Dopo otto anni di negoziati, l’Unione Europea e l’Australia hanno finalmente raggiunto un accordo commerciale. L’intesa è diventata realtà lo scorso 24 marzo, Thailandia e Filippine sono i prossimi obiettivi.
L’accordo in breve
L’accordo proteggerà:
- 165 prodotti agroalimentari;
- 231 distillati e vini;
e porterà Canberra a sviluppare un proprio sistema di riconoscimento e tutela delle dop e igp sul modello europeo, come già fatto dal Canada dopo l’entrata in vigore del Ceta.
Deroghe
Restano tuttavia dei compromessi:
- alcuni nomi — tra cui feta, grappa e Gruyère — beneficiano del grandfathering, che consente ai produttori australiani di continuare a usarli se presenti sul mercato da almeno cinque anni;
- altre denominazioni, come Romano e Fontina, saranno eliminate entro cinque anni;
- per il prosecco australiano i produttori potranno continuare a usare la denominazione sul mercato interno, ma solo come riferimento alla varietà d’uva e con etichettatura più restrittiva che indichi chiaramente l’origine; l’uso del nome sarà invece vietato per l’export entro dieci anni dall’entrata in vigore dell’accordo.
Concessioni
Le quote UE concesse all’Australia:
- 30.600 t di carne bovina;
- carne ovina (25.000 t);
- zucchero (35.000 t);
- riso (8.500 t);
- etanolo (10.000 t).
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 9/2026
L’UE chiude l’accordo anche con l’Australia
di Angelo Di Mambro
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