L’innovazione varietale rappresenta una leva strategica imprescindibile per il futuro dell’agricoltura europea e può esprimere appieno il proprio potenziale solo all’interno di un sistema che sappia coniugare tutela degli investimenti e sostegno alla ricerca. È il messaggio emerso durante il workshop promosso da Assosementi tenutosi il 21 aprile nell’ambito di Macfrut 2026, dedicato al ruolo della proprietà intellettuale come garanzia di investimento per il settore sementiero.
Nel corso dell’evento «L’importanza dell’innovazione varietale per un’agricoltura europea competitiva: la proprietà intellettuale come garanzia di investimento» si sono confrontati rappresentanti del mondo della ricerca, del settore sementiero e delle istituzioni europee. Al dibattito hanno preso parte l’Avvocato Francesco Mattina, presidente di Cpvo – Community plant variety office, Francesca Garbato, manager intellectual property and legal affairs di Euroseeds, Massimiliano Beretta, R&D manager extensive crop di Panora Seeds, e Federico Caruso, avvocato SIB LEX.

Proprietà intellettuale come garanzia di investimento
«Senza una tutela efficace della proprietà intellettuale, l’innovazione varietale perde la sua principale garanzia di investimento, con ricadute dirette sulla competitività dell’agricoltura europea» ha dichiarato Alberto Lipparini, direttore di Assosementi. «È fondamentale definire un quadro normativo chiaro, coerente ed equilibrato, in grado di garantire il giusto ritorno economico a chi investe in ricerca e sviluppo, favorendo al tempo stesso la prosecuzione delle attività di ricerca attraverso un accesso regolato alle risorse genetiche. Solo un corretto bilanciamento tra tutela dei diritti e accesso può sostenere il progresso scientifico e varietale» ha aggiunto Lipparini.
«Questo tema diventa ancora più rilevante alla luce del dibattito europeo sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), il cui inquadramento normativo sarà determinante per la competitività del settore. Un eventuale contesto caratterizzato da incertezza rischierebbe di determinare un rallentamento degli investimenti, penalizzando in particolare le piccole e medie imprese e spingendo le attività di ricerca verso contesti extraeuropei più favorevoli. Ricerca e sviluppo sono il cuore dell’attività sementiera, ma sono anche un processo complesso e rischioso: per questo servono certezze e condizioni che permettano di valorizzare gli investimenti e sostenere una nuova stagione di innovazione» ha concluso Lipparini.
Il ruolo del Cpvo nella tutela delle varietà vegetali
Francesco Mattina ha dichiarato: «Di fronte all’attuale revisione normativa, l’impegno del Cpvo è assicurare un quadro di tutela aggiornato. Proteggere l’innovazione varietale significa riconoscere l’impegno della ricerca, offrendo ai costitutori le garanzie legali per continuare a investire in nuove varietà capaci di rispondere alle attuali sfide climatiche e produttive». «Un solido sistema di tutela della proprietà intellettuale è fondamentale per garantire continuità agli investimenti in ricerca e innovazione nel settore sementiero europeo» ha sottolineato Francesca Garbato. «In un contesto segnato da sfide climatiche, sostenibilità ed evoluzione tecnologica, la protezione delle varietà vegetali costituisce un pilastro per lo sviluppo di nuove soluzioni agronomiche. Euroseeds sostiene un quadro normativo europeo equilibrato ed efficace, capace di incentivare l’innovazione mantenendo al contempo l’accesso al progresso genetico. Particolare attenzione deve essere dedicata alla necessità di un sistema che continui a favorire competitività e resilienza dell’agricoltura europea».
Ricerca sementiera, valore genetico e filiera agroalimentare
«Spesso pensiamo al seme come a un semplice input agricolo, ma in realtà è un contenitore straordinario di informazione genetica» ha dichiarato Massimiliano Beretta. «Dietro a pochi grammi di seme ci sono anni di ricerca, selezione, test in campo e investimenti scientifici. Il breeding non vende solo un prodotto: vende un progetto sul futuro dell’agricoltura. Quando la ricerca riesce a trasformare un gene in un carattere utile – una resistenza, una proprietà nutrizionale, una maggiore efficienza -, quell’informazione diventa valore economico reale lungo tutta la filiera agroalimentare. Proprio per questo è fondamentale che l’innovazione genetica sia riconosciuta e adeguatamente protetta: perché senza tutela del valore della ricerca, il progresso dell’agricoltura rischia di rallentare».
Brevetti e privative varietali: un sistema complementare
Federico Caruso ha spiegato: «La protezione brevettuale rappresenta uno strumento giuridico consolidato, impiegato da decenni in tutti i settori industriali e sempre più al servizio della valorizzazione delle innovazioni vegetali — in particolare quelle di natura biotecnologica — distinte dalle nuove varietà vegetali, che beneficiano di una tutela specifica nell’ambito del sistema delle privative varietali. In questo quadro, il brevetto non si sovrappone né si sostituisce a tale sistema, ma si rivela complementare, contribuendo a costruire una protezione integrata e più efficace delle innovazioni. La crescita costante delle domande di brevetto e dei titoli concessi – soprattutto negli ordinamenti extraeuropei – impone oggi agli operatori del settore una conoscenza approfondita dell’estensione, dei limiti e delle eccezioni alla tutela brevettuale. Strumenti già esistenti e collaudati, come le licenze e le eccezioni per attività di ricerca e sperimentazione, che sarebbero potenziati nel nuovo quadro normativo introdotto dal nuovo regolamento sulle New Genomic Tecniques qualora fosse approvato, offrono opportunità concrete per bilanciare protezione e accesso all’innovazione, e devono essere conosciuti e utilizzati con consapevolezza da tutti gli attori della filiera» ha concluso Caruso.



