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Vita in Campagna
Presentazione I nostri consigli





GiardinoGiardino Torna alla presentazione

Piante annuali. Effettuate nei primi dieci giorni di maggio la risemina delle piante annuali da fiore: cosmea (Cosmos bipinnatus), fiordaliso (Centaurea cyanus), girasoli nani (varietà di Helianthus annuus), e zinnie (varietà di Zinnia elegans, VEDI FOTO A) fioriranno così da metà estate a inizio autunno.
 
A- Piante annuali. Riseminate da inizio maggio alcune specie da fiore, come per esempio la zinnia (vedi foto): fioriranno da metà estate a inizio autunno

Irrigazione. Nel caso di una primavera siccitosa, provvedete a irrigare con regolarità.
Concimazione. Per sostenere le fioriture somministrate ogni dieci giorni un concime minerale bilanciato a basso tenore di azoto (titolo indicativo 5-7-13) ai dosaggi minimi indicati sulle confezioni.

Piante erbacee perenni. In questo periodo le bordure delle piante erbacee perenni esibiscono una varietà e una generosità di fioriture che non hanno rivali in nessun altro scorcio stagionale. A questo tripudio di colori si accompagna il pieno rigoglio vegetativo delle euchera, delle osta e di tutte le altre specie a fogliame ornamentale.
Irrigazione. Nel caso di una primavera siccitosa, provvedete a irrigare con regolarità.
Concimazione. Se durante l'autunno-inverno non avete provveduto a una generosa concimazione organica delle bordure, può essere opportuno (soprattutto nelle zone di impianto meno recente) somministrare alle piante in fioritura, dalla comparsa dei boccioli e poi ogni dieci giorni, un concime liquido bilanciato a basso tenore d'azoto (titolo indicativo NPK 5-7-13) ai dosaggi minimi indicati sulle confezioni. È bene sospendere ogni concimazione con il sopraggiungere della calura estiva.

Piante acidofile (azalee, rododendri, camelie, ortensie, eriche). In questo periodo le piante acidofile sono nel pieno del loro sviluppo: non fate mancare loro acqua e sostanze nutritive.
Pacciamatura. Non trascurate di distribuire sempre sulle aiole e sul terriccio dei vasi uno strato di pacciamatura dello spessore di circa 10 centimetri. Il materiale da preferire è la corteccia di pino, che mantiene il terriccio sempre ben umido e con il tempo, decomponendosi, fornirà al terriccio stesso sostanza organica preziosa.
Concimazione. Per preparare alla fioritura estiva le ortensie, in particolar modo le varietà di Hydrangea macrophylla a fiore violetto (VEDI FOTO B), somministrate concimi specifici per piante acidofile provvisti di un particolare elemento chimico, l’alluminio, reperibile in tutti i garden center, che conferisce ai fiori quel caratteristico colore azzurro tanto ambito e ricercato dagli appassionati.

 
B- Piante acidofile. Per rendere più intensa la fioritura delle ortensie a fiore violetto, somministrate concimi ricchi di alluminio

Bulbose e tuberose. In maggio potete ancora mettere a dimora qualche bulbosa a fioritura estiva, come begonia tuberosa e l’insolita Bessera elegans (VEDI FOTO C). Originaria del Messico, quest’ultima specie a metà estate produce steli alti 40-50 centimetri che portano fino a 30 fiori penduli di colore rosso corallo con striature bianco crema. Quando la pianta sarà in fiore mantenete il terriccio sempre umido. A fine fioritura recidete gli steli e riducete progressivamente le irrigazioni fino a sospenderle del tutto quando il fogliame si sarà seccato.

 
C- Bulbose e tuberose. In maggio è ancora possibile mettere a dimora qualche bulbosa a fioritura estiva, come la begonia tuberosa (1) e l’insolita Bessera elegans (2)

Rimozione dei bulbi a fioritura primaverile. I bulbi delle specie a fioritura primaverile (per esempio giacinto, muscari, narciso e tulipano), che hanno terminato il loro ciclo vegetativo, vanno estratti dalle aiole quando il fogliame è completamente avvizzito: dissotterrateli con una forca, ripuliteli dalla terra e dalle foglie secche, quindi scartate quelli rovinati. Mettete i restanti ad asciugare in un luogo ben aerato e ripiantateli in autunno.
Pacciamatura. Sarebbe opportuno prevenire la comparsa delle piante infestanti coprendo il terreno attorno alle piante dopo la messa dimora di bulbi, rizomi e/o tuberi, con uno strato di 3-4 centimetri di spessore, di corteccia di pino o compost.

Rosai. Dal mese di  maggio, con l'arrivo dei primi caldi dovete provvedere a stendere ai piedi dei rosai una pacciamatura di materiale naturale (torba, paglia, cippatura, ecc.), per limitare l'evaporazione dell'acqua, mantenere più fresche le radici e contenere la crescita delle erbe infestanti.
Potatura estiva. Eliminate i fiori appassiti dai rosai rifiorenti e soprattutto dagli ibridi di Tea, accorciando gli steli di circa un terzo; recidete al di sopra di una gemma rivolta verso l’esterno quando incontrate una vera foglia (VEDI DISEGNO). Non asportate i fiori dai rosai che producono frutti decorativi, come per esempio rose botaniche e Rosa rugosa, poiché rallegreranno con i loro caldi colori il giardino in autunno.

 
Rosai. La potatura estiva consiste nell’eliminare dai rosai ibridi di Tea e da quelli rifiorenti circa un terzo del ramo che ha portato il fiore. Il taglio va eseguito appena  sopra la prima vera  foglia (a), alla cui ascella appare una gemma rivolta verso l’esterno (vedi freccia)

Irrigazione. Se la stagione si presenta siccitosa irrigate, senza bagnare la vegetazione, sia i rosai di recente impianto che quelli più vecchi. Irrigate con maggior frequenza i rosai coltivati in vaso rispetto a quelli messi in piena terra.
Altri lavori. Eliminate prontamente i getti che spuntano sul tronco al di sotto del punto d'innesto o dalle radici (selvatici).

Arbusti e alberi. Le piante del giardino si presentano in questo periodo nella fase di maggior rigoglio e bellezza. Tante le specie in fioritura, tra cui maggiociondolo, filadelfo, viburno, kerria, meli e ciliegi da fiore, ecc.
Irrigazione. In questo periodo non fate mai mancare acqua alle piante. Irrigate con regolarità, soprattutto se la stagione è secca, preferibilmente nelle ore serali o al mattino presto, rigorosamente sotto chioma e senza bagnare le foglie. È consigliato predisporre un impianto d'irrigazione a goccia, sia per evitare l'incombenza di bagnare sia nell'ottica di un risparmio d'acqua.
Concimazione. La maggior parte delle piante sono in fioritura, pertanto somministrate concimi con alto titolo di potassio e fosforo una volta al mese; per dosi e modalità attenetevi scrupolosamente alle indicazioni riportate in etichetta.

Tappeto erboso.
Grazie alle temperature più miti e all'allungamento delle ore di luce, il tappeto erboso ha ripreso a vegetare con sempre maggior vigore. Tra i lavori che vanno eseguiti a regola d'arte per averlo sempre bello e sano vi è anche quello del taglio (VEDI DISEGNO), che deve essere effettuato utilizzando sempre un rasaerba con lama ben affilata.

