riviste mensili agricole, riviste settimanali agricole, riviste agricoltura, riviste online agricoltura, riviste agricole specializzate, riviste specializzate agricoltura

riviste agricole, mondo agricoltura, riviste agricoltori  
TRELLEBORG TM 900
riviste agricoltura, testate agricoltura, edizioni agricoltura
 
   
Home Riviste   L'Informatore Agrario   Vita in Campagna   Mad   Origine   Politica Agricola Internazionale  

elenco prodotti in vendita
n°prodotti: 0
Totale: E. 0,00
cassa

chi siamo





riviste agricole, rivista per gli amanti della campagna, rivista sull'agricoltura professionale, riviste sull'agricoltura non professionale, edizioni dedicate al mondo agricolo, riviste specializzate in agricoltura, testate e giornali online agricoltura

Vita in Campagna
Presentazione I nostri consigli



GiardinoGiardino Torna alla presentazione

Tappeto erboso.
A partire dalla seconda metà di agosto il tappeto erboso, soprattutto quello costituito da specie microterme (come ad esempio Poa pratensis, Lolium perenne, Agrostis stolonifera, ecc.), inizia a riprendersi dallo stress estivo. A settembre infatti, quando le condizioni termiche e la disponibilità d'acqua nel terreno si ripresentano favorevoli, il tappeto erboso manifesta una rapida ripresa vegetativa ed il suo colore riprende i bei toni della passata stagione primaverile.
Dal punto di vista "gestionale" il mese di settembre è perciò molto impegnativo; rispettando la giusta frequenza di taglio, che prevede di asportare ad ogni intervento non più di un terzo dell'altezza dell'erba, il tappeto erboso riacquisterà rapidamente la giusta densità.

Piante annuali, biennali e perenni. Dopo la stasi di luglio-agosto la ripresa vegetativa di settembre rende necessaria un'intensificazione degli interventi di diserbo manuale nelle bordure miste, interventi che devono rimanere costanti fino a fine ottobre. In settembre, se il clima si mantiene caldo e siccitoso, continuate a irrigare con regolarità, con un'attenzione particolare nei confronti delle specie in piena fioritura.
È tempo di provvedere alle semine settembrine di piante biennali e perenni. Nella prima decade di settembre effettuate una "risemina" delle viole a ciclo biennale (ibridi e varietà di Viola cornuta) in contenitori alveolati. Le piantine ottenute devono poi essere trapiantate in vasetti di 10 centimetri di diametro 3-4 settimane dopo la semina. La fioritura comincerà tra fine febbraio e inizio marzo, quando le piantine potranno essere trapiantate in piena terra a sostituzione di quelle seminate in luglio che hanno prodotto fiori durante l'inverno.
Nello stesso periodo potete effettuare la semina di alcune perenni a sviluppo veloce come i garofanini (Dianthus deltoides e altri) ed alcuni papaveri (Papaver nudicaule, Papaver pilosum e altri). Anche queste specie devono essere trapiantate in vasetti di 10 centimetri di diametro 3-4 settimane dopo la semina, per essere messe poi a dimora in piena terra a inizio primavera.
Le infezioni di mal bianco (Oidium chrysanthemi, VEDI FOTO A ) in questo periodo divengono frequenti su molte piante, soprattutto negli ambienti caratterizzati dalla presenza di elevati livelli di umidità relativa dell'aria; al contrario le piogge ostacolano il loro sviluppo.
Alla comparsa delle prime manifestazioni della malattia, rappresentate da macchie farinose sulle foglie, ricorrete a trattamenti settimanali utilizzando zolfo bagnabile-80 (bio, non classificato), alla dose di 3 grammi per litro d'acqua o, meglio ancora, ad un paio di interventi, con intervallo di una decina di giorni, impiegando bitertanolo-50 (ad esempio Proclaim della Bayer Garden, non classificato) alla dose di 0,5 millilitri per litro d'acqua.
 
