La campagna del pomodoro da industria 2026 si apre in un clima di forte incertezza. Il confronto tra le parti mostra divergenze su diversi aspetti chiave della filiera. È un avvio segnato da nodi irrisolti, con effetti sulla programmazione, sui costi e sulla competitività del settore.
Pomodoro 2026 e il nodo delle griglie difetti
Il dibattito si concentra innanzitutto sulle tabelle dei difetti, che comprendono fasce di neutralità e coefficienti di decurtazione, oltre all’indice base cento per i gradi Brix. Modificare questi parametri influenzerebbe in modo determinante la liquidazione finale del prodotto. Inoltre, la definizione del prezzo indicativo rappresenta un tema centrale: la parte agricola punta a un valore che riconosca l’aumento dei costi e il rischio produttivo, mentre la parte industriale chiede una riduzione.
Programmazione delle superfici e frammentazione della filiera
Un altro tema riguarda la programmazione dei quantitativi, complicata dal calo delle rese registrato nell’ultimo anno. La filiera continua a soffrire una forte frammentazione: 44 Op e 92 trasformatori incidono sulla capacità del sistema di sviluppare economie di scala. Inoltre, questa struttura limita la concentrazione dell’offerta e indebolisce il potere negoziale complessivo, soprattutto verso la gdo, riducendo la capacità di valorizzare i derivati del pomodoro made in Italy.
Costi in aumento e concorrenza asimmetrica
Le imprese devono affrontare costi produttivi più elevati, legati a una normativa europea su agrofarmaci, fertilizzanti ed emissioni più severa rispetto a quella dei Paesi extra‑UE. La mancanza di alternative disponibili e il ritardo nell’applicazione della reciprocità delle regole ampliano il divario competitivo, favorendo operatori che producono a costi inferiori.
Emergenze idriche e infrastrutture insufficienti
Le condizioni climatiche aggravano ulteriormente lo scenario: le emergenze idriche espongono la coltura a rischi sempre più frequenti. A ciò si aggiungono ritardi nelle infrastrutture idriche, come dighe e collegamenti strategici, che rendono incerta la disponibilità d’acqua. Questa situazione influisce direttamente su rese, investimenti e qualità delle produzioni, rafforzando le preoccupazioni alla vigilia della campagna pomodoro 2026.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 4/2026
Pomodoro 2026 al via con le solite grane
di L. Bazzana
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