 
Il taglio del tappeto erboso. Non si fa così: se la lama del rasaerba non si trova in buone condizioni di manutenzione (vedi A), il taglio dell’erba risulterà come riportato nel disegno, con evidente sfilacciatura nei punti di taglio delle foglie, le quali successivamente ingialliranno e seccheranno, conferendo al tappeto erboso un brutto aspetto dal punto di vista estetico. Sì fa così: se invece la lama del rasaerba è ben affilata (vedi B), il taglio dell’erba risulterà perfetto nei punti di taglio, come riportato nel disegno. A fine operazione asportate sempre i residui del taglio

L'altezza e la frequenza dei tagli dipendono dalla tipologia del prato: se rustico, costituito cioè da specie a foglia larga (loietto), eseguite il taglio a un'altezza di circa 4-6 centimetri, ogni 10-12 giorni; se è costituito invece da specie a foglia sottile (Agrostis e alcune Poa), eseguite il taglio a un'altezza di circa 2-3 centimetri, ogni 4-6 giorni. In maggio nelle zone mediterranee occorre alzare l'altezza di taglio del 25-30% rispetto ai mesi più freschi, sia per proteggere le delicate zone del colletto dalla forte insolazione che per ridurre l'evaporazione d'acqua dal terreno. Nei climi di montagna e nel Nord d'Italia questa operazione va ritardata a fine giugno-luglio, a seconda dell'andamento della stagione.
Irrigazione. Non fate mai mancare acqua al tappeto erboso: ricordate che il momento migliore per irrigare è tra le 4 e le 6 del mattino; in questo momento della giornata si riducono le perdite per evaporazione e non si verificano dannosi sbalzi di temperatura a carico dell'erba, che potrebbero indurre un rallentamento della crescita.

Piante in vaso da fiore. È il momento di portarle all'aperto, se non lo avete già fatto (regolatevi chiaramente secondo l'andamento climatico della vostra zona). Non mettetele però in pieno sole, ma abituatele gradualmente, prima aprendo durante le ore centrali del giorno le aperture del locale di svernamento, poi posizionandole all'esterno, in un angolo esposto a sud.
Rinvaso. A maggio, se non l'avete già fatto, procedete tempestivamente al rinvaso degli esemplari che necessitano di tale intervento. Nel caso di piante dai rami "fragili", come per esempio le fucsie, eseguite tale operazione a metà giornata, in modo da maneggiare piante "flessibili" (i fusti avranno già perso una certa quantità d'acqua e si presenteranno quindi meno turgidi) che non corrano il rischio di spezzarsi. Operate preferibilmente in una giornata poco calda. Il giorno prima del rinvaso bagnate abbondantemente le piante: eviterete che soffrano per lo stress causato da questa operazione.
Irrigazione. Le piante possono richiedere irrigazioni quotidiane, in base all'andamento stagionale. In maggio è preferibile irrigare a metà mattina. Ricordatevi di non lasciare mai acqua nel sottovaso: correreste infatti il rischio di provocare asfissia e/o marciumi a livello delle radici.
Concimazione. Altro importante lavoro che bisogna effettuare in questo periodo, come del resto durante tutta la bella stagione, è quello della concimazione: la cosa migliore è di concimare le piante ad ogni irrigazione, somministrando metà dose di prodotto rispetto a quella consigliata in etichetta. Utilizzate concimi specifici per piante da fiore reperibili in tutti gli empori agrari e garden center.

Piante d'appartamento. A seconda del clima della vostra zona, portate all'aperto le piante d'appartamento collocandole in una posizione ombreggiata. Non mettetele assolutamente al sole diretto: le foglie si ustionerebbero e la pianta potrebbe anche morire. Una volta fuori, eliminate la patina di polvere eventualmente depositatasi nel corso dell'inverno irrorandole con acqua a temperatura ambiente. Eliminate poi le foglie rovinate, ingiallite e/o spezzate.
Rinvaso. Se in questo periodo la vostra Clivia miniata ha già esaurito la fioritura, e se le sue radici hanno riempito tutto il vaso, sino a fine maggio siete in tempo per rinvasarla (VEDI FOTO D).

D- Piante d'appartamento. Se le radici della vostra Clivia miniata hanno riempito tutto il vaso, sino a fine maggio siete in tempo per rinvasarla, dopo che ha esaurito la fioritura (vedi foto)

Se vi è possibile aggiungete al terriccio del concime in granuli o in polvere specifico per piante d’appartamento o da fiore, mediamente un cucchiaino raso da caffè per litro di terriccio: in questo modo garantirete alla pianta una «provvista di cibo» per alcune settimane (durata variabile a seconda del tipo di concime).
Irrigazione. Irrigate abbondantemente, anche tutti i giorni, sempre in funzione dell'andamento stagionale e della tipologia delle piante: la sansevieria, per esempio, va sempre irrigata pochissimo. Evitate l'uso di sottovasi, nei quali l'acqua, ristagnando, potrebbe causare dannosi marciumi a livello delle radici.
 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
 

 


OrtoOrto Torna alla presentazione

I lavori da eseguire nell’orto in maggio. In questo periodo proseguite e/o completate le semine e i trapianti in pieno campo degli ortaggi caratteristici dell'estate (pomodoro, peperone, melanzana, zucchino, zucca, fagiolo e altri ortaggi).
Installate solidamente i sostegni per quelle piante che hanno bisogno di arrampicarsi (ad esempio fagiolo e fagiolino di varietà rampicanti) o che per fornire il meglio delle loro produzioni devono essere sorrette (pomodoro di varietà indeterminate, cioè che si sviluppano di continuo in altezza, cetriolo e cetriolino, melanzana, peperone, zucchino e, volendo, melone, zucca e anche anguria a frutto piccolo).
Collocate nelle aiole i sostegni possibilmente prima di eseguire la semina o il trapianto, per non disturbare in seguito la crescita delle piante.
Eliminate con assiduità dalle aiole le piante infestanti, che in questo periodo si possono sviluppare in modo così abbondante e che, se non controllate, potrebbero soffocare le coltivazioni (ad esempio di cipolla e carota). Intervenite a mezzo di zappature e/o estirpature superficiali. In prossimità degli ortaggi togliete le infestanti con le mani, per evitare di sradicare le piante coltivate, soprattutto quando sono ancora di ridotte dimensioni. Per limitare o eliminare del tutto questo lavoro, che talvolta può risultare faticoso, potete adottare la pacciamatura con teli plastici scuri o con alcuni prodotti vegetali, specialmente la paglia, che non è difficile da reperire nelle località di campagna. Per un lavoro razionale accoppiate alla pacciamatura, specialmente se realizzata con teli plastici, la manichetta per l'irrigazione. Se non usate la pacciamatura, per irrigare scegliete di preferenza, nelle colture in cui è possibile, il metodo per scorrimento-infiltrazione laterale dentro solchi (VEDI DISEGNO). In questo caso dovete rincalzare le piante (cioè dare loro terra) per formare i canaletti in cui far scorrere l'acqua. Con questi due sistemi d'irrigazione non si bagnano foglie, fiori e frutti (parte aerea della pianta) e quindi si rende più difficile o meno intenso l'attacco di malattie causate da funghi microscopici, come peronospora, septoria ed altre malattie.
 