A- Mal bianco (Oidium chrysanthemi) su foglia di crisantemo


Bulbose e tuberose. Per mantenere il giardino in ordine e far sì che le piante non soffrano per mancanza di spazio, luce, aria, acqua e nutrimento, eliminate manualmente dalle aiole e/o dalle bordure le piante infestanti. Stendendo sul terreno uno strato, di 2-3 dita di spessore, di materiale pacciamante (tipo scaglie di corteccia), vi risparmierete il noioso lavoro di diserbo ed anche qualche innaffiatura.

Rosai. Fino a fine agosto è possibile ottenere nuovi rosai, sia per talea che per propaggine. Anche i rosai, soprattutto quelli rifiorenti che regalano copiose fioriture anche durante l'estate, in presenza di siccità avranno rallentato la produzione di fiori. Durante il mese di settembre, quando le temperature si abbassano ed arrivano le prime piogge, vanno quindi stimolati a preparare nuove fioriture, che in molti casi continuano fino ai geli. Per aiutarli, fornite loro del fertilizzante specifico per rose, attenendovi alle istruzioni riportate in etichetta. Se in primavera avete concimato con un prodotto a lenta cessione (come ad esempio il Baycote rose), non è necessario che ripetiate tale lavoro.
Se le piogge tardano ad arrivare e la temperatura si mantiene elevata, continuate ad innaffiare per non lasciar asciugare troppo il terreno: ben presto appariranno i germogli di una nuova fioritura.
Fate attenzione alla presenza delle larve delle argidi delle rose e alla ticchiolatura. In settembre sono abbastanza frequenti le defogliazioni compiute dalle larve delle argidi delle rose (Arge pagana, VEDI FOTO B ). Alla comparsa delle giovani larve intervenite con deltametrina-1,5 (Decis Giardino della ditta Bayer Garden, irritante), alla dose di 8 millilitri per 10 litri d'acqua. Se il numero di piante è modesto, potete ricorrere alla raccolta manuale e all'uccisione delle larve o all'utilizzo della formulazione pronta all'uso, in spruzzatore, di fluvalinate-0,144 (ad esempio Tau AL della ditta Bayer Garden, non classificato).
Molto comuni sono le manifestazioni di macchie nere o ticchiolatura causate dal microrganismo fungino Marssonina rosae, (VEDI FOTO C ). Le foglie colpite ingialliscono e le piante subiscono forti defogliazioni. Anche queste infezioni possono essere contenute con l'impiego del bitertanolo-50 (ad esempio Proclaim della Bayer Garden, non classificato, alla dose di 0,5 millilitri per litro d'acqua).
 

B- Larve dell'argide delle rose (Arge pagana, 20 millimetri)
C- Macchie nere o ticchiolatura su foglie di rosa causate dal microrganismo fungino Marssonina rosae


Siepi, arbusti e alberi. A partire dalla seconda metà di agosto arrivano in genere i temporali, le temperature tendono ad abbassarsi e le giornate pian piano si accorciano. Da questo momento in poi potete iniziare a preparare le buche per la messa a dimora di siepi, arbusti e alberi nel prossimo autunno. Lavorate quindi il terreno sino ad una profondità di circa 30-40 centimetri ed interrate stallatico maturo alle dosi di 4-5 chilogrammi per metro quadrato. Le temperature, ancora su livelli comunque abbastanza elevati, favoriscono la rapida decomposizione di questi materiali organici, rendendoli pienamente disponibili in autunno per i nuovi impianti.
In settembre alcune specie come buddleja, oleandro, ecc. hanno terminato la fioritura. Ripulitele dalle infiorescenze appassite accorciando i rami di 1/3 circa della loro lunghezza, in modo da dare al cespuglio una forma ordinata. Eliminate anche tutti quei rami che sono stati danneggiati dai temporali e/o dal caldo estivo e danno alle piante un aspetto trascurato, tagliandoli alla base con un paio di forbici ben affilate o con un seghetto manuale. Sospendete completamente qualsiasi tipo di potatura verde, sia su siepi che su arbusti ed alberi.

