Dalla Pac «rinforzata» alla lotta agli agrofarmaci vietati: le misure «salva agricoltura» del dopo Mercosur
Il 7 gennaio scorso la Commissione europea ha convocato i ministri dell’agricoltura dei Ventisette per una riunione straordinaria su «Competitività degli agricoltori europei e relazioni commerciali».
Vale a dire: proposte a sostegno degli agricoltori in vista della firma del trattato con il Mercosur.
Parte delle misure erano già note, alcune sono in corso di approvazione oppure annunciate. Ad esempio, la stretta sui controlli alle importazioni e l’inizio di una revisione delle priorità commerciali nel nome della «reciprocità» degli standard di produzione sono di dicembre.
Così come è noto che una strategia per la zootecnia che tenga conto dell’emergenza continua delle malattie animali era stata prevista prima dell’estate.
Più soldi alla pac
La prima è lo sblocco a favore della spesa agricola dei fondi previsti per la revisione di medio termine del bilancio 2028-2034. Con gli impegni già presi dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen con il Parlamento europeo, il bilancio vincolato proposto per la Pac potrebbe salire da 300 a 400 miliardi in totale.
«Freno di emergenza» all’import di prodotti sensibili
La seconda novità riguarda le garanzie per i 24 prodotti e settori, dalle carni bovine agli agrumi, considerati i più esposti all’ipotetico impatto del trattato con il Mercosur.
Se ne è solo parlato nella riunione tra Commissione e ministri, ma la decisione l’ha presa il Consiglio il 9 gennaio scorso, il giorno stesso del via libera all’accordo con i Paesi latino-americani.
Tale meccanismo funge da «freno d’emergenza»: qualora le importazioni di prodotti sensibili (come carni bovine, riso, zucchero o miele) aumentino di oltre il 5% rispetto ai volumi medi o provochino un crollo dei prezzi interni, la Commissione europea ha il mandato di attivare indagini accelerate e ripristinare temporaneamente i dazi per proteggere i produttori comunitari.
Dazi azzerati sui concimi azotati
Il terzo «salvagente» dell’UE è l’azzeramento temporaneo dei dazi sulle importazioni di concimi azotati. Restano i dazi antidumping e quelli specifici sui prodotti provenienti da Russia e Bielorussia, ma le altre tariffe su ammoniaca e urea saranno azzerate.
«Questa misura potrebbe entrare in vigore rapidamente nel 2026 e sarebbe sostanzialmente nella stessa area di magnitudine dei costi derivanti dal CBAM (Carbon border adjustment mechanism)» scrive la Commissione nella nota diffusa a margine dell’incontro con i ministri.
Il CBAM, il meccanismo di adeguamento del prezzo della CO2 alle frontiere, è entrato in vigore il 1° gennaio scorso, ma la Commissione ha chiarito che potrà essere sospeso retroattivamente sui fertilizzanti in caso di «circostanze inattese», come un picco dei prezzi.
Tolleranza zero agli agrofarmaci vietati in Ue
La quarta novità riguarda la tolleranza zero verso i prodotti importati con residui di agrofarmaci vietati nell’UE, la quale vieterà l’importazione di prodotti – principalmente agrumi, mango e papaya – contenenti residui di carbendazim, benomil e tiofanato-metile.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 1/2026
Dalla Pac «rinforzata» alla lotta agli agrofarmaci vietati: le misure «salva agricoltura» del dopo Mercosur
di A. Di Mambro
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