 
Irrigazione. Per irrigare scegliete, nelle colture in cui è possibile, il metodo per scorrimento-infiltrazione laterale dentro solchi (1), oppure predisponete sotto la pacciamatura, specialmente se realizzata con teli plastici, la manichetta per l'irrigazione (2)

Se non avete alternative e l'unico sistema di irrigazione che potete impiegare è quello a pioggia, cercate di dare acqua al mattino. Irrigate prima che vi sia una forte insolazione, in modo che le piante si asciughino il più rapidamente possibile per evitare scottature sulla vegetazione. Cercate anche di non esagerare con le quantità d'acqua, perché gli eccessi e i ristagni che si possono formare nelle aiole sono di frequente causa di marciumi alle radici e al colletto (la parte che si trova tra le radici e il fusto) delle piante, e anche di spaccature dei frutti.

Ortaggi in coltura protetta. Controllate di continuo gli ortaggi in coltura protetta aumentando gli arieggiamenti durante il mese. Gli eccessi di calore possono infatti arrecare danni assai gravi alle colture, come il blocco della vegetazione (VEDI FOTO E), la caduta dei fiori, la scottatura di foglie e frutti.

 
E- Arieggiamento dei tunnel. Solo nelle località più fresche in maggio è presente la coltura della lattuga sotto tunnel. Arieggiate in ogni caso con regolarità perché eccessi di calore possono arrecare gravi danni alle coltivazioni (ad esempio un blocco della vegetazione)

Per eseguire con maggiore razionalità gli arieggiamenti potete collocare sotto le protezioni un termometro di minima e massima, dalla cui lettura potete individuare meglio il momento opportuno per l'apertura e la chiusura dei tunnel. Anche nelle colture protette irrigate con frequenza, ma senza esagerare con le quantità d'acqua. Evitate in ogni caso di bagnare la parte aerea delle piante per non provocare scottature a foglie e frutti e per non favorire l'insorgere di malattie fungine. Se disponete d'acqua fredda è opportuno che la facciate sostare per alcune ore dentro alcuni contenitori prima di usarla, in modo che si possa riscaldare (la temperatura dell'acqua dovrebbe essere almeno di 20 °C).

SEMINE E TRAPIANTI DI MAGGIO

Potete seminare in piena aria (pianura padana) ai primi del mese di maggio: cetriolo e cetriolino, cicoria e lattuga da taglio, cocomero, melone, pomodoro, ravanello, spinacio di varietà estive, zucca.

Potete seminare in piena aria (pianura padana) dai primi del mese di maggio in poi: cardo, cavolfiore precoce, cappuccio estivo-autunnale, verze precoci e tardive.

Potete seminare in piena aria (pianura padana) per tutto il mese di maggio: basilico, bietola da costa e da orto, carota, fagiolo e fagiolino, indivia riccia e scarola, lattuga a cappuccio estiva, porro, prezzemolo, rucola, sedano, zucchino.

Potete trapiantare in piena aria (pianura padana) ai primi del mese di maggio: cetriolo e cetriolino, cocomero, indivia riccia, melanzana, melone, peperone e peperoncino, pomodoro, sedano, zucca, zucchino.

Potete trapiantare in piena aria (pianura padana) da fine mese di maggio: cappuccio estivo-autunnale, lattuga estiva, scarola.

Lattuga da taglio. Dai primi di maggio, se volete, potete ancora seminare (ultime raccolte entro giugno). Pulite le aiole dalle piante infestanti e irrigate molto moderatamente, ma in modo ripetuto. Non date acqua in pieno sole, ma preferibilmente dopo il tramonto, o la mattina molto presto in modo che le piante possano asciugarsi prima di ricevere la massima insolazione ed evitino di scottarsi. Raccogliete piccoli quantitativi alla volta per utilizzare un prodotto sempre fresco.

Melanzana. Ai primi di maggio continuate il trapianto in pieno campo (iniziato a fine aprile), preferendo piantine con pane di terra. Pulite le aiole dalle piante infestanti se non avete adottato la pacciamatura, adoperando una zappa o un estirpatore. Concimate in copertura e irrigate. Anche per la melanzana è consigliabile predisporre i sostegni prima sotto tunnel e poi in pieno campo. Già dalla fine di maggio potete iniziare, nelle colture sotto ampie protezioni, la raccolta di qualche frutto.

Patata. In maggio ultimate la rincalzatura delle piante di patata (VEDI FOTO F).

 
F- Patata. In maggio ultimate la rincalzatura delle piante di patata, utilizzando una piccola assolcatrice manuale oppure, nel caso di una piccola superficie, una zappa o un badile. Questo intervento, oltre a facilitare la crescita dei tuberi e limitare l'inverdimento di quelli più superficiali, contribuisce a mantenere le aiole libere dalle piante infestanti

Concimate in copertura e irrigate in mancanza di piogge.
Avversità. In presenza delle giovani larve di dorifora (Leptinotarsa decemlineata) intervenite con Bacillus thuringiensis varietà tenebrionis (irritante), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta.

Peperone. Pulite le aiole dalle piante infestanti se non avete adottato la pacciamatura, adoperando una zappa o un estirpatore. Concimate in copertura e irrigate. È consigliabile predisporre i sostegni prima sotto tunnel e poi in pieno campo. Sotto ampi tunnel, da fine maggio possono iniziare le raccolte.

Pomodoro. Pulite le aiole dalle piante infestanti se non avete adottato la pacciamatura, adoperando una zappa o un estirpatore. Concimate in copertura e irrigate. È consigliabile predisporre i sostegni prima sotto tunnel e poi in pieno campo. I trapianti possono però proseguire per tutto maggio e fino ai primi di giugno.
Avversità. In seguito alle piogge possono crearsi le condizioni per lo sviluppo delle prime infezioni di peronospora (Phytophthora infestans, VEDI FOTO G), per cui è necessario proteggere le piante da questa malattia intervenendo, immediatamente dopo le piogge, con ossicloruro di rame-20 (non classificato) o poltiglia bordolese-20 (irritante o non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. Questi preparati riescono a contenere contemporaneamente anche le infezioni di septoriosi.

 
G- Avversità delle piante da orto. Peronospora (Phytophthora infestans) su foglie di pomodoro

Zucca. Da inizio maggio seminate in pieno campo e/o mettete a dimora piantine con pane di terra. Effettuate con scrupolo la pulizia dalle piante infestanti perché, date le distanze d'impianto elevate, è facile che nelle prime fasi di coltivazione le erbacce si sviluppino abbondantemente; potete impiegare tanto una zappa con lama quadrata o rettangolare che un estirpatore. Potete anche eseguire la pacciamatura con teli plastici scuri o con paglia. Concimate in copertura e, se necessario, irrigate.

Zucchino. Da maggio seminate in pieno campo e/o mettete a dimora piantine con pane di terra. Effettuate con scrupolo la pulizia dalle piante infestanti perché, date le distanze d'impianto elevate, è facile che nelle prime fasi di coltivazione le erbacce si sviluppino abbondantemente; potete impiegare tanto una zappa con lama quadrata o rettangolare che un estirpatore. Potete anche eseguire la pacciamatura con teli plastici scuri o con paglia. Concimate in copertura e, se necessario, irrigate. Se possibile, allevate le piante su sostegni. Dalla seconda metà di maggio, o anche prima, procedete alle prime raccolte in coltura protetta.

