Vini rossi: la nutrizione influenza la qualità

viticoltura e fertirrigazione

Negli ultimi tre decenni la viticoltura italiana ha conosciuto significative trasformazioni, molte delle quali tuttora in atto, che ne hanno modificato profondamente i tratti essenziali, rendendola più efficiente, competitiva e sempre più rispondente agli obiettivi enologici di riferimento e quindi alle richieste del mercato.
Relativamente alla tecnica agronomica, ha acquisito un’importanza sempre maggiore l’irrigazione, come conseguenza diretta dei cambiamenti climatici che hanno portato a un aumento delle temperature medie (con conseguenti maggiori perdite per evapotraspirazione) e a una differente distribuzione delle piogge rispetto al passato, che non sempre riescono a soddisfare le esigenze della coltura.
In particolare, la microirrigazione ha permesso di poter attuare la fertirrigazione, che come noto è il modo più efficiente di gestire la nutrizione idrico-minerale rispetto alle tradizionali concimazioni granulari, diventando uno strumento potente in mano al viticoltore per perseguire al meglio gli obiettivi enologici programmati.
La maggiore attenzione giustamente rivolta alla nutrizione minerale ha permesso di mettere a punto strategie di precisione degli apporti nello spazio e anche nel tempo, in modo da poter soddisfare le specifiche esigenze nutrizionali di ciascuna fase fenologica.
Questo tipo di approccio è particolarmente importante per la coltivazione della vite, dal momento che si tratta di una pianta complessa, nella quale per i vari elementi minerali abbiamo dei ben
definiti picchi di assorbimento e di fabbisogno.
La complessità di tale coltura, in relazione alla nutrizione minerale, è data anche dal fatto che il ciclo di induzione a fiore delle gemme inizia l’anno prima della fioritura e complessivamente il risveglio primaverile è condizionato fortemente dalle riserve nutrizionali accumulate nell’annata precedente, in special modo nelle fasi di maturazione legno-post-vendemmia.
In funzione della varietà considerata, della resa per ceppo o per metro lineare di parete, del contesto pedologico e climatico e, ovviamente, delle finalità enologiche, si possono delineare piani
di concimazione dedicati, grazie alla fertirrigazione, che permette di modulare per fase fenologica e obiettivo fisio-nutrizionale gli apporti in modo preciso.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su Vite&Vino n. 1/2019
Vini rossi: la nutrizione influenza la qualità
di Riccardo Castaldi
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