Piante in vaso da fiore. Se desiderate avere prolungate ed abbondanti fioriture, concimate 2-3 volte la settimana le vostre piante da fiore seguendo le dosi e le modalità riportate sull'etichetta del prodotto. Ancora meglio è intervenire ad ogni innaffiatura, versando nell'acqua metà dose di concime rispetto a quella consigliata in etichetta.
Eliminate dalle piante i fiori secchi e/o appassiti.
Accorciate di due terzi, ogni settimana, uno-due rami di tutte le piante a portamento ricadente, come gerani parigini e verbene, al fine di stimolare la pianta a produrre nuova vegetazione e quindi nuovi fiori.

Piante d'appartamento. Durante l'estate le piante d'appartamento che avete posto all'esterno si saranno rinvigorite ed avranno abbondantemente vegetato. Se per vari motivi qualche pianta è rimasta in casa, può aver sofferto per la mancanza di luce e di un ambiente aperto. In tal caso, dopo aver eliminato foglie gialle e rametti secchi, eseguite un'accurata potatura di tutti i germogli deboli, effettuando il taglio appena sopra una foglia verde. Reidratate il terriccio, se necessario, con moderate innaffiature, evitando di concimare fino a che la pianta avrà ricominciato a vegetare.
Nel caso in cui, purtroppo, la pianta sia completamente deperita, sostituitela.
A settembre nelle regioni meridionali la temperatura esterna può essere ancora abbastanza elevata: innaffiate e concimate perciò le piante d'appartamento con una certa frequenza.

 

 


OrtoOrto Torna alla presentazione

Continuate sempre, con la solita moderazione, gli apporti di concimi in copertura per consentire ad alcune colture (pomodoro, melanzane, peperoni, zucchini, ecc.) di prolungare il proprio periodo di produzione o per permettere una più attiva vegetazione ad altri ortaggi che sono nel pieno sviluppo (porri, cardi, ecc.).
Verificate e rinforzate i sostegni di tutte le colture che ne abbisognano (pomodoro, fagioli rampicanti, melanzane, ecc.) cosicché i venti che si possono verificare durante i temporali non facciano cadere o spezzino le piante compromettendo le produzioni. Perciò legate progressivamente ai tutori le varie piante, anche nel caso in cui la loro crescita tenda a rallentare.
Continuate i trapianti delle colture di secondo raccolto (radicchi, catalogna, indivia riccia, scarola, ecc.) e quando le temperature diminuiscono, in media nella seconda quindicina del mese, procedete alla semina di alcuni ortaggi come lattughe e radicchi da taglio (FOTO A ), spinaci, ravanelli.
In settembre i lavori nell'orto sono ancora assai numerosi ed impegnativi quasi come in primavera avanzata e nella prima parte dell'estate.
 
A- Procedete alla semina del radicchio da taglio


In questo periodo potete effettuare le semine in piena aria (pianura padana) di: cipolla bianca (semenzaio), lattuga da taglio, cicoria da taglio, ravanello, rucola, spinacio, valerianella, prezzemolo.

Effettuate i trapianti in piena aria (pianura padana) di: cavolo cappuccio autunno-invernale (precoce), cicoria catalogna, cicoria "Pan di zucchero", finocchio, indivia riccia, lattuga a cappuccio estivo-autunnale, porro, radicchio Chioggiotto medio-precoce e tardivo, radicchio di Castelfranco, radicchio di Treviso e di Verona tardivo e scarola.