 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
 

 


FruttetoFrutteto Torna alla presentazione

Pomacee (melo, pero, cotogno). In questo periodo, con riferimento al Nord Italia, le pomacee attraversano le fasi vegetative di "frutto-noce" e "ingrossamento del frutto"; al Centro e al Sud l'anticipo è mediamente di 15-30 giorni e pertanto a fine giugno le piante potranno trovarsi in avanzata fase di "ingrossamento del frutto".
Diradamento dei frutticini. Nel mese di maggio si verifica la normale cascola (caduta a terra) fisiologica post-allegagione dei frutticini (VEDI FOTO H). La fine di questa fase, che per talune varietà può protrarsi fino a inizio giugno, si può accertare empiricamente allorquando, scuotendo energicamente un grosso ramo produttivo, non si nota più la cascola di frutticini. Al temine di questo diradamento naturale ciò che rimane in pianta è la carica produttiva definitiva che andrà a maturazione. È questo il momento per intervenire con il diradamento manuale dei frutti, operazione che, assieme alla potatura, è fondamentale per regolare la carica produttiva negli anni e migliorare la qualità delle mele.
 
 
H- Pomacee. In maggio, nella fase di post-allegagione, si verifica la cascola (caduta a terra) fisiologica dei frutticini di melo. 1-Mazzetto di mele in cui è ben evidente il frutto destinato a rimanere sulla pianta (vedi freccia) rispetto agli altri due destinati a cadere naturalmente nel giro di pochi giorni. 2-La cascola può essere notevole sia nel melo (nella foto) che nel pero

Concimazione. Alla fine della cascola (caduta a terra) fisiologica dei frutticini si deve operare una scelta importante anche per quanto riguarda il completamento della concimazione di produzione. Si tratta infatti di una pratica da non eseguire in modo generalizzato, ma che va riservata solo agli alberi ben carichi di frutta coltivati su terreni di media o scarsa fertilità Gli elementi nutritivi da apportare in questo periodo sono l’azoto e il potassio, rispettivamente nella quantità di 2-4 chilogrammi e di 4-5 chilogrammi ogni 1.000 metri quadrati di frutteto. I concimi più indicati sono quelli molto solubili, come solfato ammonico, nitrato di calcio, solfato potassico o nitrato potassico.
Potatura verde. Negli alberi molto vigorosi si sviluppano numerosi succhioni, i classici rami eretti, molto forti che crescono nelle parti alte. Essi non portano produzione e non sono nemmeno utili per il rinnovo del legno a frutto; vanno quindi eliminati precocemente per favorire l'illuminazione e l'attività vegetativa della parte produttiva della chioma; questa operazione prende il nome di "scacchiatura". Se il loro numero è notevole non toglieteli tutti, per non esporre troppo rapidamente alla luce solare ampie porzioni di vegetazione sottostante col rischio di causare il classico "colpo di sole" sui frutti non abituati alla luce diretta del sole.
Avversità. Da metà-fine maggio potete iniziare i trattamenti per prevenire la butteratura amara (VEDI FOTO I).

 
I- Avversità delle pomacee. Iniziate in questo periodo i trattamenti per prevenire la butteratura amara, la nota alterazione che si manifesta sulla buccia delle mele con tacche brunastre, sotto le quali si osservano piccoli glomeruli suberosi (di consistenza simile a quella del sughero), glomeruli che possono trovarsi anche all'interno della polpa. I frutti molto colpiti assumono un sapore amaro, da cui deriva il nome dell'alterazione. L'alterazione trae origine da una mancanza di calcio nel frutto per cui la principale forma di prevenzione è l'apporto di questo elemento minerale per via fogliare. Si può impiegare il comune cloruro di calcio in scaglie, il sale abitualmente usato d'inverno per sciogliere il ghiaccio sulle strade, oppure uno dei tanti prodotti commerciali antibutteratura, sempre a base di cloruro di calcio

Nel mese di maggio, caratterizzato spesso da eventi piovosi, è ancora molto alto il rischio di infezioni di ticchiolatura. Alla fine di maggio controllate attentamente il vostro frutteto (almeno 100-200 foglie e 100-200 frutti scelti a caso su almeno 10 piante): se non trovate nessuna macchia, sospendete gli interventi contro la ticchiolatura, se trovate macchie, continuate gli interventi con ossicloruro di rame-20 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta.

Drupacee (pesco e nettarina, albicocco, susino, ciliegio). In questo periodo, con riferimento al Nord Italia, le drupacee (pesco, susino e albicocco) si possono trovare in fase di "frutto-noce", "ingrossamento del frutto", "invaiatura" e "maturazione"; al Centro e al Sud l'anticipo è mediamente di 15-30 giorni e pertanto a fine giugno le piante possono trovarsi in avanzata fase di "ingrossamento del frutto" e in quelle successive di "invaiatura" e "maturazione".
Potatura verde delle piante in allevamento e in produzione. In maggio vanno curate in modo particolare le potature verdi. La forma di allevamento che trattiamo è il vaso a tre branche, adatto sia ai frutticoltori professionisti che agli hobbisti. Gli astoni (nel primo anno), che avete posto a dimora durante l'inverno, a maggio avranno emesso numerosi germogli i quali avranno una lunghezza di circa 30 centimetri. Se a fine aprile non avete effettuato la scelta dei germogli che andranno a formare le branche, a maggio siete ancora in tempo per effettuare questa operazione. Selezionate tre germogli della stessa pezzatura, sfalsati lungo l'astone di circa 5-10 centimetri l'uno dall'altro e distanziati di circa 120° sul piano orizzontale, e cimate tutti i germogli in soprannumero. La cimatura deve essere effettuata quando alla base delle foglie non si sono ancora formate le gemme, altrimenti dopo qualche giorno i germogli riprenderanno a vegetare. Questi ultimi, con la loro presenza, hanno la funzione di proteggere i tre prescelti da eventi meteorici o danni da uccelli. Sempre in maggio, proseguite con gli interventi di potatura verde nelle piante in produzione fino all'epoca del diradamento. Potete strappare con le mani i germogli che si trovano all'estremità delle branche o in corrispondenza di grossi tagli: lo strappo dei germogli eseguito a maggio non causa grosse ferite e non pregiudica la vitalità della branca; la cicatrizzazione delle ferite è molto rapida, anche senza applicare mastici cicatrizzanti.
Diradamento dei frutticini. A fine maggio dovete diradare i frutti, intervento molto importante da effettuare prima che il nòcciolo indurisca (VEDI FOTO L).

 
L- Drupacee. Nelle varietà a maturazione precoce o media il diradamento dei frutti di pesco deve iniziare prima dell'indurimento del nòcciolo (se si taglia trasversalmente un frutto con la forbice, il nòcciolo non deve opporre resistenza); nelle varietà tardive l'operazione può invece essere rimandata a subito dopo l'indurimento. Nelle nettarine è opportuno intervenire dopo la prima cascola (caduta a terra) dei frutti

Le pesche bianche vanno diradate energicamente, mentre per le nettarine, specialmente quelle tardive (nelle quali si verificano due cascole durante la stagione), il diradamento deve essere più leggero. Tenete inoltre presente che le varietà a maturazione precoce vanno diradate di più di quelle a maturazione tardiva, poiché mentre per le prime dalla fioritura alla raccolta trascorrono solo 90 giorni, per le varietà tardive possono passare oltre 150 giorni.
Concimazione. Alle piante in produzione, se producono meno di 30 chilogrammi per albero e hanno già una decina di anni, non effettuate concimazioni, le quali stimolerebbero solo la vegetazione. Se invece la produzione stimata supera i 50 chilogrammi e il diradamento di fine maggio è stato severo, vale la pena somministrare 500 grammi per pianta di un concime composto tipo NPK 12-6-18. Anche in questo caso il concime deve essere sparso alla periferia dell'area sottostante la chioma e solo nel caso si disponga di acqua per l'irrigazione. Anche sulle piante in produzione è opportuno non effettuare concimazioni oltre il mese di giugno.
Avversità. I frutti dell'albicocco, del ciliegio e delle varietà di pesco, nettarina e susino a raccolta precoce possono andare soggette, in prossimità della raccolta, ad attacchi di monilia (VEDI FOTO M). Questa malattia è favorita da un andamento stagionale umido. In genere in frutteti familiari non sono necessari interventi specifici, tuttavia in condizioni di rischio particolare è possibile effettuare un intervento cautelativo con bitertanolo-44,7 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. 

