Le novità principali dell’Ocm Unica

contratto ocm unica

All’inizio dello scorso marzo, il Consiglio dei ministri e il Parlamento europeo hanno raggiunto l’accordo politico con la Commissione per l’approvazione del testo legislativo di modifica dell’Ocm Unica (regolamento 1308/2013), il cui obiettivo fondamentale è il rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera alimentare.

I punti più rilevanti del nuovo provvedimento

Indicazioni facoltative e modalità commerciali

Le nuove norme permettono di usare in etichetta indicazioni come «giusto» o «equo» quando favoriscono trasparenza nelle relazioni di filiera, assicurano prezzi equi agli agricoltori o promuovono iniziative collettive di sostenibilità. Il regolamento introduce anche una definizione ufficiale di «filiera corta». Questa, sarà utilizzabile quando esiste un rapporto diretto tra agricoltore e consumatore, con prossimità geografica e un numero limitato di intermediari.

Relazioni contrattuali

Un altro punto chiave della modifica Ocm Unica riguarda la trasformazione in obbligo dei contratti scritti tra operatori, già sperimentati in alcuni Stati membri. I contratti devono includere metodi chiari per il calcolo del prezzo e riflettere le variazioni dei costi di produzione. Per gli accordi superiori a sei mesi diventa obbligatoria una clausola di revisione attivabile dall’agricoltore. Inoltre, ogni Stato membro deve attivare un meccanismo di mediazione in caso di mancato accordo.

Organizzazione di produttori

A seguito delle modifiche è possibile il riconoscimento di organizzazioni attive in più settori produttivi e Op di produttori biologici di uno o più settori.
Tra le finalità specifiche che le Op possono perseguire è aggiunta la possibilità di realizzare iniziative per promuovere le filiere corte e l’utilizzo delle indicazioni facoltative come «giusto» ed «equo».

Misure anticrisi

Quando si verificano forti disequilibri di mercato, è possibile adottare provvedimenti che consentono agli agricoltori  di stipulare accordi e prendere decisioni finalizzate a stabilizzare il settore.

Uso delle denominazioni nel settore della carne

Il Parlamento europeo ha introdotto norme che vietano l’uso di termini come «bistecca» e «fegato» per prodotti ottenuti da materie prime vegetali o da colture cellulari.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 8/2025
Le novità principali dell’Ocm Unica
di S. Tu.
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