Sulle piante di cucurbitacee (zucchino, cetriolo, ecc.) fate attenzione alle infezioni di mal bianco (Erysiphe cichoracearum, VEDI FOTO B ) che sono alquanto comuni in questo periodo. Intervenite con zolfo bagnabile-80 (bio, irritante), alla dose di 30 grammi per 10 litri d'acqua o con azoxystrobin-23,2 (ad esempio Ortiva, non classificato), alla dose di 8 millilitri per 10 litri d'acqua.
Con l'arrivo delle piogge e delle forti rugiade notturne si creano le condizioni per lo sviluppo delle infezioni su piante di pomodoro di peronospora (Phytophthora infestans, VEDI FOTO C ). È pertanto necessario mantenere protette le piante da questa malattia intervenendo con cadenza settimanale. Considerato che le raccolte avvengono con turni molto brevi, è necessario impiegare prodotti con brevissimo periodo di sicurezza. Per soddisfare questa condizione potete utilizzare sali di rame caratterizzati da un tempo di sicurezza di appena 3 giorni, rappresentati da Poltiglia Disperss della Cerexagri (irritante), Basiram L della Sariaf-Gowan (irritante), Cuproxat SDI della Sipcam (non classificato), da utilizzare alle dosi indicate in etichetta.
 

B- Mal bianco (Erysiphe cichoracearum) su foglia di zucchino
C- Foglie di pomodoro con iniziali infezioni di peronospora (Phytophthora infestans)


 

 


FruttetoFrutteto Torna alla presentazione

Pomacee (melo, pero, cotogno).
Qualche giorno prima dell'inizio della raccolta delle mele sfalciate il prato e sospendete l'irrigazione. Preparate i contenitori puliti e predisponete il luogo destinato alla conservazione dei frutti assicurandovi che non vi siano presenze indesiderate di topi ed altri animali che possono rosicchiare o beccare i frutti.
Iniziate la raccolta solo quando la vegetazione si è asciugata dalla rugiada notturna; staccate i frutti, girando il peduncolo verso l'alto, e deponeteli delicatamente nei contenitori.
Da metà agosto in poi si possono eseguire gli innesti a gemma dormiente e a scheggia. Se operate su portinnesti deboli, tipo EM 9 e EM 26, innestate 15-20 cm sopra terra per ottenere alberi del giusto vigore; se innestate più in basso, la vigoria sarà superiore e vanificherà i vantaggi offerti da questi portinnesti nanizzanti. Nei portinnesti forti, come franco o M 111, questo aspetto non è così importante e si può innestare a qualsiasi altezza.
Attenzione alla presenza di carpocapsa nel meleto. Fate attenzione che nel vostro meleto non sia presente la carpocapsa (Cydia pomonella, VEDI FOTO A ), nemico numero uno dei frutti di pero e di melo. È molto importante il collocamento delle trappole nel frutteto, perché queste vi indicano con esattezza quando si svolge il volo degli adulti e quindi quando effettuare l'intervento fitosanitario.
Al superamento della soglia di 2 adulti per trappola intervenite subito con triflumuron-39,4 (non classificato), alla dose di 25 grammi per 100 litri di acqua (14 giorni di tempo di sicurezza). Se il volo si protrae per diverse settimane, dopo circa 20 giorni dall'applicazione di triflumuron intervenite con prodotti a base di virus della granulosi-1 (bio, irritante) alla dose di 20 grammi per 100 litri di acqua (3 giorni di tempo di sicurezza), che agiscono contro le larve.
 
A- Pomacee. Frutto di melo colpito dalla carpocapsa (nel particolare, larva dell'insetto, mm 18-20)


Con l'avvicinarsi dell'autunno si conclude la raccolta di molte specie da frutto mentre altre maturano proprio ora. In questo periodo aumenta il rischio di danni causati dalle arvicole, i topi campagnoli, che erodono gravemente la radici di svariate piante da frutto, specialmente di quelle giovani. Per accorgervi meglio della loro presenza, evidenziata dai fori di accesso alle tane sotterranee, dovete quanto prima liberare dall'erba la base degli alberi per un'area di almeno mezzo metro di diametro.
Per quanto riguarda la lotta alle arvicole si veda l'articolo pubblicato sul n. 11/2002, a pagina 29, scaricabile anche dal nostro sito Internet all'indirizzo: www.vitaincampagna.it/rdVic/0211029.asp