 
M- Avversità delle drupacee. Frutti di ciliegio colpiti dalla monilia (1). Danni da cidia molesta su un frutto di pesco (2)

Gli attacchi delle larve di prima generazione della cidia molesta si sono verificate a partire dal mese di aprile; nei mesi di maggio e giugno la cidia molesta (VEDI FOTO M) compie la sua seconda generazione e questa è in assoluto la più pericolosa, perché se non si riesce a contenerla efficacemente, sarà poi difficile controllare la popolazione dell'insetto per il resto della stagione. Il volo degli adulti inizia in genere verso la fine del mese di maggio, o anche prima se la stagione è molto in anticipo. È molto importante controllare le trappole installate in marzo e verificare il numero degli adulti catturati. Sei-sette giorni dopo il superamento della soglia di 10 adulti per trappola e per settimana è necessario effettuare un intervento con spinosad-44,2 (non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta. L'intervento va ripetuto dopo circa 10 giorni. Se non impiegate le trappole, cosa abbastanza rischiosa perché il periodo di volo degli adulti può subire delle variazioni a seconda delle zone, intervenite indicativamente nei primissimi giorni di giugno con lo spinosad come prima indicato.

Agrumi.
In maggio si raccolgono in genere solo le varietà bionde tardive di arancio, quali Valencia late e Ovale detto anche Calabrese, e il limone Femminello prodotto dalle fioriture tardive denominato «bianchetto» o «maiolino».
Potatura. Ritardate la potatura del limone in caso il periodo sia particolarmente piovoso, in modo da non esporlo alle infezioni da «malsecco». Ricordate poi di trasportare velocemente fuori dell’appezzamento della potatura i residui di potatura, onde ridurre il possibile contagio della malattia.
Reinnesto. In questo periodo potete anche eseguire il reinnesto delle varietà che non sono più remunerative. La prima regola da seguire è quella di conoscere bene le caratteristiche climatiche della zona: per il buon esito dell'operazione è necessario clima caldo e asciutto. Se la zona in cui è localizzato l'agrumeto è umida e piovosa, posticipate l'innesto a giugno; viceversa, se la zona è calda e asciutta, anticipatelo a maggio.
Incisione anulare. La varietà clementine comune può avere una percentuale di allegagione molto bassa. Per ovviare a quest'inconveniente si ricorre all'incisione anulare (VEDI FOTO N).

 
N- Agrumi. Per favorire l'allegagione di alcuni tipi di agrumi, in maggio, alla caduta dei petali, si può ricorrere all'incisione anulare (1), vale a dire un'incisione circolare della corteccia eseguita con un coltello o un'apposita cesoia (2) senza asportarne alcuna porzione, da effettuare precocemente, in maggio, alla caduta dei petali. Se le piante sono adulte, l'incisione va eseguita sulle branche principali, se sono giovani direttamente sul tronco, sopra il punto d'innesto. Non va eseguita su piante troppo giovani (sotto i 6 anni)

Olivo. In questo periodo, con riferimento al Nord Italia, l'olivo si trova nelle fasi di "mignolatura" (comparsa dei boccioli fiorali) e "fioritura"; al Centro e al Sud l'anticipo è mediamente di 15-30 giorni e pertanto a fine giugno le piante potranno trovarsi nelle successive fasi di "allegagione" e "accrescimento del frutto".
Irrigazione. Le giovani piante di olivo appena messe a dimora e anche quelle al secondo anno possono andare incontro facilmente a sofferenza per siccità se non piove, anche se sono state protette con la pacciamatura. Le irrigazioni di soccorso sono dunque indispensabili, specialmente se il terreno è magro e di limitato spessore.
Innesti. In questo periodo si ricorre agli innesti che vengono eseguiti quando la corteccia si stacca facilmente, cioè quelli a corona e quelli a pezza e ad anello (VEDI DISEGNO).

 
Olivo. Innesto ad anello (o a zufolo). 1-Si preleva il nesto (a) costituito da un anello di corteccia, alto circa 2 centimetri, munito di due gemme (nell'olivo sono contrapposte e pertanto nel disegno la seconda gemma non si vede). 2-Il portinnesto si può preparare asportando un anello delle stesse dimensioni oppure, come in figura, tagliando delle strisce di corteccia, alte quanto l'anello, senza asportarle. 3-In questo caso si riporta poi la corteccia a coprire l'anello inserito, lasciando libera la gemma. 4-Si lega infine con nastro di plastica

Avversità. A maggio si devono posizionare sugli alberi di olivo le fasce di resinato di lana in particolare sul tronco e sulle grosse branche, per difendere la pianta dall'oziorrinco che in questo mese riprende la sua attività a danno delle foglie dei germogli. Questo insetto, lungo 6-8 millimetri e di colore bruno scuro, lavora soprattutto di notte; di giorno si nasconde nel terreno alla base delle piante mentre di notte sale sugli alberi dove si nutre delle giovani foglie. La sua attività è maggiore nel periodo primavera-inizio estate, si arresta nei mesi più caldi e riprende nel periodo autunnale. Le foglie rosicchiate dall'oziorrinco (VEDI FOTO O) presentano erosioni a forma di semiluna che possono essere anche abbastanza profonde e giungere sino alla nervatura principale della foglia. In questo periodo controllate la popolazione della tignola dell'olivo (VEDI FOTO O).

 
O- Avversità dell'olivo. Rosure delle foglie causate dagli adulti dell’oziorrinco, nel particolare, 6-8 millimetri (1). A maggio posizionate le trappole sessuali (3 per ettaro di oliveto) per controllare la popolazione della tignola dell’olivo, che in questo periodo si sviluppa a carico delle foglie e dei fiori dell'olivo senza provocare danni preoccupanti. Questo controllo è importante per poter intervenire in luglio sulla generazione successiva, quella più dannosa in quanto attacca le piccole olive (2)

Castagno. In questo periodo gli interventi che riguardano le piante di castagno sono molto ridotti.
Irrigazione. Per le piante poste a dimora nell'autunno 2011 o a fine inverno 2012, nel caso in cui si verificassero condizioni di protratta siccità, è indispensabile intervenire già nel mese di maggio con irrigazioni di soccorso a cadenza bisettimanale, somministrando 10-15 litri di acqua per pianta nel raggio di un metro attorno al ceppo.
Impalcatura della pianta. Se gli interventi necessari per la formazione di una corretta impalcatura della pianta non sono ancora stati eseguiti, si deve provvedere all'eliminazione dei rami laterali presenti lungo il tronco fino all'altezza di 2,2-2,5 metri e all'eliminazione, con taglio raso al suolo, dei polloni che si originano dal ceppo.
Sfalcio dell'erba.
Al fine di garantire un tempestivo controllo delle erbe spontanee che esercitano una competizione diretta con le piante di castagno per quanto riguarda i nutrienti e l'umidità del terreno, si interviene con lo sfalcio periodico o la trinciatura ogni qual volta esse raggiungano l'altezza di 15-20 centimetri: in tal modo si evita che si formino alla base dei castagni fitte corone di erba che tendono a creare condizioni di ombreggiamento e persistenza dell'umidità, ideali per l'instaurarsi di agenti di malattie fungine e degli insetti nocivi.

