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Piante annuali. Effettuate nei primi
dieci giorni di maggio la risemina delle piante annuali da fiore: cosmea (Cosmos
bipinnatus), fiordaliso (Centaurea cyanus), girasoli nani (varietà di
Helianthus annuus), e zinnie (varietà di Zinnia elegans, VEDI FOTO A)
fioriranno così da metà estate a inizio autunno.
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| A- Piante annuali.
Riseminate da inizio maggio alcune specie da fiore, come per
esempio la zinnia (vedi foto): fioriranno da metà estate a
inizio autunno |
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Irrigazione. Nel caso di una primavera siccitosa, provvedete a
irrigare con regolarità.
Concimazione. Per sostenere le fioriture somministrate ogni dieci
giorni un concime minerale bilanciato a basso tenore di azoto (titolo
indicativo 5-7-13) ai dosaggi minimi indicati sulle confezioni.
Piante erbacee
perenni. In questo periodo le bordure delle piante erbacee
perenni esibiscono una varietà e una generosità di fioriture che non hanno
rivali in nessun altro scorcio stagionale. A questo tripudio di colori si
accompagna il pieno rigoglio vegetativo delle euchera, delle osta e di tutte
le altre specie a fogliame ornamentale.
Irrigazione. Nel caso di una primavera siccitosa, provvedete a
irrigare con regolarità.
Concimazione. Se durante l'autunno-inverno non avete provveduto a una
generosa concimazione organica delle bordure, può essere opportuno
(soprattutto nelle zone di impianto meno recente) somministrare alle piante
in fioritura, dalla comparsa dei boccioli e poi ogni dieci giorni, un
concime liquido bilanciato a basso tenore d'azoto (titolo indicativo NPK
5-7-13) ai dosaggi minimi indicati sulle confezioni. È bene sospendere ogni
concimazione con il sopraggiungere della calura estiva.
Piante acidofile (azalee, rododendri, camelie,
ortensie, eriche). In questo periodo le piante acidofile sono nel
pieno del loro sviluppo: non fate mancare loro acqua e sostanze nutritive.
Pacciamatura. Non trascurate di distribuire sempre sulle aiole e sul
terriccio dei vasi uno strato di pacciamatura dello spessore di circa 10
centimetri. Il materiale da preferire è la corteccia di pino, che mantiene
il terriccio sempre ben umido e con il tempo, decomponendosi, fornirà al
terriccio stesso sostanza organica preziosa.
Concimazione. Per preparare alla fioritura estiva le ortensie, in
particolar modo le varietà di Hydrangea macrophylla a fiore violetto (VEDI
FOTO B), somministrate concimi specifici per piante acidofile provvisti di un
particolare elemento chimico, l’alluminio, reperibile in tutti i garden
center, che conferisce ai fiori quel caratteristico colore azzurro tanto
ambito e ricercato dagli appassionati.
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| B- Piante acidofile. Per rendere più
intensa la
fioritura delle ortensie a fiore violetto, somministrate
concimi ricchi di alluminio |
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Bulbose e tuberose. In maggio
potete ancora mettere a dimora qualche bulbosa a fioritura
estiva, come begonia tuberosa e l’insolita Bessera elegans (VEDI FOTO C).
Originaria del Messico, quest’ultima specie a metà estate produce steli alti
40-50 centimetri che portano fino a 30 fiori penduli di colore rosso corallo
con striature bianco crema. Quando la pianta sarà in fiore mantenete il
terriccio sempre umido. A fine fioritura recidete gli steli e riducete
progressivamente le irrigazioni fino a sospenderle del tutto quando il
fogliame si sarà seccato.
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| C- Bulbose e tuberose. In maggio è ancora possibile mettere a dimora qualche bulbosa a
fioritura estiva, come la begonia tuberosa (1) e
l’insolita Bessera elegans (2) |
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Rimozione dei bulbi a fioritura primaverile. I bulbi delle specie
a fioritura primaverile (per esempio giacinto, muscari, narciso e tulipano),
che hanno terminato il loro ciclo vegetativo, vanno estratti dalle aiole quando il fogliame è
completamente avvizzito: dissotterrateli con una forca, ripuliteli dalla
terra e dalle foglie secche, quindi scartate quelli rovinati. Mettete i
restanti ad asciugare in un luogo ben aerato e ripiantateli in autunno.
Pacciamatura. Sarebbe opportuno prevenire la comparsa delle piante
infestanti coprendo il terreno attorno alle piante dopo la messa dimora di
bulbi, rizomi e/o tuberi, con uno strato di 3-4 centimetri di spessore, di
corteccia di pino o compost.
Rosai. Dal mese di maggio, con
l'arrivo dei primi caldi dovete provvedere a stendere ai piedi dei rosai una
pacciamatura di materiale naturale (torba, paglia, cippatura, ecc.), per
limitare l'evaporazione dell'acqua, mantenere più fresche le radici e
contenere la crescita delle erbe infestanti.
Potatura estiva. Eliminate i fiori appassiti dai rosai rifiorenti e
soprattutto dagli ibridi di Tea, accorciando gli steli di circa un terzo;
recidete al di sopra di una gemma rivolta verso l’esterno quando incontrate
una vera foglia (VEDI DISEGNO). Non asportate i fiori dai rosai che
producono frutti decorativi, come per esempio rose botaniche e Rosa rugosa,
poiché rallegreranno con i loro caldi colori il giardino in autunno.
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| Rosai. La potatura
estiva consiste nell’eliminare dai rosai ibridi di Tea e da
quelli rifiorenti circa un terzo
del ramo che ha portato il fiore. Il taglio va eseguito
appena sopra la prima vera foglia (a),
alla cui ascella appare una gemma rivolta verso l’esterno
(vedi freccia) |
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Irrigazione. Se la stagione si presenta siccitosa irrigate, senza
bagnare la vegetazione, sia i rosai di recente impianto che quelli più
vecchi. Irrigate con maggior frequenza i rosai coltivati in vaso rispetto a
quelli messi in piena terra.
Altri lavori. Eliminate prontamente i getti che spuntano sul tronco
al di sotto del punto d'innesto o dalle radici (selvatici).
Arbusti e alberi. Le piante del
giardino si presentano in questo periodo nella fase di maggior rigoglio e
bellezza. Tante le specie in fioritura, tra cui maggiociondolo, filadelfo,
viburno, kerria, meli e ciliegi da fiore, ecc.
Irrigazione. In questo periodo non fate mai mancare acqua alle
piante. Irrigate con regolarità, soprattutto se la stagione è secca,
preferibilmente nelle ore serali o al mattino presto, rigorosamente sotto
chioma e senza bagnare le foglie. È consigliato predisporre un impianto
d'irrigazione a goccia, sia per evitare l'incombenza di bagnare sia
nell'ottica di un risparmio d'acqua.
Concimazione. La maggior parte delle piante sono in fioritura,
pertanto somministrate concimi con alto titolo di potassio e fosforo una
volta al mese; per dosi e modalità attenetevi scrupolosamente alle
indicazioni riportate in etichetta.
Tappeto erboso. Grazie
alle temperature più miti e all'allungamento delle ore di luce, il tappeto
erboso ha ripreso a vegetare con sempre maggior vigore. Tra i lavori che
vanno eseguiti a regola d'arte per averlo sempre bello e sano vi è anche
quello del taglio (VEDI DISEGNO), che deve essere effettuato
utilizzando sempre un rasaerba con lama ben affilata.
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| Il taglio del tappeto erboso.
