In un contesto di crescente instabilità climatica, contenere gli stress abiotici e biotici è una priorità per garantire la competitività delle colture.
In particolare, l’insorgenza di patologie fungine nel corso del ciclo colturale del frumento determina:
- un’anticipazione dei processi di senescenza fogliare;
- una riduzione dell’efficienza d’uso della radiazione intercettata dalla coltura;
- compromissione dell’efficacia degli interventi agronomici precedentemente effettuati.
Servono interventi di difesa diretta del frumento
Accanto all’adozione di strategie preventive (varietà tolleranti, miglior gestione agronomica) negli ambienti maggiormente esposti alle infezioni fungine si rende necessario affiancare interventi di difesa diretta.
Infatti, l’applicazione mirata di fungicidi rappresenta infatti uno strumento essenziale per sostenere la piena funzionalità della coltura e salvaguardarne il potenziale produttivo.
Sperimentazione in Pianura Padana dal 2022 al 2025
Il presente contributo riassume i risultati di una serie di sperimentazioni condotte in pieno campo nell’arco di un triennio in Pianura Padana, con due obiettivi:
- valutare il ruolo di nuove strategie di difesa fungicida nel preservare l’attività fotosintetica del frumento;
- quantificarne i possibili benefici in termini produttivi e qualitativi.
Controllo delle malattie fogliari e stay green
La severità dell’infezione nei testimoni non trattati è risultata compresa tra il 6% e il 50%. Al contrario, i trattamenti fungicidi eseguiti allo stadio di levata e di botticella hanno invece riportato valori rispettivamente del 2-45% e 2-22%.
In particolare, l’applicazione di interventi fungicidi allo stadio di botticella, consente di massimizzare l’efficacia preventiva nei confronti delle principali patologie fungine.
Il trattamento fungicida eseguito allo stadio di botticella ha determinato una riduzione della severità del complesso della septoriosi pari a circa il 52%.
Di conseguenza, i benefici produttivi associati a tale strategia sono risultati in media pari al +7% di resa, corrispondente a un incremento di 0,43 t/ha.
I vantaggi dell’impiego di miscele
Nella campagna agraria 2024-2025 è stato valutato il contributo dell’impiego in miscela di sostanze attive fungicide rispetto alla loro applicazione singola. Complessivamente, i risultati evidenziano come la miscela abbia consentito un più efficace mantenimento dello stay green durante la fase di maturazione (grafico 3).

Dal punto di vista produttivo, l’applicazione singola di protioconazolo o fluxapyroxad ha determinato un incremento medio della resa dell’11%, mentre l’impiego della miscela delle due sostanze attive ha consentito un ulteriore incremento produttivo pari al 4%.
È interessante evidenziare come l’efficacia delle singole sostanze attive sia risultata superiore quando l’applicazione è stata effettuata allo stadio di botticella rispetto all’intervento in levata.
Ottimizzare la difesa per migliorare la stabilità produttiva
L’esperienza riassunta in questo articolo conferma l’importanza agronomica e produttiva delle strategie di difesa, che devono essere orientate a massimizzare il mantenimento dello stay green e l’efficienza d’uso della radiazione intercettata dalla coltura.
In definitiva, questi elementi rappresentano presupposti fondamentali per sostenere resa e qualità della granella.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 5/2025
Strategie fungicide per prolungare lo stay green del grano
di M. Blandino et al.
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