Drupacee (pesco e nettarina, albicocco, susino, ciliegio). In questo periodo si possono effettuare gli innesti a gemma dormiente (VEDI FOTO B ) e a scheggia (VEDI FOTO C ). In linea generale il periodo giusto per innestare le piante dipende dall'età delle stesse e dal portinnesto: se si deve innestare un portinnesto GF 677 dell'età di un anno, si deve aspettare che la vegetazione inizi a rallentare, il che normalmente avviene a metà settembre.
In ogni caso tenete presente che la corteccia si deve staccare dal legno senza formare filamenti, lasciando il legno sottostante perfettamente liscio: questo vale in modo particolare per gli innesti a gemma.
Quando vi accingete ad innestare, non dovete asportare la vegetazione dal portinnesto poiché correreste il rischio di far rivegetare la pianta, compresi gli innesti. Gli unici rami che vanno tolti sono quelli che disturbano durante le operazioni di innesto.
In settembre si è ancora in tempo per effettuare alcuni interventi di piegatura nelle piante in allevamento e una potatura di sgrossamento nelle piante in produzione che può costituire il 50% della potatura complessiva annuale. Cercate di non rimandare ad ottobre questa operazione: effettuandola in settembre infatti, si hanno ancora due mesi di giornate sufficientemente lunghe, che aiuteranno i rami in ombra a maturare, cosicché il prossimo anno forniranno produzioni di qualità facilmente raggiungibili da terra. Eseguitela però quando la maggior parte della vegetazione si è fermata poiché altrimenti il legno potrebbe riprendere a vegetare con qualche rischio sulla maturazione delle gemme e dello stesso legno.
 

B- Innesto a gemma dormiente.
Prelevate le marze da rametti-marza tagliati ad altezza d'uomo, nella parte della chioma esposta al sole, e privateli subito delle foglie lasciando circa 1 cm di picciolo.
1-Per prelevare le gemme dal rametto-marza tagliate partendo da 1 cm sotto la gemma per uscire 2 cm dopo. Lasciate momentaneamente le gemme attaccate al rametto.
2-Preparate il portinnesto effettuando il tipico taglio a "T"; nelle drupacee evitate di incidere il legno sottostante per non provocare la formazione di abbondanti emissioni di gomma che comprometterebbero l'attecchimento dell'innesto. Quando effettuate il taglio superiore della "T", lavorate con la punta del coltello, tenendolo molto inclinato per aprire e sollevare i due lembi di corteccia entro i quali verrà inserita la gemma.
3-Strappate ora le gemme dal rametto-marza iniziando da quelle più in alto e lasciando una breve codina che agevolerà il loro inserimento nel taglio a "T" del portinnesto. Tagliate poi la codina 1 cm sopra la gemma.
4-Sul portinnesto si possono inserire più gemme. Gli innesti vanno poi legati con materiali diversi (da quelli degradabili al nastro isolante, a quelli di materiale plastico). I materiali fotodegradabili (nella foto) sono sicuramente i migliori: con essi si possono coprire anche le gemme
C- Innesto a scheggia.
1-Prelevate i rametti-marza e mettetene a bagno la base in un secchio con qualche centimetro d'acqua.
2-Prelevate le gemme partendo dalla base del rametto-marza. Iniziate il taglio 1 cm sopra la gemma per uscirne 1 cm sotto. Asportate la gemma effettuando un taglio "a scalpello" tenendo il coltello leggermente inclinato.
3-Sul portinnesto, che di norma non deve superare i 2 cm di diametro, incidete la corteccia facendo penetrare la lama trasversalmente e tagliando poi tra la corteccia ed il legno per circa 3 cm: si formerà così una lingua di corteccia che va asportata lasciando mezzo centimetro di linguetta (vedi freccia).
4-La gemma va infilata nella linguetta che funge da appoggio e la fa aderire al legno.
5-La legatura va effettuata con gli stessi materiali descritti nell'innesto a gemma)