Non si fa così: se
la lama del rasaerba non si trova in buone condizioni di
manutenzione (vedi A), il taglio dell’erba
risulterà come riportato nel disegno, con evidente
sfilacciatura nei punti di taglio delle foglie, le quali
successivamente ingialliranno e seccheranno, conferendo al
tappeto erboso un brutto aspetto dal punto di vista
estetico. Sì fa così: se
invece la lama del rasaerba è ben affilata (vedi
B), il taglio dell’erba risulterà perfetto nei punti di
taglio, come riportato nel disegno. A fine operazione
asportate sempre i residui del taglio |
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L'altezza e la frequenza dei tagli dipendono dalla tipologia del prato:
se rustico, costituito cioè da specie a foglia larga (loietto), eseguite il
taglio a un'altezza di circa 4-6 centimetri, ogni 10-12 giorni; se è
costituito invece da specie a foglia sottile (Agrostis e alcune Poa),
eseguite il taglio a un'altezza di circa 2-3 centimetri, ogni 4-6 giorni. In
maggio nelle zone mediterranee occorre alzare l'altezza di taglio del 25-30%
rispetto ai mesi più freschi, sia per proteggere le delicate zone del
colletto dalla forte insolazione che per ridurre l'evaporazione d'acqua dal
terreno. Nei climi di montagna e nel Nord d'Italia questa operazione va
ritardata a fine giugno-luglio, a seconda dell'andamento della stagione.
Irrigazione. Non fate mai mancare acqua al tappeto erboso: ricordate
che il momento migliore per irrigare è tra le 4 e le 6 del mattino; in
questo momento della giornata si riducono le perdite per evaporazione e non
si verificano dannosi sbalzi di temperatura a carico dell'erba, che
potrebbero indurre un rallentamento della crescita.
Piante in vaso da fiore.
È il momento di portarle all'aperto, se non lo avete già fatto (regolatevi
chiaramente secondo l'andamento climatico della vostra zona). Non mettetele
però in pieno sole, ma abituatele gradualmente, prima aprendo durante le ore
centrali del giorno le aperture del locale di svernamento, poi
posizionandole all'esterno, in un angolo esposto a sud.
Rinvaso. A maggio, se non l'avete già fatto, procedete
tempestivamente al rinvaso degli esemplari che necessitano di tale
intervento. Nel caso di piante dai rami "fragili", come per esempio le
fucsie, eseguite tale operazione a metà giornata, in modo da maneggiare
piante "flessibili" (i fusti avranno già perso una certa quantità d'acqua e
si presenteranno quindi meno turgidi) che non corrano il rischio di
spezzarsi. Operate preferibilmente in una giornata poco calda. Il giorno
prima del rinvaso bagnate abbondantemente le piante: eviterete che soffrano
per lo stress causato da questa operazione.
Irrigazione. Le piante possono richiedere irrigazioni quotidiane, in
base all'andamento stagionale. In maggio è preferibile irrigare a metà
mattina. Ricordatevi di non lasciare mai acqua nel sottovaso: correreste
infatti il rischio di provocare asfissia e/o marciumi a livello delle
radici.
Concimazione. Altro importante lavoro che bisogna effettuare in
questo periodo, come del resto durante tutta la bella stagione, è quello
della concimazione: la cosa migliore è di concimare le piante ad ogni
irrigazione, somministrando metà dose di prodotto rispetto a quella
consigliata in etichetta. Utilizzate concimi specifici per piante da fiore
reperibili in tutti gli empori agrari e garden center.
Piante d'appartamento. A seconda del
clima della vostra zona, portate all'aperto le piante d'appartamento
collocandole in una posizione ombreggiata. Non mettetele assolutamente al
sole diretto: le foglie si ustionerebbero e la pianta potrebbe anche morire.
Una volta fuori, eliminate la patina di polvere eventualmente depositatasi
nel corso dell'inverno irrorandole con acqua a temperatura ambiente.
Eliminate poi le foglie rovinate, ingiallite e/o spezzate.
Rinvaso. Se in questo periodo la vostra Clivia miniata ha già
esaurito la fioritura, e se le sue radici hanno riempito tutto il vaso, sino
a fine maggio siete
in tempo per rinvasarla (VEDI FOTO D).
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| D- Piante d'appartamento.
Se le radici della vostra Clivia miniata hanno riempito
tutto il vaso, sino a fine maggio siete in tempo per
rinvasarla, dopo che ha esaurito la fioritura (vedi foto) |
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Se vi è possibile aggiungete al terriccio del concime in granuli o in
polvere specifico per piante d’appartamento o da fiore, mediamente un
cucchiaino raso da caffè per litro di terriccio: in questo modo garantirete
alla pianta una «provvista di cibo» per alcune settimane (durata variabile a
seconda del tipo di concime).
Irrigazione. Irrigate abbondantemente, anche tutti i giorni, sempre
in funzione dell'andamento stagionale e della tipologia delle piante: la
sansevieria, per esempio, va sempre irrigata pochissimo. Evitate l'uso di
sottovasi, nei quali l'acqua, ristagnando, potrebbe causare dannosi marciumi
a livello delle radici.
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La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro
tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti"
e "non classificati" si possono
comperare senza
"patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti
contrassegnati
come "molto tossici", "tossici"
e "nocivi" data la loro pericolosità. |
Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel
supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
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I lavori da eseguire nell’orto in maggio.
In questo periodo proseguite e/o completate le semine e i trapianti in pieno
campo degli ortaggi caratteristici dell'estate (pomodoro, peperone,
melanzana, zucchino, zucca, fagiolo e altri ortaggi).
Installate solidamente i sostegni per quelle piante che hanno bisogno di
arrampicarsi (ad esempio fagiolo e fagiolino di varietà rampicanti) o che
per fornire il meglio delle loro produzioni devono essere sorrette (pomodoro
di varietà indeterminate, cioè che si sviluppano di continuo in altezza,
cetriolo e cetriolino, melanzana, peperone, zucchino e, volendo, melone,
zucca e anche anguria a frutto piccolo).
Collocate nelle aiole i sostegni possibilmente prima di eseguire
la semina o il trapianto, per non disturbare in seguito la crescita delle
piante.
Eliminate con assiduità dalle aiole le piante infestanti, che in questo
periodo si possono sviluppare in modo così abbondante e che, se non
controllate, potrebbero soffocare le coltivazioni (ad esempio di cipolla e
carota). Intervenite a mezzo di zappature e/o estirpature superficiali. In
prossimità degli ortaggi togliete le infestanti con le mani, per evitare di
sradicare le piante coltivate, soprattutto quando sono ancora di ridotte
dimensioni. Per limitare o eliminare del tutto questo lavoro, che talvolta
può risultare faticoso, potete adottare la pacciamatura con teli plastici
scuri o con alcuni prodotti vegetali, specialmente la paglia, che non è
difficile da reperire nelle località di campagna. Per un lavoro razionale
accoppiate alla pacciamatura, specialmente se realizzata con teli plastici,
la manichetta per l'irrigazione. Se non usate la pacciamatura, per irrigare
scegliete di preferenza, nelle colture in cui è possibile, il metodo per
scorrimento-infiltrazione laterale dentro solchi (VEDI
DISEGNO). In questo caso dovete rincalzare le piante (cioè dare loro terra)
per formare i canaletti in cui far scorrere l'acqua. Con questi due
sistemi d'irrigazione non si bagnano foglie, fiori e frutti (parte
aerea della pianta) e quindi si rende più difficile o meno intenso
l'attacco di malattie causate da funghi microscopici, come
peronospora, septoria ed altre malattie.
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| Irrigazione. Per irrigare scegliete, nelle
colture in cui è possibile, il metodo per
scorrimento-infiltrazione laterale dentro solchi (1),
oppure predisponete sotto la pacciamatura, specialmente se
realizzata con teli plastici, la manichetta per
l'irrigazione (2) |
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Se non avete alternative e
l'unico sistema di irrigazione che potete impiegare è quello a
pioggia, cercate di dare acqua al mattino. Irrigate prima che vi sia
una forte insolazione, in modo che le piante si asciughino il più
rapidamente possibile per evitare scottature sulla vegetazione.