Actinidia (kiwi). In questo periodo, con riferimento al Nord Italia, l'actinidia attraversa le fasi di "fioritura", "allegagione" e "accrescimento dei frutticini"; al Centro e al Sud l'anticipo è mediamente di 15-30 giorni e pertanto a fine giugno le piante potranno trovarsi nella successiva fase di "sviluppo dei frutti".
Potatura verde delle piante in allevamento e in produzione. Se volete ottenere delle piante correttamente allevate e con minori problemi in fase di potatura invernale, in questo periodo dovete curare in modo particolare le potature verdi, sia delle piante in allevamento che di quelle in produzione. Per le piantine di actinidia (kiwi), di primo anno proseguite la legatura dei germogli, iniziata a fine aprile, a fascio senza stringerli troppo: questo modo di procedere favorirà un grande sviluppo dell'apparato fogliare e radicale, presupposto essenziale per ottenere nel futuro delle piante particolarmente robuste. Se qualche germoglio forma il "codino di porco" non preoccupatevi: altri germogli proseguiranno nello sviluppo. Teneteli tutti, tranne qualcuno troppo vicino a terra, per favorire lo sviluppo della parte aerea e radicale.
La fioritura delle piante in produzione di actinidia (kiwi) avviene, di norma, nella seconda decade di maggio. Tutte le operazioni che aiutano la circolazione del polline sono quanto mai utili per ottenere dei frutti di grossa pezzatura. Una decina di giorni prima della fioritura speronate tutti i germogli pelosi che crescono sul cordone permanente o in corrispondenza di grossi tagli: se lasciati ostacolerebbero la circolazione del polline e fornirebbero, il prossimo anno, delle produzioni localizzate alla fine del tralcio, con molti frutti piatti e tripli. Tagliate questi germogli alla lunghezza di qualche centimetro lasciando solo le due foglioline basali: in molti casi ricacceranno dando origine, quasi sempre, ad uno o due germogli utilizzabili il prossimo anno. Prima della fioritura potete cimare tutti i germogli che portano la produzione e che in questo periodo hanno un forte accrescimento; effettuate la cimatura in corrispondenza dell'ultimo bottone fiorale o un paio di foglie dopo di esso. In questo periodo non si devono cimare i germogli che, partendo in prossimità del cordone permanente, possono servire per la produzione futura.
Il diradamento dei bottoni fiorali favorisce l'impollinazione. Oltre ad una potatura invernale e ad una potatura verde corrette, tra le operazioni che favoriscono l'impollinazione assai importante è il diradamento dei bottoni fiorali (VEDI FOTO P) da effettuare prima della fioritura.

 
P- Actinidia (kiwi). Pianta di actinidia (kiwi) in produzione prima (1) e dopo (2) il diradamento dei bottoni fiorali. Per ottenere produzioni di qualità è necessario eliminare i bottoni fiorali appiattiti (a) ed effettuare il diradamento di quelli tripli, eliminando i due laterali (b) e lasciando solo quello centrale. L'operazione in questa fase si esegue prima della fioritura e risulta particolarmente veloce

Irrigazione. Ponete particolare attenzione all'irrigazione, specialmente prima della fioritura delle piante, sia maschili che femminili, se volete che i fiori maschili producano polline fertile e che quelli femminili siano altamente ricettivi. Non somministrate troppa acqua a ridosso dei fusti, poiché in quella zona l'apparato radicale è molto fitto e impedisce all'acqua di evaporare, con il pericolo di innescare, specie nei terreni argillosi, marciumi da fitoftora.

Piccoli frutti (lampone, mirtillo, mora giapponese, ribes, rovo senza spine, uva spina). La raccolta dei primi frutti sulle varietà di lampone unifere più precoci inizia a partire dalla terza decade di maggio. La maturazione dei frutti avviene in modo scalare e la raccolta deve essere ripetuta ogni 3-4 giorni: intervenire ad intervalli più distanziati (7-8 giorni) può provocare un'accentuata cascola (caduta) di frutti maturi. I primi frutti che giungono a maturazione sono quelli situati nelle posizioni più elevate della pianta.
Altri lavori. Prima di iniziare l'operazione di raccolta dovete svolgere i seguenti lavori: sfalciatura dell'erba nell'interfila ad intervalli di 15-20 giorni negli impianti inerbiti; l'erba alta riduce infatti la ventilazione delle piante e favorisce lo sviluppo della botrite (agente del marciume dei frutti); lavorazioni superficiali negli impianti con terreno lavorato al fine di mantenerlo fresco e di eliminare le eventuali erbe infestanti; estirpazione manuale delle infestanti sulla fila delle piante.

Specie da frutto minori. Già da questo mese può essere necessario eliminare i polloni nati dalle radici dell'albero di giuggiolo. Nel caso però vi interessi preparare una nuova pianta, mantenete il migliore per estirparlo a fine stagione, dopo la caduta delle foglie: se l'albero originario non era innestato, la nuova pianta sarà uguale a quello; altrimenti il pollone andrà in seguito innestato con la varietà desiderata.
Nespolo comune. In questo periodo per il nespolo comune possono essere necessari interventi per eliminare i polloni che eventualmente sorgono intorno alle piante, specialmente se il loro portinnesto è il cotogno.
Nocciòlo. Negli impianti di recente costituzione è importante mantenere il terreno libero da infestanti tramite sarchiature e zappature, per un raggio di 30-50 centimetri attorno alla pianta in fase di allevamento, abbinate a lavorazioni dell'interfila (fresature e/o erpicature). Queste operazioni colturali sono da considerare indispensabili dove non è possibile eseguire irrigazioni di soccorso, poiché mantengono il terreno libero da infestanti e "impongono" alle piante di esplorare strati di terreno più profondi.

 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".

 

 


VignetoVigneto (uva da vino) Torna alla presentazione


In questo periodo, con riferimento al Nord Italia, la vite attraversa molto velocemente le fasi vegetative di "grappoli visibili", "grappoli separati", "bottoni fiorali visibili", "fioritura" (VEDI FOTO Q) , "allegagione" e "ingrossamento degli acini"; al Centro e al Sud l'anticipo è mediamente di 15-30 giorni e pertanto a fine giugno le piante potranno trovarsi nelle successive fasi di "ingrossamento degli acini", "pre-chiusura del grappolo" e "chiusura del grappolo".  
 

Q- Vigneto. In questo periodo la vite si avvia graduatamente alla fioritura; i mesi di maggio e giugno rappresentano la fase determinante del ciclo vegetativo con tutti i riflessi che ciò può avere sulla qualità e quantità di produzione 

Lavori. Il mese di maggio rappresenta il periodo più impegnativo e cruciale dell'intero ciclo vegetativo della vite: il viticoltore è impegnato con i trattamenti antiparassitari e con un complesso di lavori, diretti a regolare la chioma e la produzione, vengono riuniti nel grande gruppo delle cosiddette "potature verdi". La gestione del suolo e le cure ai giovani vigneti in allevamento completano i lavori di questo periodo.

