Nell’Auditorium di San Patrignano a Coriano (Rimini) lo scorso 11 marzo si è svolto «Rigenerare per crescere», evento promosso da Bayer per presentare un progetto concreto di agricoltura rigenerativa applicato alla viticoltura. L’azienda conferma il proprio impegno per un modello capace di coniugare innovazione, benessere socio economico e tutela delle risorse, contribuendo alla resilienza del settore.
Protagoniste del percorso sono le aziende agricole che collaborano con Bayer, unendo competenze ed esperienza per accelerare la transizione verso pratiche rigenerative.
Durante l’evento sono state condivise le esperienze della campagna 2025 e gli obiettivi per il 2026, in un contesto segnato da cambiamenti climatici, evoluzione di patogeni, cicli fenologici alterati, norme stringenti e crescente attenzione del mercato alla sostenibilità. Il progetto coinvolge realtà in Piemonte, Toscana e Veneto e integra pratiche agronomiche, soluzioni innovative per la protezione delle colture, sistemi digitali di supporto alle decisioni e monitoraggi della biodiversità, accompagnati da attività di comunicazione lungo la filiera.
«Per Bayer l’agricoltura rigenerativa è un modello basato sul raggiungimento di risultati chiave», afferma Greta Pignata – Communications & Regenerative Agriculture Expert Bayer Crop Science Italia, citando aumento della resa, benessere socio economico, salute del suolo, mitigazione climatica, tutela della biodiversità e uso efficiente dell’acqua.
Le aziende che hanno aderito al progetto «Rigenerare per crescere»
Nel talk dedicato alle esperienze in campo, le aziende San Felice (SI), Marcello del Majno (TV), Fontanafredda (CN) e Montaribaldi (CN) hanno illustrato il percorso intrapreso nel 2025: inerbimento permanente, riduzione delle lavorazioni, conservazione delle aree boschive, utilizzo di soluzioni sostenibili per la difesa, modelli previsionali e attenzione alle comunità.

«San Felice è tra le realtà pioniere della viticoltura sostenibile in Toscana, con il progetto ha trovato un percorso concreto e misurabile per dare forza all’impegno sulla biodiversità», sottolinea Carlo De Biasi – Direttore Generale San Felice.
Alberto Fregonese – Direttore tecnico Marcello del Majno evidenzia che il progetto «consente di gestire in modo strutturato l’incremento della biodiversità e, grazie all’uso integrato di agrofarmaci innovativi e strumenti digitali, di preservare la qualità delle uve ottimizzando gli input».
«La viticoltura rigenerativa nel nostro contesto biologico richiede soluzioni pienamente compatibili», afferma Alberto Grasso – Direttore tecnico (Fontanafredda), spiegando che la confusione sessuale contro Lobesia botrana ha ridotto il calpestamento del terreno, favorito l’entomofauna utile e contenuto l’uso di acqua.
Infine, Sergio Belmonte – Direttore tecnico Montaribaldi sottolinea che «l’utilizzo del digitale per il monitoraggio delle malattie ha reso più efficace la gestione della peronospora, riducendo impatti ambientali e passaggi non necessari, con benefici su costi ed efficienza».
Misurare la biodiversità
Un approfondimento è stato dedicato alla biodiversità: dal 2025 Bayer collabora con 3Bee integrando analisi satellitari e monitoraggi degli impollinatori tramite otto sensori IoT Spectrum. I primi dati mostrano condizioni ecologiche superiori ai benchmark, confermando il valore delle pratiche adottate. «Monitorare e preservare la biodiversità significa proteggere l’integrità del territorio e l’identità dei vini», commenta Daniele Valiante di 3Bee.
Obiettivi Bayer per il 2026
Per il 2026 Bayer prevede di aprire il progetto a nuove aziende, rafforzare le strategie di difesa in ottica rigenerativa, definire KPI dedicati e ampliare le attività formative, rendendo la viticoltura rigenerativa un modello accessibile, misurabile e replicabile.



