Una crisi senza precedenti per l’olio con stoccaggi saturi e prezzi crollati

olio crisi

Mentre si avvia la nuova campagna olearia, l’olivicoltura italiana sta vivendo un momento di eccezionale gravità. Infatti, i dati ufficiali di fine luglio del report Icqrf – Frantoio Italia mostrano giacenze record di olio evo nei magazzini nazionali: 185.373 t complessive, di cui 108.299 t di origine 100% italiana (+139,6% rispetto allo stesso periodo del 2025).
In parallelo, le quotazioni di mercato sono crollate, scendendo a una media nazionale di 5,77 euro/kg, con punte inferiori ai 4,50 euro.
Proprio a causa di questo stallo operativo e commerciale, le Regioni Puglia e Calabria hanno già richiesto al Masaf il riconoscimento dello stato di crisi per il comparto dell’olio.

Morsa logistica e finanziaria

In questo scenario si colloca la reazione delle associazioni dei frantoiani (Aifo, Foa Italia, Assofrantoi, CNA Agroalimentare, Confartigianato Frantoiani) che denunciano una morsa logistica e finanziaria insostenibile: i serbatoi colmi di olio invenduto della scorsa annata impediscono fisicamente di stoccare la nuova produzione e di poter pagare le olive ai produttori. Di conseguenza, senza interventi immediati, il rischio concreto è quello di non poter ritirare il prodotto dell’imminente raccolta. Tra le istanze più pressanti figura la richiesta all’ABI per una moratoria sulle esposizioni bancarie e la convocazione di un tavolo di crisi.

Burocrazia in cortocircuito

L’istanza ha svelato a inizio agosto un vero e proprio cortocircuito burocratico: i frantoi sono considerati stabilimenti artigianali o industriali sotto la tutela del Mimit, mentre la materia prima agricola risponde al Masaf.
Di fronte all’emergenza, le Confederazioni agricole si muovono attraverso le rispettive alleanze sistemiche per sollecitare misure concrete:

  • Coldiretti, Unaprol e Foa Italia chiedono un bando indigenti per l’olio italiano condizionato a controlli scientifici anti-frode. Richiesto inoltre un fondo interessi per i soli veri produttori, così da arginare l’import estero;
  • Confagricoltura, Unaprol e Assofrantoi fanno propria la richiesta di una moratoria ABI per la sospensione di 12 mesi dei mutui;
  • Cia-Agricoltori italiani e Italia Olivicola denunciano il sottocosto che svilisce l’olio a «prodotto civetta» (loss leader), chiedendo riforme urgenti della filiera, promozioni a settembre e contratti vincolanti.

Sotto la pressione del settore, il Masaf ha risposto firmando il decreto di adozione ufficiale del piano olivicolo italiano 2026-2030.

 

Articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 22/2026
Una crisi senza precedenti per l’olio con stoccaggi saturi e prezzi crollati
di Claudio Costantino
Clicca qui per abbonarti a L’Informatore Agrario