Potatura verde nei vigneti in produzione. La potatura verde comprende tutti gli interventi che consentono di equilibrare il rapporto tra superficie fogliare e quantità di uva, di selezionare i tralci più adatti alla produzione e di creare un ambiente idoneo alla maturazione dell'uva, favorendo l'aerazione e l'insolazione dei grappoli. In ordine cronologico tali interventi sono i seguenti: spollonatura (si eliminano i germogli che si originano direttamente dal legno vecchio nella porzione basale del fusto, normalmente la porzione verticale. I polloni sono piuttosto vigorosi e non portano uva, quindi sottraggono energie ai germogli produttivi; inoltre possono ridurre l'aerazione dei grappoli sovrapponendosi alla parete fogliare con riflessi negativi sulla sanità delle uve e della chioma. Per eliminarli occorre intervenire precocemente, quando i polloni hanno lunghezza inferiore ai 15-20 centimetri). Scacchiatura o diradamento dei germogli (è l'operazione che completa la spollonatura nella porzione di fusto che porta le gemme produttive. Essa consente di lasciare alla pianta solo i tralci che portano i grappoli, nelle posizioni assegnate dalla forma di allevamento, e quelli strettamente indispensabili per assicurare la produzione l'anno successivo. Consiste nell'asportazione dei germogli che non producono o che si sviluppano sulle branche e sui tralci in posizione non desiderata). Defogliazione (è una pratica che consiste nell'asportazione delle foglie che coprono i grappoli al fine di migliorarne l'arieggiamento e l'insolazione. Viene utilizzata soprattutto nelle aree viticole più fredde e per le varietà a bacca rossa, che migliorano così l'accumulo di polifenoli (sostanze che regolano la colorazione, la struttura e gli aromi delle uve e dei vini), mentre è meno utilizzata in zone calde e per le uve bianche, che possono essere danneggiate e perdere profumi e aromi a seguito di una forte insolazione). Cimatura dei tralci (quando i tralci in accrescimento escono dalle strutture di sostegno e dagli spazi loro assegnati dalla forma di allevamento, allungandosi caoticamente in tutte le direzioni e rischiando così di andare a coprire l'uva in maturazione, dovete intervenire con la cimatura. Essa consiste nel tagliare la parte terminale dei tralci e delle femminelle. La cimatura è indispensabile e deve essere ripetuta nei vigneti molto vigorosi, ma può essere evitata nei vigneti in perfetto equilibrio, dove i tralci concludono il loro sviluppo verticale nello spazio ad essi assegnato dai fili di ferro di sostegno). Diradamento dei grappoli (è l'intervento in verde più delicato, poiché con esso si elimina definitivamente una certa quantità di produzione quando la raccolta è ancora lontana, VEDI DISEGNO).

Vigneto. Lo scopo del diradamento dei grappoli è duplice: equilibrare la produzione, soprattutto in quelle annate in cui si accompagnano una buona fertilità delle gemme e un'altissima allegagione; ridurre la carica di uva a seguito di una potatura invernale troppo abbondante o per scelte qualitative che richiedono basse produzioni

Potatura verde nei vigneti in allevamento. Rappresentano tutte quelle operazioni colturali che si attuano nei primi due o al massimo tre anni di vita del vigneto, quando esso non è ancora produttivo. Completano le potature invernali e accompagnano lo sviluppo della vite per fare assumere a essa la forma di allevamento prescelta. Nei vigneti di nuovo impianto (primo anno) le barbatelle danno origine a pochi germogli, che vanno accompagnati ai tutori con poche blande legature seguendo il loro sviluppo; lo scopo principale del primo anno di allevamento, infatti, è quello di favorire la crescita dell'apparato radicale. Fate attenzione a non spezzare i germogli se dovete piegarli quando non sono ancora lignificati alla base. Nel primo anno raramente si opera la scacchiatura dei germogli, prevista solo per le piante eccessivamente rigogliose.

Concimazioni. Nelle prime fasi di accrescimento dei germogli è opportuno sostenere lo sforzo vegetativo dei vigneti integrando l'azoto al terreno; nei vigneti meno vigorosi e nei nuovi impianti, che devono costituire la futura struttura, è opportuno intervenire con piccole dosi di concime: vanno distribuiti 40-50 chilogrammi per ettaro di azoto (pari a 1 quintale per ettaro di urea-46).

Avversità. La malattia fungina più pericolosa in questo periodo è sicuramente la peronospora (VEDI FOTO R). 

 
R- Avversità del vigneto. Peronospora della vite: emissione delle caratteristiche chiazze di muffa bianca sulla pagina inferiore delle foglie

Perché si abbia la prima infezione sono necessarie particolari condizioni, che molti anni fa gli studiosi di patologia vegetale sintetizzarono nell'espressione "regola dei tre dieci"; in pratica, i germogli della vite devono essere lunghi almeno 10 centimetri, la temperatura deve essere di almeno 10 gradi e, in corrispondenza di queste due prime condizioni, devono cadere almeno 10 millimetri di pioggia. Se effettuate un trattamento fungicida appena prima della scadenza del periodo di incubazione utilizzando il CALENDARIO, riuscirete a bloccare ogni singola infezione di peronospora prima che questa riesca a svilupparsi.
Tuttavia, in molte zone d'Italia, come ad esempio la pianura padana, la pericolosità di questa malattia fungina è molto elevata, per cui è rischioso applicare questa strategia. In questi luoghi è necessario invece intervenire a turno fisso, in modo da garantire sempre che una certa dose di prodotto fungicida sia presente sulla vegetazione, per bloccare le spore non appena arrivano sulle foglie. Per i trattamenti utilizzate prodotti a base di rame, come l'ossicloruro di rame-20 (non classificato) oppure la poltiglia bordolese-20 (irritante o non classificato), attenendovi sempre in entrambi i casi alle indicazioni riportate in etichetta.


 

La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro tossicità per l'uomo e gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti" e "non classificati" si possono comperare senza "patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti contrassegnati come "molto tossici", "tossici" e "nocivi" data la loro pericolosità.

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
 

 


Piccoli allevamentiPiccoli allevamenti Torna alla presentazione

Anatra e oca. A maggio prende il via il secondo ciclo di allevamento con l'acquisto dei piccoli di anatra (VEDI FOTO S).
 
S- Anatre. In maggio vi consigliamo l’acquisto dei piccoli di anatra di 2-3 giorni da ospitare in un ricovero con pavimento coperto da truciolo di legno o paglia. A fine maggio-primi di giugno i piccoli di anatra possono cominciare a usufruire del pascolo con grande beneficio per la loro crescita
 

Durante questa prima fase di allevamento non dimenticate di controllare il consumo di alimenti e l'assenza di correnti d'aria. Già a fine maggio gli anatroccoli possono essere liberati al pascolo. Non dimenticate, però, di prevedere una fase di ambientamento di almeno 5 giorni; in sostanza, tempo permettendo, aumentate gradualmente le ore di pascolo concesse agli animali fino a consentire il pascolo per tutta la giornata nell'ultimo giorno di ambientamento. Per quanto riguarda l'alimentazione, nei primi giorni di vita, somministrate ai piccoli di anatra un pastone così costituito: radicchio tagliato finissimo, uova sode in precedenza sbriciolate con i denti di una forchetta, farina gialla di mais e cruschello di grano in parti uguali.
Dopo il primo ciclo di allevamento delle oche, lasciate l'area destinata a pascolo vuota per almeno un mese per favorire il ripristino del cotico erboso. In attesa dei nuovi animali (in luglio), a fine ciclo lasciate vuoto il locale precedentemente utilizzato dalle oche senza cambiare la lettiera (verrà sostituita completamente solo alla fine di questo secondo ciclo). Abbeveratoi e mangiatoie vanno invece rimossi e lavati. .

