Agrintesa inaugura l’hub europeo del kiwi

Il taglio del nastro. Da sinistra: Maurizio Gardini, Luca Della Godenza, Alessio Mammi, Francesco Lollobrigida, Aristide Castellari, Cristian Moretti e Raffaele Drei

Agrintesa punta sul kiwi e inaugura a Castel Bolognese (Bologna) il nuovo hub europeo della filiera. Con un investimento da 25 milioni di euro, sostenuto anche da fondi del Pnrr, la cooperativa ha completato l’ampliamento e la riqualificazione dello stabilimento romagnolo, trasformandolo in un centro d’eccellenza per conservazione, lavorazione e logistica.
Grazie a tecnologie avanzate di automazione e gestione digitale, il nuovo polo rafforza la capacità di valorizzare le produzioni dei soci, aumentando efficienza, qualità del servizio e competitività sui mercati.

La platea dell’evento di inaugurazione

L’inaugurazione della nuova struttura, avvenuta lo scorso 3 settembre alla presenza di quasi 1.000 stakeholders della cooperativa tra cui soci, clienti, fornitori, partner, dipendenti, è stata aperta dall’intervento di Aristide Castellari, presidente di Agrintesa: «L’investimento nasce dai nostri soci e si traduce in una maggiore capacità di valorizzare le loro produzioni, rafforzando il ruolo della cooperativa nel creare opportunità concrete per aziende agricole, famiglie e territori. È questo, per noi, il significato più autentico dell’innovazione».

Kiwi al centro

Il kiwi è una delle filiere strategiche di Agrintesa, rappresentando il 30% del paniere ortofrutticolo della cooperativa. Con 55.000 t annue, 3.200 ha coltivati e 747 aziende socie distribuite tra Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Veneto, Agrintesa è oggi un punto di riferimento europeo del settore. Per accompagnare la crescita produttiva e lo sviluppo delle nuove varietà, lo stabilimento di Castel Bolognese è stato potenziato portando la capacità di conservazione e stoccaggio a 308.000 q (+54%). Il cuore dell’investimento sono 44 nuove celle in atmosfera controllata, che aggiungono 108.000 q di capacità e consentono una gestione avanzata della conservazione. Aumenta anche la capacità di lavorazione: da 230.000 a 340.000 q annui per il kiwi giallo (+48%) e da 100.000 a 150.000 q per il kiwi verde (+50%).

Vista aerea dello stabilimento rinnovato di Castel Bolognese (RA)

Come spiegato dal direttore generale di Agrintesa Cristian Moretti, «L’intervento non è un semplice ampliamento ma una profonda riorganizzazione dello stabilimento che integra produzione, conservazione, logistica e gestione dei dati in un unico sistema per aumentare efficienza, qualità e servizio ai clienti. L’obiettivo è sostenere la crescita della base produttiva dei soci e arrivare entro il 2030 a gestire
600.000 q annui, ampliando la specializzazione del sito dal kiwi anche a susine, albicocche e pere Williams».

Lollobrigida: cooperazione modello virtuoso

Nelle sue conclusioni il ministro Francesco Lollobrigida ha definito Agrintesa un esempio virtuoso di filiera, capace di generare valore e reddito per gli agricoltori attraverso innovazione e cooperazione «che a sua volta è un modello imprenditoriale vincente in agricoltura perché consente di mettere in comune la capacità produttiva delle imprese e trattenendo il valore generato nei territori».
Un messaggio condiviso anche dagli altri protagonisti della giornata, a partire dal presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, dall’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi e dal sindaco di Castel Bolognese Luca Della Godenza. Sono intervenuti inoltre Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, e Raffaele Drei, presidente di Fedagripesca Confcooperative, che hanno sottolineato il ruolo strategico della cooperazione sia a livello operativo sia istituzionale. «Quando si fa squadra – hanno detto – niente è impossibile».

Lorenzo Andreotti