L’UE indica all’Italia sei sfide da affrontare con la prossima Pac

La programmazione della futura Pac per il settennio 2028-2034 dipende da tre fattori:

  • da come saranno approvati i regolamenti di riforma della Pac proposti dalla Commissione europea a luglio 2025;
  • dalle raccomandazioni che Bruxelles trasmetterà entro qualche mese ai Paesi membri, per fornire indicazioni su come selezionare gli strumenti della politica agraria da attivare dopo il 2027;
  • dalle scelte politiche nazionali e regionali.

L’Informatore Agrario ha avuto la possibilità di consultare la più recente versione delle raccomandazioni che i servizi comunitari stanno preparando per l’Italia, che sintetizziamo di seguito.

Le 6 sfide da affrontare con la prossima Pac

sfide Pac

Il documento è incentrato su 6 diverse sfide:

  • Il reddito delle imprese agricole. La Commissione europea evidenzia una serie di fattori critici, come l’elevata disparità del reddito all’interno dell’agricoltura italiana, non solo tra piccole e grandi aziende, ma anche tra settori produttivi e aree geografiche.
  • Giovani e donne. Nonostante i numerosi strumenti di sostegno introdotti, in particolare i contributi per il primo insediamento previsti dallo sviluppo rurale, il ricambio generazionale continua a rappresentare una criticità: la quota di giovani agricoltori è infatti scesa dall’11% nel 2010 al 7,7% nel 2023.
  • Clima e ambiente. Un capitolo importante è dedicato alla transizione ecologica per affrontare alcuni nodi critici che riguardano il degrado del suolo, la riduzione della sostanza organica soprattutto nelle aree ad agricoltura intensiva e l’eccessiva concentrazione territoriale delle attività zootecniche, con conseguente impatto sulla qualità dell’aria e dell’acqua.
  • Gestione del rischio e resilienza. La Commissione valuta positivamente gli strumenti di gestione del rischio introdotti negli ultimi anni, come assicurazioni, fondi mutualistici e Agricat, ma evidenzia la necessità di una diffusione più uniforme tra territori e settori e di un maggiore ricorso alle misure di prevenzione. Preoccupa inoltre la resilienza dell’agricoltura italiana ai cambiamenti climatici, ritenuta inferiore alla media Ue, soprattutto per l’elevata esposizione a siccità, carenza idrica e ondate di calore.
  • Innovazione e aree rurali. Sul fronte dell’innovazione, la Commissione evidenzia il limitato utilizzo degli strumenti digitali e le carenze di connettività in diverse aree agricole. Nelle zone rurali persistono inoltre criticità legate a calo demografico, scarso accesso ai servizi e ridotte opportunità occupazionali, fattori che favoriscono invecchiamento e spopolamento.

Documento per orientare le scelte nazionali

Il documento guiderà le Autorità nazionali nella programmazione della futura Pac, orientando la scelta degli interventi e la ripartizione dei fondi.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n.16/2026
L’UE indica all’Italia sei sfide da affrontare con la prossima Pac
di Ermanno Comegna
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