Cercate anche di non esagerare con le quantità d'acqua, perché gli
eccessi e i ristagni che si possono formare nelle aiole sono di
frequente causa di marciumi alle radici e al colletto (la parte che
si trova tra le radici e il fusto) delle piante, e anche di
spaccature dei frutti.
Ortaggi in coltura protetta. Controllate di continuo gli ortaggi
in coltura protetta aumentando gli arieggiamenti durante il mese. Gli
eccessi di calore possono infatti arrecare danni assai gravi alle colture,
come il blocco della vegetazione (VEDI
FOTO E), la caduta dei fiori, la scottatura di foglie e
frutti.
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| E- Arieggiamento dei tunnel. Solo nelle
località più fresche in maggio è presente la coltura della
lattuga sotto tunnel. Arieggiate in ogni caso con regolarità
perché eccessi di calore possono arrecare gravi danni alle
coltivazioni (ad esempio un blocco della vegetazione) |
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Per eseguire con maggiore razionalità gli arieggiamenti potete collocare
sotto le protezioni un termometro di minima e massima, dalla cui lettura
potete individuare meglio il momento opportuno per l'apertura e la chiusura
dei tunnel. Anche nelle colture protette irrigate con frequenza, ma senza
esagerare con le quantità d'acqua. Evitate in ogni caso di bagnare la parte
aerea delle piante per non provocare scottature a foglie e frutti e per non
favorire l'insorgere di malattie fungine. Se disponete d'acqua fredda è
opportuno che la facciate sostare per alcune ore dentro alcuni contenitori
prima di usarla, in modo che si possa riscaldare (la temperatura dell'acqua
dovrebbe essere almeno di 20 °C).
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SEMINE E TRAPIANTI
DI MAGGIO
Potete seminare in piena aria (pianura
padana) ai primi del mese di maggio: cetriolo e cetriolino,
cicoria e lattuga da taglio, cocomero, melone, pomodoro,
ravanello, spinacio di varietà estive, zucca.
Potete seminare in piena aria (pianura
padana) dai primi del mese di maggio in poi: cardo,
cavolfiore precoce, cappuccio estivo-autunnale, verze precoci e
tardive.
Potete seminare in piena aria (pianura
padana) per tutto il mese di maggio: basilico, bietola da
costa e da orto, carota, fagiolo e fagiolino, indivia riccia e
scarola, lattuga a cappuccio estiva, porro, prezzemolo, rucola,
sedano, zucchino. Potete trapiantare in piena aria (pianura
padana) ai primi del mese di maggio: cetriolo e cetriolino,
cocomero, indivia riccia, melanzana, melone, peperone e
peperoncino, pomodoro, sedano, zucca, zucchino.
Potete trapiantare in piena aria
(pianura padana) da fine mese di maggio: cappuccio
estivo-autunnale, lattuga estiva, scarola. |
Lattuga da taglio. Dai primi
di maggio, se volete, potete ancora seminare (ultime raccolte entro
giugno). Pulite le aiole dalle piante infestanti e irrigate molto
moderatamente, ma in modo ripetuto. Non date acqua in pieno sole, ma
preferibilmente dopo il tramonto, o la mattina molto presto in modo
che le piante possano asciugarsi prima di ricevere la massima
insolazione ed evitino di scottarsi. Raccogliete piccoli
quantitativi alla volta per utilizzare un prodotto sempre fresco.
Melanzana. Ai primi di maggio
continuate il trapianto in pieno campo (iniziato a fine aprile), preferendo
piantine con pane di terra. Pulite le aiole dalle piante infestanti se non
avete adottato la pacciamatura, adoperando una zappa o un estirpatore.
Concimate in copertura e irrigate. Anche per la melanzana è consigliabile
predisporre i sostegni prima sotto tunnel e poi in pieno campo. Già dalla
fine di maggio potete iniziare, nelle colture sotto ampie protezioni, la
raccolta di qualche frutto.
Patata. In maggio ultimate la
rincalzatura delle piante di patata (VEDI FOTO F).
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| F- Patata. In maggio ultimate la
rincalzatura delle piante di patata, utilizzando una piccola
assolcatrice manuale oppure, nel caso di una piccola
superficie, una zappa o un badile. Questo intervento, oltre a facilitare
la crescita dei tuberi e limitare l'inverdimento di quelli più superficiali,
contribuisce a mantenere le aiole libere dalle piante
infestanti |
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Concimate in copertura e irrigate in mancanza di
piogge.
Avversità. In presenza delle giovani larve di dorifora (Leptinotarsa decemlineata)
intervenite con Bacillus
thuringiensis varietà tenebrionis (irritante), attenendovi sempre
alle indicazioni riportate in etichetta.
Peperone. Pulite le aiole dalle piante
infestanti se non avete adottato la pacciamatura, adoperando una zappa o un
estirpatore. Concimate in copertura e irrigate. È consigliabile predisporre
i sostegni prima sotto tunnel e poi in pieno campo. Sotto ampi tunnel, da
fine maggio possono iniziare le raccolte.
Pomodoro. Pulite le aiole dalle piante
infestanti se non avete adottato la pacciamatura, adoperando una zappa o un
estirpatore. Concimate in copertura e irrigate. È consigliabile predisporre
i sostegni prima sotto tunnel e poi in pieno campo. I trapianti possono però
proseguire per tutto maggio e fino ai primi di giugno.
Avversità. In seguito alle piogge possono crearsi le condizioni per
lo sviluppo delle prime infezioni di peronospora (Phytophthora infestans,
VEDI FOTO G), per cui è necessario proteggere le piante da questa
malattia intervenendo, immediatamente dopo le piogge, con ossicloruro di
rame-20 (non classificato) o poltiglia
bordolese-20 (irritante o
non classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in
etichetta. Questi preparati riescono a contenere contemporaneamente anche le
infezioni di septoriosi.
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| G- Avversità delle piante da orto.
Peronospora (Phytophthora infestans) su foglie di pomodoro |
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Zucca.
Da inizio maggio seminate in pieno campo e/o mettete a dimora
piantine con pane di terra. Effettuate con scrupolo la pulizia dalle piante
infestanti perché, date le distanze d'impianto elevate, è facile che nelle
prime fasi di coltivazione le erbacce si sviluppino abbondantemente; potete
impiegare tanto una zappa con lama quadrata o rettangolare che un
estirpatore. Potete anche eseguire la pacciamatura con teli plastici scuri o
con paglia. Concimate in copertura e, se necessario, irrigate.
Zucchino.
Da maggio seminate in pieno campo e/o mettete a dimora
piantine con pane di terra. Effettuate con scrupolo la pulizia dalle piante
infestanti perché, date le distanze d'impianto elevate, è facile che nelle
prime fasi di coltivazione le erbacce si sviluppino abbondantemente; potete
impiegare tanto una zappa con lama quadrata o rettangolare che un
estirpatore. Potete anche eseguire la pacciamatura con teli plastici scuri o
con paglia. Concimate in copertura e, se necessario, irrigate. Se possibile,
allevate le piante su sostegni. Dalla seconda metà di maggio, o anche prima,
procedete alle prime raccolte in coltura protetta.
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La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro
tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti"
e "non classificati" si possono
comperare senza
"patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti
contrassegnati
come "molto tossici", "tossici"
e "nocivi" data la loro pericolosità. |
Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel
supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
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Pomacee (melo, pero, cotogno). In questo periodo, con riferimento
al Nord Italia, le pomacee attraversano le fasi vegetative di "frutto-noce"
e "ingrossamento del frutto"; al Centro e al Sud l'anticipo è mediamente di
15-30 giorni e pertanto a fine giugno le piante potranno trovarsi in
avanzata fase di "ingrossamento del frutto".