Colombo. Data la stagione propizia alla riproduzione controllate attentamente l'attività delle coppie in allevamento, attività che in questo mese è molto intensa. Di norma una coppia cova due uova per volta. Se una delle uova deposte risultasse rotta prima dell'inizio della cova destinate l'uovo rimasto a un'altra coppia che coverà e alleverà tre piccioncini senza particolare sforzo. In questo modo la femmina rimasta senza le uova ne deporrà altre entro i 10 giorni successivi. In questo periodo i piccoli di colombo per i primi 7-10 giorni di vita vengono nutriti con una sostanza color crema di aspetto denso (chiamata "latte di colombo"), secreta dal gozzo di entrambi i genitori; in seguito il "latte di colombo" (prodotto sino alla terza settimana dopo la schiusa) viene mescolato con i grani ingeriti e parzialmente predigeriti.

Gallina e pollo. La bella stagione consente alle galline di pascolare per quasi tutto il giorno, utilizzando il ricovero solo per il riposo serale e per la deposizione delle uova (VEDI FOTO T).

T- Galline ovaiole. Le galline pascolano tutto il giorno e utilizzano il ricovero solo per il riposo e la deposizione

Curate l'igiene del pollaio, dato che sono ormai mesi che ospita le galline. Mantenete pulita la lettiera togliendo le penne cadute e rastrellandola ogni tanto in superficie. Effettuate la raccolta delle uova più volte al giorno per evitare eventuali rotture causate da deposizioni ripetute nello stesso nido. Per quanto riguarda l'alimentazione, il pascolo costituisce una buona integrazione alimentare, ma per sostenere lo sforzo produttivo delle galline ovaiole occorre curare in modo particolare l'alimentazione e somministrare anche un mangime del commercio al 15-16% di proteine.
In maggio prende il via il secondo ciclo di allevamento con l'acquisto di polli di poche settimane di vita (VEDI FOTO U).

U- Polli. In maggio può iniziare un nuovo ciclo di allevamento con l'acquisto di polli di poche settimane di vita. Prima di inserire i polli nel ricovero destinato a ospitarli distribuite truciolo pulito (7-10 centimetri) sopra la lettiera preesistente e predisponete mangiatoie e abbeveratoi puliti

Quando si acquistano animali di poche settimane di vita, all'arrivo in azienda è necessario distribuire a essi solo acqua da bere; la razione alimentare verrà somministrata solo il giorno seguente. Una miscela tipo può essere realizzata con 1 parte di mangime per pulcini (al 23% di proteine) e 3 parti di mais aziendale.

Coniglio. L'attività riproduttiva prosegue a pieno ritmo. Dopo i parti controllate le nidiate per verificare lo stato di salute dei conigli e il numero dei nati, provvedendo a eliminare i coniglietti morti. Vi consigliamo di eseguire il cosiddetto "pareggiamento delle nidiate" entro tre giorni dalla nascita, formando gruppi omogenei di otto coniglietti per nido (ogni coniglia ha otto capezzoli attivi). A questo scopo spostate da uno a, massimo, tre piccoli per raggiungere il numero ottimale di otto coniglietti per nido. Le femmine che hanno ceduto tutti i piccoli, e quindi non allattano, possono essere subito riaccoppiate. Subito dopo lo svezzamento, i coniglietti iniziano l'ingrasso. Le migliori condizioni di ingrasso si ottengono allevando gli animali in ambienti oscurati (non più di otto ore di luce al giorno, suddivise tra il mattino e il pomeriggio). Sia ai riproduttori che ai soggetti all'ingrasso somministrate foraggi verdi asciutti o appassiti. A questo riguardo ricordate che il passaggio dall'alimentazione secca a quella fresca deve avvenire per gradi onde evitare l'insorgere di diarree.

Maiale.
In questo periodo primaverile si deve favorire lo sviluppo della struttura scheletrica - struttura che in seguito si dovrà arricchire di carne e grasso - e dell'apparato digestivo dei maiali all'ingrasso. È anche importante che i suini dispongano di un abbondante pascolo dove muoversi. Devono inoltre disporre di una pozza per il bagno di fango (VEDI FOTO V) che consente a essi di difendersi dai parassiti e dal caldo.

V- Maiali. I maiali devono poter usufruire di una pozza d’acqua per i «bagni di fango» che li rinfrescano e sgrassano la loro pelle, proteggendoli dall’attacco degli insetti

I maiali acquistati in marzo con un peso di 25-30 chilogrammi  raggiungono in questo periodo il peso di circa 50 chilogrammi e devono ricevere ancora a volontà un'alimentazione povera di proteine (14-15%) e ricca di fibra. Per apportare fibra vi consigliamo di somministrare erbe o verdure in apposite rastrelliere (5-6 chilogrammi di comuni foraggere o 1-2 chilogrammi di verdure al giorno). Vi consigliamo anche di distribuire a terra una miscela alimentare realizzata in azienda utilizzando un nucleo commerciale per suini al 23-25% di proteine (40%) assieme a una miscela di cereali (45%) e a cruschello di grano (15%).

Pecora e capra. Negli allevamenti da latte le pecore sono ancora in lattazione, mentre negli allevamenti da carne le femmine hanno finito di svezzare gli agnelli. In entrambi i casi vengono introdotti nel gregge gli arieti per ottenere i parti in autunno. Gli animali passano gran parte della giornata al pascolo. Vi consigliamo di recintare eventuali zone acquitrinose per impedire che gli animali vi accedano, al fine di prevenire problematiche sia parassitarie che batteriche. Il fabbisogno di acqua in caso di alimentazione verde non è particolarmente elevato; in ogni caso è necessario verificare che gli animali abbiano accesso all'abbeverata almeno due volte al giorno.
Entro metà maggio si deve effettuare la tosatura con l'ausilio di rasoi elettrici tenendo le pecore a terra. Per non creare agli animali eccessivi stress o traumi, vi conviene effettuare tale operazione solo se avete una certa pratica e manualità. In caso contrario il consiglio è quello di rivolgersi a tosatori specializzati o, se il numero degli animali è esiguo, contattare per tempo qualche allevatore esperto della zona (VEDI FOTO Z).

Z- Pecore. Per non procurare alle pecore eccessivi stress o traumi conviene far effettuare la tosatura a tosatori specializzati o, se il numero degli animali è esiguo, contattare per tempo qualche allevatore esperto

In questo periodo dell'anno i giovani animali di capra presenti in azienda sono quelli allevati come rimonta (in sostituzione dei vecchi riproduttori) o per incrementare il gregge. Questi vanno tenuti in stalla, rinnovando periodicamente la lettiera con abbondante paglia, mettendo a loro disposizione uno spazio di almeno 1 metro quadrato per capo e lasciando libero accesso a un recinto esterno. È molto importante infatti che abbiano un'esposizione diretta ai raggi solari così utili per la formazione di vitamina D, indispensabile, in questo periodo di forte accrescimento del tessuto osseo, per fissare il calcio. I capretti da rimonta devono ricevere un'alimentazione secca costituita da una parte di foraggio di ottima qualità (secondo o terzo taglio) e una parte di concentrati costituita da un mangime da svezzamento o da una miscela di cereali (mais, orzo e soia), per un totale di 300 grammi per capo al giorno.

 

Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".

 

 


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