Come gestire azoto, fosforo e potassio nel meleto

La fertilizzazione è fondamentale per garantire la produttività e un corretto equilibrio vegeto-produttivo dei frutteti e il melo non fa eccezione, anzi!
Un’adeguata presenza di elementi minerali negli organi del melo è fondamentale per assicurarne la produttività, tenendo sempre presente che, in generale, i nutrienti risiedono nel suolo e sono da esso assorbiti.

Nella produzione integrata, il criterio guida della concimazione è la restituzione degli elementi asportati dalla produzione, immobilizzati nella formazione della struttura delle piante e persi per dilavamento.

In tabella 2 vengono riportate sinteticamente le asportazioni annuali dei principali elementi per il melo. In linea generale, è buona pratica ripristinare le riserve minerali del terreno tramite un corretto apporto degli elementi fertilizzanti.

In caso di frutteti di vigoria elevata, come è noto, è necessario ridurre gli apporti azotati, tenendo però conto che in talune situazioni estreme (impianti scarichi per alternanza o per eventi atmosferici) potrebbero essere anche azzerati.

Nutrienti minerali: quanto e quando

Azoto

L’azoto è l’elemento nutritivo che determina la spinta vegetativa del melo e alle giuste dosi consente di ottenere produzioni di elevato profilo quanti-qualitativo.

L’azoto totale presente nel terreno per la maggior parte si trova in forma organica (97-98%) e non risulta disponibile alle piante in quanto deve essere ancora mineralizzato, mentre solo il restante 2-3% è in forma minerale e assorbibile dalla radice: quest’ultimo è quello che dobbiamo considerare: in generale il valore di N totale dalle analisi va da 0,02 a 0,4%.

Per impianti in produzione, possono essere sufficienti apporti annuali di 60-70 kg di azoto/ha in presenza di suoli con buona dotazione.
L’azoto va distribuito frazionato, in particolare nel caso di piante giovani o terreni sabbiosi.

Sono da evitare concimazioni tardive con azoto nel periodo estivo, poiché possono peggiorare la qualità della produzione e prolungare la fase vegetativa in tardo autunno, rendendo le piante più sensibili a eventuali freddi precoci.

Fosforo

Come è noto questo elemento risulta poco disponibile e spesso già presente nei suoli. La limitata disponibilità per le piante è dovuta al fatto che il P tende a precipitare molto facilmente reagendo con altri elementi (potassio, calcio, ecc.) per dare fosfati di potassio, calcio o alluminio: KH2PO4, CaHPO4, ecc.

È necessario quindi avere a disposizione un’analisi del terreno aggiornata al fine di stabilire la dotazione effettiva del terreno e, solo nei casi di bassa presenza provvedere al suo apporto.

Data la scarsa mobilità del fosforo nel terreno la somministrazione di questo elemento va effettuata prima di tutto all’impianto come concimazione di fondo.

Nelle situazioni di carenze, con impianti in atto, i concimi fosfatici dovranno essere distribuiti precocemente, in autunno o dopo la ripresa vegetativa.

Potassio

Per quanto riguarda il potassio, in alcune zone tipiche per la produzione del melo, come ad esempio alcuni areali piemontesi, si sono constatati nelle ultime annate diversi casi di carenza, ne consegue che spesso l’utilizzo di concimi ternari non consente di apportare un quantitativo di potassio sufficiente alle piante determinando così una carenza di questo elemento.

Il potassio svolge una funzione primaria nel conseguimento di un elevato standard qualitativo della produzione quali il sapore e la colorazione. In caso di una carenza di questo macro elemento questo dovrà essere integrato con distribuzioni autunnali o primaverili (terreni sciolti).

Quando si tratta di quantitativi importanti, vanno distribuiti oltre 60-80 kg/ha di K2O in due interventi.

 

Tratto dall’articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 9/2020
Nutrizione razionale del melo: cosa sapere
di L. Nari
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