Diradamento dei frutticini. Nel mese di maggio si verifica la normale
cascola (caduta a terra) fisiologica post-allegagione dei frutticini (VEDI
FOTO H). La fine di questa fase, che per talune varietà
può protrarsi fino a inizio giugno, si può accertare empiricamente
allorquando, scuotendo energicamente un grosso ramo produttivo, non si nota
più la cascola di frutticini. Al temine di questo diradamento naturale ciò
che rimane in pianta è la carica produttiva definitiva che andrà a
maturazione. È questo il momento per intervenire con il diradamento manuale
dei frutti, operazione che, assieme alla potatura, è fondamentale per
regolare la carica produttiva negli anni e migliorare la qualità delle mele.
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| H- Pomacee. In maggio, nella fase di
post-allegagione, si verifica la cascola (caduta a terra)
fisiologica dei frutticini di melo. 1-Mazzetto di
mele in cui è ben evidente il frutto destinato a rimanere
sulla pianta (vedi freccia) rispetto agli altri due
destinati a cadere naturalmente nel giro di pochi giorni.
2-La cascola può essere notevole sia nel melo
(nella foto) che nel pero |
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Concimazione. Alla fine della cascola (caduta a terra)
fisiologica dei frutticini si deve operare una scelta importante
anche per quanto riguarda il completamento della concimazione di
produzione. Si tratta infatti di una pratica da non eseguire in modo
generalizzato, ma che va riservata solo agli alberi ben carichi di
frutta coltivati su terreni di media o scarsa fertilità Gli elementi
nutritivi da apportare in questo periodo sono l’azoto e il potassio,
rispettivamente nella quantità di 2-4 chilogrammi e di 4-5
chilogrammi ogni 1.000 metri quadrati di frutteto. I concimi più
indicati sono quelli molto solubili, come solfato ammonico, nitrato
di calcio, solfato potassico o nitrato potassico.
Potatura verde. Negli alberi molto vigorosi si sviluppano
numerosi succhioni, i classici rami eretti, molto forti che crescono
nelle parti alte. Essi non portano produzione e non sono nemmeno
utili per il rinnovo del legno a frutto; vanno quindi eliminati
precocemente per favorire l'illuminazione e l'attività vegetativa
della parte produttiva della chioma; questa operazione prende il
nome di "scacchiatura". Se il loro numero è notevole non toglieteli
tutti, per non esporre troppo rapidamente alla luce solare ampie
porzioni di vegetazione sottostante col rischio di causare il
classico "colpo di sole" sui frutti non abituati alla luce diretta
del sole.
Avversità. Da metà-fine maggio potete iniziare i trattamenti per
prevenire la butteratura amara (VEDI FOTO I).
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| I- Avversità delle pomacee.
Iniziate in questo periodo i trattamenti per prevenire la
butteratura amara, la nota alterazione che si manifesta
sulla buccia delle mele con tacche brunastre, sotto le quali
si osservano piccoli glomeruli suberosi (di consistenza
simile a quella del sughero), glomeruli che possono trovarsi
anche all'interno della polpa. I frutti molto colpiti
assumono un sapore amaro, da cui deriva il nome
dell'alterazione. L'alterazione trae origine da una mancanza di calcio nel
frutto per cui la principale forma di prevenzione è
l'apporto di questo elemento minerale per via fogliare. Si
può impiegare il comune cloruro di calcio in scaglie, il
sale abitualmente usato d'inverno per sciogliere il ghiaccio
sulle strade, oppure uno dei tanti prodotti commerciali
antibutteratura, sempre a base di cloruro di calcio |
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Nel mese di maggio, caratterizzato spesso da eventi piovosi, è ancora
molto alto il rischio di infezioni di ticchiolatura. Alla fine di maggio
controllate attentamente il vostro frutteto (almeno 100-200 foglie e 100-200
frutti scelti a caso su almeno 10 piante): se non trovate nessuna macchia,
sospendete gli interventi contro la ticchiolatura, se trovate macchie,
continuate gli interventi con ossicloruro di rame-20 (non
classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate in
etichetta.
Drupacee (pesco e nettarina, albicocco, susino, ciliegio).
In questo periodo, con riferimento al Nord Italia, le drupacee
(pesco, susino e albicocco) si possono trovare in fase di "frutto-noce",
"ingrossamento del frutto", "invaiatura" e "maturazione"; al Centro e al Sud
l'anticipo è mediamente di 15-30 giorni e pertanto a fine giugno le piante
possono trovarsi in avanzata fase di "ingrossamento del frutto" e in quelle
successive di "invaiatura" e "maturazione".
Potatura verde delle piante in allevamento e in produzione. In maggio
vanno curate in modo particolare le potature verdi. La forma di allevamento
che trattiamo è il vaso a tre branche, adatto sia ai frutticoltori
professionisti che agli hobbisti. Gli astoni (nel primo anno), che avete
posto a dimora durante l'inverno, a maggio avranno emesso numerosi germogli
i quali avranno una lunghezza di circa 30 centimetri. Se a fine aprile non
avete effettuato la scelta dei germogli che andranno a formare le branche, a
maggio siete ancora in tempo per effettuare questa operazione. Selezionate
tre germogli della stessa pezzatura, sfalsati lungo l'astone di circa 5-10
centimetri l'uno dall'altro e distanziati di circa 120° sul piano
orizzontale, e cimate tutti i germogli in soprannumero. La cimatura deve
essere effettuata quando alla base delle foglie non si sono ancora formate
le gemme, altrimenti dopo qualche giorno i germogli riprenderanno a
vegetare. Questi ultimi, con la loro presenza, hanno la funzione di
proteggere i tre prescelti da eventi meteorici o danni da uccelli. Sempre in
maggio, proseguite con gli interventi di potatura verde nelle piante in
produzione fino all'epoca del diradamento. Potete strappare con le mani i
germogli che si trovano all'estremità delle branche o in corrispondenza di
grossi tagli: lo strappo dei germogli eseguito a maggio non causa grosse
ferite e non pregiudica la vitalità della branca; la cicatrizzazione delle
ferite è molto rapida, anche senza applicare mastici cicatrizzanti.
Diradamento dei frutticini. A fine maggio dovete diradare i frutti,
intervento molto importante da effettuare prima che il nòcciolo indurisca
(VEDI FOTO L).
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| L- Drupacee.
Nelle varietà a maturazione precoce o media il diradamento
dei frutti di pesco deve iniziare prima dell'indurimento del
nòcciolo (se si taglia trasversalmente un frutto con la
forbice, il nòcciolo non deve opporre resistenza); nelle
varietà tardive l'operazione può invece essere rimandata a
subito dopo l'indurimento. Nelle nettarine è opportuno
intervenire dopo la prima cascola (caduta a terra) dei
frutti |
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Le pesche bianche vanno diradate energicamente, mentre per le nettarine,
specialmente quelle tardive (nelle quali si verificano due cascole durante
la stagione), il diradamento deve essere più leggero. Tenete inoltre
presente che le varietà a maturazione precoce vanno diradate di più di
quelle a maturazione tardiva, poiché mentre per le prime dalla fioritura
alla raccolta trascorrono solo 90 giorni, per le varietà tardive possono
passare oltre 150 giorni.
Concimazione. Alle piante in produzione, se producono meno di
30 chilogrammi per albero e hanno già una decina di anni, non effettuate
concimazioni, le quali stimolerebbero solo la vegetazione. Se invece la
produzione stimata supera i 50 chilogrammi e il diradamento di fine maggio è
stato severo, vale la pena somministrare 500 grammi per pianta di un concime
composto tipo NPK 12-6-18. Anche in questo caso il concime deve essere
sparso alla periferia dell'area sottostante la chioma e solo nel caso si
disponga di acqua per l'irrigazione. Anche sulle piante in produzione è
opportuno non effettuare concimazioni oltre il mese di giugno.
