cambiamento climatico si manifesta con un’alternanza sempre più frequente di siccità e piogge eccessive, eventi estremi e un generale aumento delle temperature medie. Questi fenomeni incidono direttamente sulla filiera, rendendo difficile la programmazione quantitativa, la pianificazione dei trapianti e la gestione della raccolta, con ripercussioni evidenti su qualità, rese e competitività del comparto.
Le proiezioni climatiche di Arpae per il periodo 2021-2050 delineano uno scenario preoccupante: un calo netto delle precipitazioni annue, un aumento della temperatura media (massima e minima) di circa 2,5 °C, l’allungamento del periodo senza piogge da 21 a 30 giorni, una crescita della durata delle ondate di calore da 2 a 7 giorni e delle notti tropicali da 11 a 29 all’anno. Per affrontare tale scenario, è indispensabile un elevato livello di organizzazione, pianificazione e coordinamento lungo l’intera filiera, supportato da strumenti adeguati.
Strategie di mitigazione e strumenti di supporto
Gabriele Canali, Consulente Scientifico dell’OI Pomodoro da Industria Nord Italia e Professore all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, ha illustrato le problematiche agricole e industriali della filiera, proponendo strategie di mitigazione e adattamento. Tra le priorità: ottimizzazione dell’uso di acqua, energia e mezzi di produzione; mantenimento e potenziamento dell’OCM ortofrutta; rafforzamento della cooperazione tra imprese, istituzioni e ricerca; operare in modo realmente sostenibile, evitando il “green washing”; e investire in tecnologie e conoscenze a tutti i livelli.
Sul fronte delle infrastrutture idriche, Francesca Mantelli (Presidente Consorzio di Bonifica Parmense) e Luigi Bisi (Presidente Consorzio di Bonifica di Piacenza) hanno evidenziato gli sforzi compiuti con i fondi PNRR, ma hanno sottolineato la necessità di nuove opere, come la Diga di Vetto, e di risorse per la manutenzione, per garantire l’acqua a un territorio vocato all’agroalimentare.
Nicola Benatti, Responsabile Area Settore Vegetale della Direzione Generale Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, ha rimarcato l’alto grado di organizzazione della filiera del pomodoro da industria del Nord Italia. Ha poi focalizzato l’attenzione sui finanziamenti regionali e sui quattro pilastri dello sviluppo rurale: tecnologia, ambiente, innovazione e supporto tecnico agli agricoltori.
Nicola Lasorsa, Responsabile ISMEA per la Gestione del Rischio, ha presentato gli strumenti assicurativi, evidenziando come il comparto del pomodoro da industria goda di livelli di copertura particolarmente elevati, con quasi la totalità delle aziende e delle superfici coltivate protette, posizionandosi tra i settori più tutelati.
Prospettive europee e Visione di Futuro
Alessio Mammi, Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, ha sottolineato come gli effetti del cambiamento climatico, uniti a tensioni geopolitiche e congiuntura economica, rendano fondamentali due condizioni: l’unità della filiera e l’elaborazione di una strategia chiara e strutturata. Gli obiettivi sono continuare a produrre qualità, sostenere l’innovazione e rafforzare la competitività.
In chiusura, Stefano Bonaccini, Membro della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo , ha ribadito: “Il clima non è più uno scenario astratto, ma un fattore concreto e sempre più instabile.” Ha indicato tre direttrici operative per la resilienza della filiera: sviluppo di infrastrutture idriche moderne, strumenti assicurativi e fondi mutualistici più accessibili, e rafforzamento della pianificazione e collaborazione. Bonaccini ha inoltre sostenuto l’importanza di una PAC con adeguata dotazione finanziaria, il mantenimento della gestione dei fondi da parte delle Regioni e la reciprocità degli standard di sostenibilità tra produzioni europee ed extra UE, ricordando l’approvazione del Regolamento contro le pratiche commerciali sleali transfrontaliere.







