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L'Informatore Agrario
Sommario rivista Approfondimento
05
 1 - 7 Feb.

  2008
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Attualità, L'Informatore Agrario

Ridisegnamo i Consorzi di bonifica

Intervista al presidente della Cia.
Pensare di abolire i Consorzi di bonifica è sicuramente sbagliato, sostiene Giuseppe Politi, ma una razionalizzazione è necessaria, sia a livello di strutture che di regole di contribuzione.



G. Politi - Informatore AgrarioNella Finanziaria 2008, approvata lo scorso dicembre, c’erano una bella e una brutta notizia per il settore della bonifica italiana: da una parte il Piano irriguo nazionale veniva finanziato con 100 milioni di euro l’anno per 15 anni, dall’altra si prevedeva la soppressione dei Consorzi.

Sembra un destino ineluttabile, per i Consorzi di bonifica, essere ciclicamente accusati di costituire solo strutture mangiasoldi senza alcuna utilità, salvo poi veder confermato il proprio ruolo da svariate sentenze a tutti i livelli.
Questo non vuol dire che tutto funzioni alla perfezione, vedi ad esempio la recente decisione della Regione Siciliana di azzerare i vertici di tutti i Consorzi, ma il sistema non va smantellato.
«Nell’ultima Finanziaria i Consorzi di bonifica sono finiti nel grande calderone dei cosiddetti costi della politica – dice il presidente della Cia Giuseppe Politi – ma è stato un errore. Si tratta di enti privati e non pubblici e quindi lo Stato non può sopprimerli. Il decreto milleproroghe ha messo una pezza all’errore, parlando di riforma e non più di soppressione».
Secondo quanto previsto nel decreto, le Regioni hanno tempo fino al 30 giugno per mettere mano al riordino del settore, seguendo linee generali ancora da definire.
Se il pericolo sembra scampato, resta il fatto che nel settore delle bonifiche occorre comunque mettere le mani.

«Non c’è dubbio che la missione della bonifica non è più quella di 30 o 40 anni fa: è cambiata come è cambiata l’agricoltura del nostro Paese – osserva Politi – e occorre quindi adeguare i Consorzi al nuovo scenario».
«Una riforma è quindi necessaria, ma deve essere una riforma che salvaguardi l’agricoltura perché c’è il rischio – rileva il presidente della Cia – che ogni Regione si faccia la sua riforma creando disparità e problemi».
Se la capacità e la correttezza di chi governa questi enti dovrebbe ovviamente essere un prerequisito, le cose pratiche su cui intervenire sono diverse. «Ad esempio – continua Politi – occorre ridisegnare e razionalizzare la rete dei Consorzi di bonifica: ce ne sono di piccoli e di mega senza nessuna logica. E poi c’è una cosa importante da dire: secondo me i Consorzi di bonifica devono abbandonare la vecchia politica delle grandi opere, che devono essere di competenza di altre istituzioni pubbliche. I Consorzi devono concentrarsi sui servizi, sulla corretta manutenzione delle strutture».
«In molti Consorzi – chiarisce Politi – ci sono troppi ingegneri e pochi acquaioli. Nulla contro gli ingegneri, ovviamente, ma voglio dire che spesso servirebbe più personale che si occupi di pulire i canali dalle erbe».
Un altro problema da affrontare, probabilmente il più delicato, è quello della contribuzione: a nessuno piace pagare balzelli, a maggior ragione se non percepisce l’utilità del servizio che ottiene in cambio.
«Occorre mettere mano al sistema delle contribuzioni, diversificando e riparametrando i pagamenti non solo tra agricoltori e cittadini, ma anche tra agricoltori che ricevono un vantaggio diretto, ad esempio l’acqua per l’irrigazione, e chi no. In questo senso le norme non possono essere lasciate ai singoli Consorzi, servono regole condivise».
Quello della bonifica è comunque un problema molto complesso il cui esame non si può certo esaurire in poche battute. Forse anche l’annunciata Conferenza nazionale sull’agricoltura potrebbe essere una delle sedi in cui confrontarsi per delineare il futuro del settore.
«La Cia ha sempre sostenuto la necessità della Conferenza nazionale e abbiamo quindi salutato con soddisfazione l’avvio del percorso che dovrebbe portare a questo appuntamento. Sono convinto che sottrarsi al confronto sia sbagliato».

 

Sommario Alberto Andrioli


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