Avversità. I frutti dell'albicocco, del ciliegio e delle varietà di
pesco, nettarina e susino a raccolta precoce possono andare soggette, in
prossimità della raccolta, ad attacchi di monilia (VEDI FOTO M).
Questa malattia è favorita da un andamento stagionale umido. In genere in
frutteti familiari non sono necessari interventi specifici, tuttavia in
condizioni di rischio particolare è possibile effettuare un intervento
cautelativo con bitertanolo-44,7 (non classificato),
attenendovi sempre alle indicazioni riportate in etichetta.
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| M- Avversità delle drupacee. Frutti di
ciliegio colpiti dalla monilia (1). Danni da cidia
molesta su
un frutto di pesco (2) |
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Gli attacchi delle larve di prima generazione della cidia molesta si sono verificate a partire dal mese di aprile; nei mesi di
maggio e giugno la cidia molesta (VEDI FOTO M) compie la sua
seconda generazione e questa è in assoluto la più pericolosa, perché
se non si riesce a contenerla efficacemente, sarà poi difficile
controllare la popolazione dell'insetto per il resto della stagione.
Il volo degli adulti inizia in genere verso la fine del mese di
maggio, o anche prima se la stagione è molto in anticipo. È molto
importante controllare le trappole installate in marzo e verificare
il numero degli adulti catturati. Sei-sette giorni dopo il
superamento della soglia di 10 adulti per trappola e per settimana è
necessario effettuare un intervento con spinosad-44,2 (non
classificato), attenendovi sempre alle indicazioni riportate
in etichetta. L'intervento va ripetuto dopo circa 10 giorni. Se non
impiegate le trappole, cosa abbastanza rischiosa perché il periodo
di volo degli adulti può subire delle variazioni a seconda delle
zone, intervenite indicativamente nei primissimi giorni di giugno
con lo spinosad come prima indicato.
Agrumi. In maggio si
raccolgono in genere solo le varietà bionde tardive di arancio, quali
Valencia late e Ovale detto anche Calabrese, e il limone Femminello prodotto
dalle fioriture tardive denominato «bianchetto» o «maiolino».
Potatura. Ritardate la potatura del limone in caso il periodo sia
particolarmente piovoso, in modo da non esporlo alle infezioni da «malsecco».
Ricordate poi di trasportare velocemente fuori dell’appezzamento della
potatura i residui di potatura, onde ridurre il possibile contagio della
malattia.
Reinnesto. In questo periodo potete anche eseguire il reinnesto delle
varietà che non sono più remunerative. La prima regola da seguire è quella
di conoscere bene le caratteristiche climatiche della zona: per il buon
esito dell'operazione è necessario clima caldo e asciutto. Se la zona in cui
è localizzato l'agrumeto è umida e piovosa, posticipate l'innesto a giugno;
viceversa, se la zona è calda e asciutta, anticipatelo a maggio.
Incisione anulare. La varietà clementine comune può avere una
percentuale di allegagione molto bassa. Per ovviare a quest'inconveniente si
ricorre all'incisione anulare (VEDI FOTO N).
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| N- Agrumi. Per favorire l'allegagione di
alcuni tipi di agrumi, in maggio, alla caduta dei petali, si
può ricorrere all'incisione anulare (1), vale a dire
un'incisione circolare della corteccia eseguita con un
coltello o un'apposita cesoia (2) senza
asportarne alcuna porzione, da effettuare precocemente, in
maggio, alla caduta dei petali. Se le piante sono adulte,
l'incisione va eseguita sulle branche principali, se sono
giovani direttamente sul tronco, sopra il punto d'innesto.
Non va eseguita su piante troppo giovani (sotto i 6 anni) |
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Olivo. In questo periodo, con
riferimento al Nord Italia, l'olivo si trova nelle fasi di
"mignolatura" (comparsa dei boccioli fiorali) e "fioritura"; al
Centro e al Sud l'anticipo è mediamente di 15-30 giorni e pertanto a
fine giugno le piante potranno trovarsi nelle successive fasi di "allegagione"
e "accrescimento del frutto".
Irrigazione. Le giovani piante di olivo appena
messe a dimora e anche quelle al secondo anno possono andare
incontro facilmente a sofferenza per siccità se non piove, anche se
sono state protette con la pacciamatura. Le irrigazioni di soccorso
sono dunque indispensabili, specialmente se il terreno è magro e di
limitato spessore.
Innesti. In questo periodo si ricorre agli innesti che
vengono eseguiti quando la corteccia si stacca facilmente, cioè
quelli a corona e quelli a pezza e ad anello (VEDI DISEGNO).
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| Olivo. Innesto ad anello (o a zufolo). 1-Si
preleva il nesto (a) costituito da un anello di
corteccia, alto circa 2 centimetri, munito di due gemme
(nell'olivo sono contrapposte e pertanto nel disegno la
seconda gemma non si vede). 2-Il portinnesto si può
preparare asportando un anello delle stesse dimensioni
oppure, come in figura, tagliando delle strisce di
corteccia, alte quanto l'anello, senza asportarle. 3-In
questo caso si riporta poi la corteccia a coprire l'anello
inserito, lasciando libera la gemma. 4-Si lega infine
con nastro di plastica |
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Avversità. A maggio si devono posizionare sugli alberi di olivo le
fasce di resinato di lana in particolare sul tronco e sulle grosse branche,
per difendere la pianta dall'oziorrinco che in questo mese riprende la sua
attività a danno delle foglie dei germogli. Questo insetto, lungo 6-8
millimetri e di colore bruno scuro, lavora soprattutto di notte; di giorno
si nasconde nel terreno alla base delle piante mentre di notte sale sugli
alberi dove si nutre delle giovani foglie. La sua attività è maggiore nel
periodo primavera-inizio estate, si arresta nei mesi più caldi e riprende
nel periodo autunnale. Le foglie rosicchiate dall'oziorrinco (VEDI FOTO O) presentano
erosioni a forma di semiluna che possono essere anche abbastanza profonde e
giungere sino alla nervatura principale della foglia.
In questo periodo controllate la popolazione della tignola dell'olivo (VEDI
FOTO O).
Castagno. In questo periodo
gli interventi che riguardano le piante di castagno sono molto
ridotti.
Irrigazione. Per le piante poste a dimora nell'autunno 2011 o
a fine inverno 2012, nel caso in cui si verificassero condizioni di
protratta siccità, è indispensabile intervenire già nel mese di
maggio con irrigazioni di soccorso a cadenza bisettimanale,
somministrando 10-15 litri di acqua per pianta nel raggio di un
metro attorno al ceppo.
Impalcatura della pianta. Se gli interventi necessari per la
formazione di una corretta impalcatura della pianta non sono ancora
stati eseguiti, si deve provvedere all'eliminazione dei rami
laterali presenti lungo il tronco fino all'altezza di 2,2-2,5 metri
e all'eliminazione, con taglio raso al suolo, dei polloni che si
originano dal ceppo.
Sfalcio dell'erba. Al fine di garantire un tempestivo controllo
delle erbe spontanee che esercitano una competizione diretta con le
piante di castagno per quanto riguarda i nutrienti e l'umidità del
terreno, si interviene con lo sfalcio periodico o la trinciatura
ogni qual volta esse raggiungano l'altezza di 15-20 centimetri: in
tal modo si evita che si formino alla base dei castagni fitte corone
di erba che tendono a creare condizioni di ombreggiamento e
persistenza dell'umidità, ideali per l'instaurarsi di agenti di
malattie fungine e degli insetti nocivi.
