I dati sul raccolto di mais da granella del 2025 si stanno ormai consolidando, sia in termini quantitativi sia qualitativi, di conseguenza possiamo fornire una panoramica su com’è andata e cosa potrebbe succedere sui mercati nei prossimi mesi.
Situazione italiana
Per l’Italia il raccolto del 2025 è stato senz’altro superiore rispetto all’anno precedente. L’aumento della produzione nazionale, da 5,45 a 5,66 milioni di t (fonte Istat) è stato dovuto più che altro all’incremento (+8,5%) della superficie seminata, mentre le rese produttive medie nazionali sono state inferiori (-4,2%, da 10,93 a 10,47 t/ha).
La maggior disponibilità di prodotto nazionale ha portato, nei primi 10 mesi del 2025, a una riduzione dell’import di mais di 187.000 t (-3,2%), con un controvalore aumentato però di 113,8 milioni di euro (+9%) per via dell’andamento rialzista dei prezzi.
Andamento del mercato nazionale del mais
Vediamo innanzitutto l’andamento del mercato nazionale da settembre in poi (grafico 1).

Il mercato nazionale era partito con quotazioni sostenute (247 euro/t per la merce convenzionale e 262 euro/t per la merce con caratteristiche sanitarie superiori).
Il differenziale tra le due categorie era molto alto (15 euro/t), arrivato poi in ottobre anche a 20 euro/t per via delle forti preoccupazioni legate alla presenza di micotossine. I prezzi si sono poi stabilizzati tra novembre e dicembre a 230 euro/t per il convenzionale e a 240 euro/t per il prodotto «con caratteristiche».
Verso fine anno, lo spread tra le due categorie è poi sceso a 7 euro/t circa, un livello analogo alle precedenti campagne.
La motivazione risiede nella capacità gestionale dei centri di stoccaggio, che hanno saputo gestire, dopo più di un decennio di esperienza, le attività di pulitura e miscelazione della granella, rendendo conforme, almeno nelle aree dove era possibile, la merce anche per le vacche da latte.
Il mercato del mais, tutto sommato, tiene
In sintesi, possiamo trarre le seguenti conclusioni:
- nonostante le problematiche meteo in alcune aree di coltivazione, il raccolto nazionale non è andato male;
- le iniziali preoccupazioni sulla qualità sanitaria della merce nazionale si sono in gran parte ridotte, grazie alla corretta gestione nei centri di raccolta e stoccaggio;
- i prezzi sono stato sì in calo, ma non in modo drammatico.
Superfici per le prossime semine
L’insieme di questi fattori ci porta ad alcune considerazioni sui possibili scenari per le prossime semine. Il forte calo delle quotazioni della soia e i risultati del raccolto 2025 lasciano infatti intravedere una tenuta delle superfici seminate.
L’auspicio è che le superfici delle prossime semine primaverili possano mantenere i livelli dello scorso anno, se non addirittura aumentare.
Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 3/2025
Per il mais 2026 si prospetta una stagione positiva
di H. Lavorano
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