Agrumi. Continuate a tenere in massima considerazione l'irrigazione: da questa possono dipendere i risultati della produzione sia come quantità che come qualità. Le dimensioni del frutto e alcuni difetti della buccia negli agrumi dipendono dalla regolarità e sufficienza nella somministrazione dell'acqua. Curate di eliminare le erbe infestanti per evitare che possano sottrarre acqua alle piante.
Con le zappature superficiali del terreno, oltre a liberare quest'ultimo dalle erbe, otterrete una migliore tenuta dell'acqua.
Per quanto riguarda le concimazioni è consigliabile impiegare fosfato monopotassico alla dose di 600 grammi per 100 litri d'acqua.
Attenzione alle infestazioni di cocciniglie e al ragnetto rosso comume. In questo periodo fate attenzione alle infestazioni di cocciniglia bianca (VEDI FOTO D-1 ) per il limone, di cocciniglia rossa (VEDI FOTO D-2 ) e di ragnetto rosso comune (VEDI FOTO E ) per tutte le specie d'agrumi che vanno trattate se ad agosto si supera il 10% di frutti infestati.
In generale contro le cocciniglie si consiglia l'intervento con gli oli minerali "moderni" (o "raffinati", ad esempio Oliocin Flexi, Ovipron, Biolid, ecc.) alla dose di 1-1,5 kg per 100 litri d'acqua. Per la gestione del ragnetto rosso comune, i trattamenti con oli minerali sono efficaci sulle uova, ma non sempre risolvono il problema; perciò, trattate con tebufenpirad-25 (Oscar della Basf Italia, non classificato) alla dose di 60 millilitri per 100 litri d'acqua, da non miscelare con olio.
Ricordatevi di prendere le seguenti fondamentali precauzioni per evitare danni sui frutti: irrigate l'agrumeto il giorno prima dell'irrorazione; non effettuate il trattamento se, consultando le previsioni del tempo, notate che nei tre giorni prima o dopo il trattamento la temperatura ha superato e supererà i 32° C; irrorate abbondantemente le piante anche nella parte interna utilizzando le lance manuali; impiegate buone attrezzature irroratrici con una pompa di ricircolo efficiente: gli oli minerali tendono, infatti, a coagularsi aumentando di molto la concentrazione nella miscela, per cui è fondamentale un'energica e continua agitazione.
 
D-1 Agrumi. Limone fortemente infestato dalla cocciniglia bianca
D-2 Agrumi. Limone infestato dalla cocciniglia rossa: in questo periodo è fondamentale tenere sotto controllo la seconda generazione dell'insetto