Actinidia (kiwi). In questo periodo,
con riferimento al Nord Italia, l'actinidia attraversa le fasi di
"fioritura", "allegagione" e "accrescimento dei frutticini"; al Centro e al
Sud l'anticipo è mediamente di 15-30 giorni e pertanto a fine giugno le
piante potranno trovarsi nella successiva fase di "sviluppo dei frutti".
Potatura verde delle piante in allevamento e in produzione. Se volete ottenere delle piante correttamente
allevate e con minori problemi in fase di potatura invernale, in questo
periodo dovete curare in modo particolare le potature verdi, sia delle
piante in allevamento che di quelle in produzione. Per le piantine di
actinidia (kiwi), di primo anno proseguite la legatura dei germogli,
iniziata a fine aprile, a fascio senza stringerli troppo: questo modo di
procedere favorirà un grande sviluppo dell'apparato fogliare e radicale,
presupposto essenziale per ottenere nel futuro delle piante particolarmente
robuste. Se qualche germoglio forma il "codino di porco" non preoccupatevi:
altri germogli proseguiranno nello sviluppo. Teneteli tutti, tranne qualcuno
troppo vicino a terra, per favorire lo sviluppo della parte aerea e
radicale.
La fioritura delle piante in produzione di actinidia (kiwi) avviene, di
norma, nella seconda decade di maggio. Tutte le operazioni che aiutano la
circolazione del polline sono quanto mai utili per ottenere dei frutti di
grossa pezzatura. Una decina di giorni prima della fioritura speronate tutti
i germogli pelosi che crescono sul cordone permanente o in corrispondenza di
grossi tagli: se lasciati ostacolerebbero la circolazione del polline e
fornirebbero, il prossimo anno, delle produzioni localizzate alla fine del
tralcio, con molti frutti piatti e tripli. Tagliate questi germogli alla
lunghezza di qualche centimetro lasciando solo le due foglioline basali: in
molti casi ricacceranno dando origine, quasi sempre, ad uno o due germogli
utilizzabili il prossimo anno. Prima della fioritura potete cimare tutti i
germogli che portano la produzione e che in questo periodo hanno un forte
accrescimento; effettuate la cimatura in corrispondenza dell'ultimo bottone
fiorale o un paio di foglie dopo di esso. In questo periodo non si devono
cimare i germogli che, partendo in prossimità del cordone permanente,
possono servire per la produzione futura.
Il diradamento dei bottoni fiorali favorisce l'impollinazione. Oltre
ad una potatura invernale e ad una potatura verde corrette, tra le
operazioni che favoriscono l'impollinazione assai importante è il
diradamento dei bottoni fiorali (VEDI FOTO P) da effettuare prima
della fioritura.
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  |
| P- Actinidia (kiwi). Pianta di actinidia
(kiwi) in produzione prima (1) e dopo (2) il
diradamento dei bottoni fiorali. Per ottenere produzioni di
qualità è necessario eliminare i bottoni fiorali appiattiti
(a) ed effettuare il diradamento di quelli tripli,
eliminando i due laterali (b) e lasciando solo quello
centrale. L'operazione in questa fase si esegue prima della
fioritura e risulta particolarmente veloce |
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Irrigazione. Ponete particolare attenzione all'irrigazione,
specialmente prima della fioritura delle piante, sia maschili che
femminili, se volete che i fiori maschili producano polline fertile
e che quelli femminili siano altamente ricettivi. Non somministrate
troppa acqua a ridosso dei fusti, poiché in quella zona l'apparato
radicale è molto fitto e impedisce all'acqua di evaporare, con il
pericolo di innescare, specie nei terreni argillosi, marciumi da
fitoftora.
Piccoli frutti (lampone, mirtillo, mora giapponese, ribes, rovo senza spine,
uva spina). La raccolta dei primi frutti sulle varietà di lampone
unifere più precoci inizia a partire dalla terza decade di maggio. La
maturazione dei frutti avviene in modo scalare e la raccolta deve essere
ripetuta ogni 3-4 giorni: intervenire ad intervalli più distanziati (7-8
giorni) può provocare un'accentuata cascola (caduta) di frutti maturi. I
primi frutti che giungono a maturazione sono quelli situati nelle posizioni
più elevate della pianta.
Altri lavori. Prima di iniziare l'operazione di raccolta dovete
svolgere i seguenti lavori: sfalciatura dell'erba nell'interfila ad
intervalli di 15-20 giorni negli impianti inerbiti; l'erba alta riduce
infatti la ventilazione delle piante e favorisce lo sviluppo della botrite
(agente del marciume dei frutti); lavorazioni superficiali negli impianti
con terreno lavorato al fine di mantenerlo fresco e di eliminare le
eventuali erbe infestanti; estirpazione manuale delle infestanti sulla fila
delle piante.
Specie da frutto minori. Già da
questo mese può essere
necessario eliminare i polloni nati dalle radici dell'albero di giuggiolo.
Nel caso però vi interessi preparare una nuova pianta, mantenete il migliore
per estirparlo a fine stagione, dopo la caduta delle foglie: se l'albero
originario non era innestato, la nuova pianta sarà uguale a quello;
altrimenti il pollone andrà in seguito innestato con la varietà desiderata.
Nespolo comune. In questo periodo per il nespolo comune possono
essere necessari interventi per eliminare i polloni che eventualmente
sorgono intorno alle piante, specialmente se il loro portinnesto è il
cotogno.
Nocciòlo. Negli impianti di recente costituzione è importante
mantenere il terreno libero da infestanti tramite sarchiature e zappature,
per un raggio di 30-50 centimetri attorno alla pianta in fase di
allevamento, abbinate a lavorazioni dell'interfila (fresature e/o
erpicature). Queste operazioni colturali sono da considerare indispensabili
dove non è possibile eseguire irrigazioni di soccorso, poiché mantengono il
terreno libero da infestanti e "impongono" alle piante di esplorare strati
di terreno più profondi.
|
La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro
tossicità per l'uomo e per gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti"
e "non classificati" si possono
comperare senza
"patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti
contrassegnati
come "molto tossici", "tossici"
e "nocivi" data la loro pericolosità. |
Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel
supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
|
|
In questo periodo, con riferimento al Nord Italia, la vite attraversa molto
velocemente le fasi vegetative di "grappoli visibili", "grappoli separati",
"bottoni fiorali visibili", "fioritura" (VEDI FOTO Q) , "allegagione" e "ingrossamento
degli acini"; al Centro e al Sud l'anticipo è mediamente di 15-30 giorni e
pertanto a fine giugno le piante potranno trovarsi nelle successive fasi di
"ingrossamento degli acini", "pre-chiusura del grappolo" e "chiusura del
grappolo".
 |
| Q- Vigneto. In questo periodo la vite si avvia
graduatamente alla fioritura; i mesi di maggio e giugno
rappresentano la fase determinante del ciclo vegetativo con
tutti i riflessi che ciò può avere sulla qualità e quantità
di produzione |
|
Lavori.
Il mese di maggio rappresenta il periodo più impegnativo e cruciale
dell'intero ciclo vegetativo della vite: il viticoltore è impegnato con i
trattamenti antiparassitari e con un complesso di lavori, diretti a regolare
la chioma e la produzione, vengono riuniti nel grande gruppo delle
cosiddette "potature verdi". La gestione del suolo e le cure ai giovani
vigneti in allevamento completano i lavori di questo periodo.
Potatura verde nei vigneti in produzione.
