Attenzione ai rischi agricoli del Ripristino natura

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Procede a tappe forzate l’applicazione in Italia del regolamento sul Ripristino della natura (reg. 2024/1991), con la scadenza del 1° settembre prossimo come termine ultimo per consegnare ai servizi comunitari il Piano nazionale di ripristino (Pnr). Man mano che procede il recepimento a livello nazionale degli obblighi previsti nel regolamento europeo, appare sempre più evidente l’impatto sul settore agricolo, coinvolto non solo per le azioni di rigenerazione degli ecosistemi in cattivo stato di conservazione ma anche per la necessità di eseguire il sistematico monitoraggio.

Farfalle, carbonio e sussidi nel mirino

Tra le scelte formulate dal Masaf per quanto riguarda gli ecosistemi agricoli, c’è la decisione di considerare due dei tre indicatori previsti nel regolamento comunitario: l’indice delle farfalle comuni e la percentuale di superficie agricola con elementi caratteristici del paesaggio a elevata diversità.
Il valore di riferimento del primo indicatore è fissato uguale a 100 al 1° settembre 2025. Poiché l’Italia registra storicamente una condizione di depauperamento dell’indice dell’avifauna, è necessario aumentare a 110 il valore entro il 2030, per poi portarlo a 120 entro il 2040 e a 130 entro il 2050.
Per raggiungere questi traguardi, saranno necessarie pratiche agricole virtuose. Un esempio concreto è la revisione delle sovvenzioni pubbliche che ostacolano il raggiungimento degli obiettivi del regolamento europeo. Tra quelle considerate ci sono le sovvenzioni alle fonti fossili, che comprendono le agevolazioni dei prodotti energetici utilizzati in agricoltura gasolio e benzina e le sovvenzioni non energetiche per l’agricoltura sono interessati gli incentivi ai fertilizzanti e ai fitosanitari.

Vincoli su siepi, fossi e muretti a secco

Il Masaf intende migliorare il monitoraggio degli elementi caratteristici del paesaggio siepi, fossi, muretti a secco, ecc., identificandoli anche tramite il Sistema informativo agricolo nazionale Sian. Una volta mappati, su questi elementi scatteranno i vincoli europei: divieto di produzione agricola salvo deroghe e di trattamenti con fertilizzanti e prodotti fitosanitari. In base a quanto stabilito nel regolamento comunitario, anche i terreni lasciati a riposo temporaneamente possono essere classificati come elementi caratteristici del paesaggio.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 14/2026
Attenzione ai rischi agricoli del Ripristino natura
di Ermanno Comegna
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