E- Agrumi. Danni su frutti di limone causati da ragnetto rosso comune


Olivo. Dopo l'allegagione, durante il primo periodo di crescita delle piccole olive, l'albero presenta particolari esigenze di acqua e di nutrizione.
Chi non dispone di acqua, soprattutto chi ha il terreno inerbito, adoperi il trinciaerba con frequenza, per evitare la concorrenza del prato con le piante. Chi invece dispone di acqua, la utilizzi in questo periodo: un po' di irrigazione permetterà anche di migliorare la nutrizione attraverso l'assorbimento radicale. In aggiunta possono essere molto utili irrorazioni alla chioma (due o tre, intervallate di 10-12 giorni) con urea in dose di 1-1,5 kg per 100 litri di acqua.
Eliminazione dei succhioni. I succhioni, come dice la parola, sono rami che "succhiano" nutrimento a scapito di altre parti dell'albero (VEDI FOTO F ). Sono perciò molto dannosi nei riguardi della chioma delle piantine giovani, perché possono ostacolare la crescita delle branche che avete scelto come fondamentali per la costruzione dello scheletro dell'olivo. Pertanto, appena vi accorgete che sono presenti - li riconoscete dal fatto che sono dritti, con foglioline molto fresche e verdi - eliminateli subito alla base.
Diverso è il criterio da seguire con gli olivi adulti, perché in qualche caso i succhioni possono servire per effettuare tagli di ritorno, subito sopra la loro inserzione, allo scopo di abbassare la chioma; oppure possono essere utili per costituire una nuova branca in una zona vuota della chioma stessa.
Un intervento errato è quello che consiste nell'eliminare sistematicamente tutti i succhioni che crescono all'interno della chioma sulle branche dell'olivo adulto. La loro eliminazione deve essere effettuata con giusto criterio, tenendo conto che le loro foglie permettono di nutrire ed ombreggiare proprio la parte interna delle branche stesse. Togliere sistematicamente tutti i succhioni all'interno della chioma, oltre a determinare una irregolare crescita diametrale delle branche (e quindi un loro progressivo indebolimento), può avere come conseguenza pericolose scottature - causate dal sole - della corteccia e del cambio (strato posto tra la corteccia e il legno) di queste branche, con l'insorgenza di cancri.
Attenzione alla mosca delle olive. Fate attenzione in questo periodo alla presenza della mosca delle olive (Bactrocera oleae, VEDI FOTO G ) che in estate è già attiva, soprattutto su varietà da mensa in oliveti irrigui o su oliveti "in scarica" (cioè in un'annata con bassa produzione) in cui le drupe sono già grosse. Già dai primi di luglio dovreste aver posizionato le trappole a feromone in numero di tre per ettaro e ogni settimana contate gli adulti catturati. In presenza di un numero elevato di mosche catturate dovete avviare il campionamento (sempre 100 olive per ettaro prese a caso nell'oliveto) osservando se ci sono olive con punture fertili, cioè con uova o larve.
Considerato che le larve si sviluppano all'interno della drupa, gli interventi vanno effettuati utilizzando principi attivi ad azione citotropica (cioè che penetrano all'interno delle olive e raggiungono le larve); generalmente le larve sono più vulnerabili nei primi stadi di sviluppo.
Le sostanze attive che si possono utilizzare sono dimetoato-19 (non classificato) alla dose di 300 ml per 100 litri d'acqua. Il dimetoato è tossico per le seguenti varietà di olivo: Canina, Coratina, Frantoio, Itrana, Ottobratica, Simona. L'altra sostanza attiva da utilizzare è fosmet-17,7 (non classificato) alla dose di 250 ml per 100 litri d'acqua. La scelta del prodotto e il numero dei trattamenti dipendono soprattutto dalle caratteristiche della varietà e dai tempi di raccolta; infatti la scelta del dimetoato, per il lungo tempo di sicurezza (28-35 giorni) che lo caratterizza, è giustificata solo se la raccolta è molto tardiva.
 

F- Olivo. Eliminate i succhioni nelle piante giovani: si riconoscono dal fatto che sono dritti e con foglioline fresche e verdi
G- Olive danneggiate dalla mosca delle olive


Castagno. L'irrigazione riveste un ruolo cruciale nell'ottenimento di buoni e costanti risultati produttivi.
Nelle piante in fase di allevamento (dal 1° al 6° anno dall'impianto) non bisogna aspettare a intervenire quando il suolo è completamente asciutto: è invece consigliabile che l'irrigazione venga effettuata in maniera costante con piccoli volumi d'acqua (15-20 litri per pianta) con turni frequenti (7-15 giorni, a seconda della specifica capacità dei singoli terrreni di trattenere dell'umidità), mantenendo costante il livello di umidità del suolo.
Se il terreno viene lasciato asciugare per lunghi periodi, una sola irrigazione può non essere sufficiente a ripristinare l'originaria umidità del suolo, ma si rendono necessari due interventi in tempi ravvicinati.
In questo periodo, indicativamente alla fine di agosto, è ancora possibile attuare un trattamento fitosanitario per il controllo di cidia e balanino (VEDI FOTO H-1 e H-2). Per combattere la cidia impiegate spinosad-11,6 (non classificato), alla dose di 80-120 ml per 100 litri d'acqua (tempo di sicurezza 7 giorni), oppure thiacloprid-40,4 (nocivo), alla dose di 25 ml per 100 litri d'acqua (tempo di sicurezza 14 giorni).
Per il balanino impiegate etofenprox-15 (irritante) alla dose di 100 ml per 100 litri d'acqua (tempo di sicurezza 14 giorni), da miscelare con uno dei due prodotti precedentemente indicati se si è in presenza di entrambi i parassiti.
 