La potatura verde comprende tutti gli interventi che consentono di
equilibrare il rapporto tra superficie fogliare e quantità di uva, di
selezionare i tralci più adatti alla produzione e di creare un ambiente
idoneo alla maturazione dell'uva, favorendo l'aerazione e l'insolazione dei
grappoli. In ordine cronologico tali interventi sono i seguenti:
spollonatura (si eliminano i germogli che si originano direttamente dal
legno vecchio nella porzione basale del fusto, normalmente la porzione
verticale. I polloni sono piuttosto vigorosi e non portano uva, quindi
sottraggono energie ai germogli produttivi; inoltre possono ridurre
l'aerazione dei grappoli sovrapponendosi alla parete fogliare con riflessi
negativi sulla sanità delle uve e della chioma. Per eliminarli occorre
intervenire precocemente, quando i polloni hanno lunghezza inferiore ai
15-20 centimetri). Scacchiatura o diradamento dei germogli (è
l'operazione che completa la spollonatura nella porzione di fusto che porta
le gemme produttive. Essa consente di lasciare alla pianta solo i tralci che
portano i grappoli, nelle posizioni assegnate dalla forma di allevamento, e
quelli strettamente indispensabili per assicurare la produzione l'anno
successivo. Consiste nell'asportazione dei germogli che non producono o che
si sviluppano sulle branche e sui tralci in posizione non desiderata).
Defogliazione (è una pratica che consiste nell'asportazione delle foglie
che coprono i grappoli al fine di migliorarne l'arieggiamento e
l'insolazione. Viene utilizzata soprattutto nelle aree viticole più fredde e
per le varietà a bacca rossa, che migliorano così l'accumulo di polifenoli
(sostanze che regolano la colorazione, la struttura e gli aromi delle uve e
dei vini), mentre è meno utilizzata in zone calde e per le uve bianche, che
possono essere danneggiate e perdere profumi e aromi a seguito di una forte
insolazione). Cimatura dei tralci (quando i tralci in accrescimento
escono dalle strutture di sostegno e dagli spazi loro assegnati dalla forma
di allevamento, allungandosi caoticamente in tutte le direzioni e rischiando
così di andare a coprire l'uva in maturazione, dovete intervenire con la
cimatura. Essa consiste nel tagliare la parte terminale dei tralci e delle
femminelle. La cimatura è indispensabile e deve essere ripetuta nei vigneti
molto vigorosi, ma può essere evitata nei vigneti in perfetto equilibrio,
dove i tralci concludono il loro sviluppo verticale nello spazio ad essi
assegnato dai fili di ferro di sostegno). Diradamento dei grappoli (è
l'intervento in verde più delicato, poiché con esso si elimina
definitivamente una certa quantità di produzione quando la raccolta è ancora
lontana, VEDI DISEGNO).
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| Vigneto. Lo scopo del diradamento dei grappoli è
duplice: equilibrare la produzione, soprattutto in quelle
annate in cui si accompagnano una buona fertilità delle
gemme e un'altissima allegagione; ridurre la carica di uva a
seguito di una potatura invernale troppo abbondante o per
scelte qualitative che richiedono basse produzioni |
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Potatura verde nei vigneti in allevamento.
Rappresentano tutte quelle operazioni colturali che si attuano nei primi due
o al massimo tre anni di vita del vigneto, quando esso non è ancora
produttivo. Completano le potature invernali e accompagnano lo sviluppo
della vite per fare assumere a essa la forma di allevamento prescelta. Nei
vigneti di nuovo impianto (primo anno) le barbatelle danno origine a pochi
germogli, che vanno accompagnati ai tutori con poche blande legature
seguendo il loro sviluppo; lo scopo principale del primo anno di
allevamento, infatti, è quello di favorire la crescita dell'apparato
radicale. Fate attenzione a non spezzare i germogli se dovete piegarli
quando non sono ancora lignificati alla base. Nel primo anno raramente si
opera la scacchiatura dei germogli, prevista solo per le piante
eccessivamente rigogliose.
Concimazioni.
Nelle prime fasi di accrescimento dei germogli è opportuno sostenere lo
sforzo vegetativo dei vigneti integrando l'azoto al terreno; nei vigneti
meno vigorosi e nei nuovi impianti, che devono costituire la futura
struttura, è opportuno intervenire con piccole dosi di concime: vanno
distribuiti 40-50 chilogrammi per ettaro di azoto (pari a 1 quintale per
ettaro di urea-46).
Avversità. La malattia fungina più
pericolosa in questo periodo è sicuramente la peronospora
(VEDI FOTO R).
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| R- Avversità del vigneto. Peronospora della vite:
emissione delle caratteristiche chiazze di muffa bianca
sulla pagina inferiore delle foglie |
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Perché si abbia la prima infezione sono necessarie particolari condizioni,
che molti anni fa gli studiosi di patologia vegetale sintetizzarono
nell'espressione "regola dei tre dieci";
in pratica, i germogli della vite devono essere lunghi almeno 10 centimetri,
la temperatura deve essere di almeno 10 gradi e, in corrispondenza di queste
due prime condizioni, devono cadere almeno 10 millimetri di pioggia. Se
effettuate un trattamento fungicida appena prima della scadenza del periodo di incubazione
utilizzando il
CALENDARIO, riuscirete
a bloccare ogni singola infezione di peronospora prima che questa riesca a
svilupparsi.
Tuttavia, in molte zone d'Italia, come ad esempio la pianura padana, la
pericolosità di questa malattia fungina è molto elevata, per cui è rischioso
applicare questa strategia. In questi luoghi è necessario invece intervenire
a turno fisso, in modo da garantire sempre che una certa dose di prodotto
fungicida sia presente sulla vegetazione, per bloccare le spore non appena
arrivano sulle foglie. Per i trattamenti utilizzate prodotti a base di rame,
come l'ossicloruro di rame-20 (non classificato)
oppure la poltiglia bordolese-20 (irritante o
non classificato), attenendovi sempre in
entrambi i casi alle indicazioni riportate in etichetta.
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La legislazione vigente suddivide gli antiparassitari in relazione alla loro
tossicità per l'uomo e gli animali. I prodotti contrassegnati come "irritanti"
e "non classificati" si possono
comperare senza
"patentino", che invece è necessario per l'acquisto dei prodotti
contrassegnati
come "molto tossici", "tossici"
e "nocivi" data la loro pericolosità. |
Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel
supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
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Anatra e oca. A maggio prende il via il secondo ciclo di
allevamento con l'acquisto dei piccoli di anatra (VEDI FOTO S).
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S- Anatre.
In maggio vi consigliamo l’acquisto dei piccoli di anatra di 2-3
giorni da ospitare in un ricovero con pavimento coperto da
truciolo di legno o paglia. A fine maggio-primi di giugno
i piccoli di anatra possono cominciare a usufruire del pascolo
con grande beneficio per la loro crescita
|
|
Durante
questa prima fase di allevamento non dimenticate di controllare il
consumo di alimenti e l'assenza di correnti d'aria. Già a fine maggio gli
anatroccoli possono essere liberati al pascolo. Non dimenticate, però, di
prevedere una fase di ambientamento di almeno 5 giorni; in sostanza, tempo
permettendo, aumentate gradualmente le ore di pascolo concesse agli animali
fino a consentire il pascolo per tutta la giornata nell'ultimo giorno di
ambientamento. Per quanto riguarda l'alimentazione, nei primi giorni di
vita, somministrate ai piccoli di anatra un pastone così costituito: radicchio
tagliato finissimo, uova sode in precedenza sbriciolate con i denti di una
forchetta, farina gialla di mais e cruschello di grano in parti uguali.
Dopo il primo ciclo di allevamento delle oche, lasciate l'area
destinata a pascolo vuota per almeno un mese per favorire il ripristino del
cotico erboso. In attesa dei nuovi animali (in luglio), a fine ciclo
lasciate vuoto il locale precedentemente utilizzato dalle oche senza
cambiare la lettiera (verrà sostituita completamente solo alla fine di
questo secondo ciclo). Abbeveratoi e mangiatoie vanno invece rimossi e
lavati. .
Colombo.
Data la stagione propizia alla riproduzione controllate attentamente
l'attività delle coppie in allevamento, attività che in questo mese è molto
intensa. Di norma una coppia cova due uova per volta. Se una delle uova
deposte risultasse rotta prima dell'inizio della cova destinate l'uovo
rimasto a un'altra coppia che coverà e alleverà tre piccioncini senza
particolare sforzo. In questo modo la femmina rimasta senza le uova ne
deporrà altre entro i 10 giorni successivi. In questo periodo i piccoli di
colombo per i primi 7-10 giorni di vita vengono nutriti con una sostanza
color crema di aspetto denso (chiamata "latte di colombo"), secreta dal
gozzo di entrambi i genitori; in seguito il "latte di colombo" (prodotto
sino alla terza settimana dopo la schiusa) viene mescolato con i grani
ingeriti e parzialmente predigeriti.
Gallina e pollo. La bella stagione
consente alle galline di pascolare per quasi tutto il giorno, utilizzando il
ricovero solo per il riposo serale e per la deposizione delle uova (VEDI
FOTO T).
 |
| T- Galline ovaiole.
Le galline pascolano tutto il giorno e utilizzano il
ricovero solo per il riposo e la deposizione |
|
Curate l'igiene del pollaio, dato che sono ormai mesi che ospita le
galline. Mantenete pulita la lettiera togliendo le penne cadute e
rastrellandola ogni tanto in superficie. Effettuate la raccolta delle uova
più volte al giorno per evitare eventuali rotture causate da deposizioni
ripetute nello stesso nido. Per quanto riguarda l'alimentazione, il pascolo
costituisce una buona integrazione alimentare, ma per sostenere lo sforzo
produttivo delle galline ovaiole occorre curare in modo particolare
l'alimentazione e somministrare anche un mangime del commercio al 15-16% di
proteine.
In maggio prende il via il secondo ciclo di allevamento con l'acquisto di
polli di poche settimane di vita (VEDI FOTO U).
 |
| U- Polli.
In maggio può iniziare un nuovo ciclo di allevamento con
l'acquisto di polli di poche settimane di vita. Prima di
inserire i polli nel ricovero destinato a ospitarli
distribuite truciolo pulito (7-10 centimetri) sopra la
lettiera preesistente e predisponete mangiatoie e
abbeveratoi puliti |
|
Quando si acquistano animali di poche settimane di vita, all'arrivo in
azienda è necessario distribuire a essi solo acqua da bere; la razione
alimentare verrà somministrata solo il giorno seguente. Una miscela tipo può
essere realizzata con 1 parte di mangime per pulcini (al 23% di proteine) e
3 parti di mais aziendale.
Coniglio. L'attività riproduttiva
prosegue a pieno ritmo. Dopo i parti controllate le nidiate per verificare
lo stato di salute dei conigli e il numero dei nati, provvedendo a eliminare
i coniglietti morti. Vi consigliamo di eseguire il cosiddetto "pareggiamento
delle nidiate" entro tre giorni dalla nascita, formando gruppi omogenei di
otto coniglietti per nido (ogni coniglia ha otto capezzoli attivi). A questo
scopo spostate da uno a, massimo, tre piccoli per raggiungere il numero
ottimale di otto coniglietti per nido. Le femmine che hanno ceduto tutti i
piccoli, e quindi non allattano, possono essere subito riaccoppiate. Subito
dopo lo svezzamento, i coniglietti iniziano l'ingrasso. Le migliori
condizioni di ingrasso si ottengono allevando gli animali in ambienti
oscurati (non più di otto ore di luce al giorno, suddivise tra il mattino e
il pomeriggio). Sia ai riproduttori che ai soggetti all'ingrasso
somministrate foraggi verdi asciutti o appassiti. A questo riguardo
ricordate che il passaggio dall'alimentazione secca a quella fresca deve
avvenire per gradi onde evitare l'insorgere di diarree.
Maiale. In questo periodo
primaverile si deve favorire lo sviluppo della struttura scheletrica
-
struttura che in seguito si dovrà arricchire di carne e grasso
- e
dell'apparato digestivo dei maiali all'ingrasso. È anche importante che
i suini dispongano di un abbondante pascolo dove muoversi. Devono inoltre disporre di una pozza per il bagno
di fango (VEDI FOTO V) che consente a essi di difendersi dai
parassiti e dal caldo.
 |
| V- Maiali.
I maiali devono poter usufruire di una pozza d’acqua per i
«bagni di fango» che li rinfrescano e sgrassano la loro
pelle, proteggendoli dall’attacco degli insetti |
|
I maiali acquistati in marzo con un peso di 25-30 chilogrammi raggiungono
in questo periodo il peso di circa 50
chilogrammi e devono ricevere ancora a volontà un'alimentazione povera di
proteine (14-15%) e ricca di fibra. Per apportare fibra vi consigliamo di
somministrare erbe o verdure in apposite rastrelliere (5-6 chilogrammi di
comuni foraggere o 1-2 chilogrammi di verdure al giorno). Vi consigliamo
anche di distribuire a terra una miscela alimentare realizzata in azienda
utilizzando un nucleo commerciale per suini al 23-25% di proteine (40%)
assieme a una miscela di cereali (45%) e a cruschello di grano (15%).
Pecora e capra.
Negli allevamenti da latte le pecore sono ancora in lattazione,
mentre negli allevamenti da carne le femmine hanno finito di svezzare gli
agnelli. In entrambi i casi vengono introdotti nel gregge gli arieti per
ottenere i parti in autunno. Gli animali passano gran parte della giornata
al pascolo. Vi consigliamo di recintare eventuali zone acquitrinose per
impedire che gli animali vi accedano, al fine di prevenire problematiche sia
parassitarie che batteriche. Il fabbisogno di acqua in caso di alimentazione
verde non è particolarmente elevato; in ogni caso è necessario verificare
che gli animali abbiano accesso all'abbeverata almeno due volte al giorno.
Entro metà maggio si deve effettuare la tosatura con l'ausilio di rasoi
elettrici tenendo le pecore a terra. Per non creare agli animali eccessivi
stress o traumi, vi conviene effettuare tale operazione solo se avete una
certa pratica e manualità. In caso contrario il consiglio è quello di
rivolgersi a tosatori specializzati o, se il numero degli animali è esiguo,
contattare per tempo qualche allevatore esperto della zona (VEDI FOTO Z).
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| Z- Pecore.
Per non procurare alle pecore eccessivi stress o traumi
conviene far effettuare la tosatura a tosatori specializzati
o, se il numero degli animali è esiguo, contattare per tempo
qualche allevatore esperto |
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In questo periodo dell'anno i giovani animali di capra presenti in
azienda sono quelli allevati come rimonta (in sostituzione dei vecchi
riproduttori) o per incrementare il gregge. Questi vanno tenuti in stalla,
rinnovando periodicamente la lettiera con abbondante paglia, mettendo a loro
disposizione uno spazio di almeno 1 metro quadrato per capo e lasciando
libero accesso a un recinto esterno. È molto importante infatti che abbiano
un'esposizione diretta ai raggi solari così utili per la formazione di
vitamina D, indispensabile, in questo periodo di forte accrescimento del
tessuto osseo, per fissare il calcio. I capretti da rimonta devono ricevere
un'alimentazione secca costituita da una parte di foraggio di ottima qualità
(secondo o terzo taglio) e una parte di concentrati costituita da un mangime
da svezzamento o da una miscela di cereali (mais, orzo e soia), per un
totale di 300 grammi per capo al giorno.
Questa è solo una piccola parte dei testi che vengono pubblicati nel
supplemento di Vita in Campagna dedicato a "i Lavori".
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