H-1 Castagno. Nel corso dell'estate è possibile intervenire con specifici trattamenti per il controllo della cidia (mm 15-17)
H-2 Castagno. Nel corso dell'estate è possibile intervenire con specifici trattamenti per il controllo del balanino (mm 12-15)


Actinidia. L'irrigazione dell'actinidia è un'operazione importantissima poiché la pianta è molto esigente in fatto di acqua, ma pochi la gestiscono correttamente. Ricordate poi che l'actinidia non ha un apparato radicale molto espanso: le radici sono molto fitte e formano un intreccio; in maggioranza si trovano fino a 30 cm di profondità e si allargano fino a circa 2 metri dal fusto.
Attenzione alla clorosi ferrica. Se a settembre compaiono dei germogli gialli, potete somministrare del solfato di ferro o dei chelati ferrici, interrandoli. Questi prodotti vanno interrati per 3-5 cm a circa 50 cm dal fusto. I chelati ferrici vanno dati in ragione di 20-30 g per pianta, mentre il solfato di ferro va dato in ragione di 1-2 kg per pianta. I chelati di ferro somministrati per via fogliare in questa stagione hanno scarse possibilità di fornire buoni risultati.

Piccoli frutti (lampone, mirtillo, mora giapponese, ribes, rovo senza spine, uva spina). A partire dalla terza decade di agosto inizia, nel caso delle varietà precoci, la seconda maturazione dei frutti delle varietà bifere di lampone.
Prima e durante il periodo di raccolta, negli impianti inerbiti è necessario effettuare, con cadenza regolare, lo sfalcio dell'erba degli interfilari per favorire la ventilazione delle piante e facilitare il lavoro degli addetti alla raccolta.
Si ricorda che nel caso di irrigazioni non si devono utilizzare sistemi ad aspersione, cioè a pioggia o a spruzzo; queste soluzioni infatti creano un ambiente permanentemente umido che favorisce lo sviluppo del marciume da botrite o muffa grigia. È preferibile adottare sistemi di irrigazione con ala gocciolante singola o doppia, disposta lungo il filare, che consente l'erogazione di volumi modesti d'acqua in maniera localizzata (ad esempio, ala gocciolante autocompensante con fori distanti 20 o 30 centimetri e pressione d'esercizio inferiore a 1 Bar).
Allo scopo di facilitare le operazioni di raccolta dei frutti di mora giapponese conviene intervenire nelle prime ore del mattino quando i frutti sono bagnati di rugiada o mantenere le dita inumidite per mezzo di una spugnetta intrisa di acqua; questo espediente evita che le piccole more si appiccichino alle dita.
La raccolta dei frutti del rovo senza spine si effettua con frequenti passate, ogni 4-5 giorni, per evitare la cascola dei frutti maturi. Il frutto va raccolto quando tutte le drupeole che lo compongono mostrano il tipico colore nero uniforme. Nel periodo che precede e affianca la maturazione delle more vanno eseguiti interventi di irrigazione con cadenza di 5-6 giorni. Durante la raccolta dei frutti del rovo senza spine evitate di mescolare i frutti maturi con quelli che presentano delle porzioni immature, cioè indurite e ancora di colore rosso. Questo fenomeno è determinato dalla presenza in campo di un acaro, l'eriofide del rovo (Acalitus essigi), il quale punge le drupeole che formano le more impedendone la regolare maturazione. I frutti colpiti dall'acaro possono risultare sgradevoli al gusto e all'olfatto (sapore di "cimiciato").
Gli arbusti di uva spina (con frutto giallo, verde o rosso) sono in grado di produrre fino a 4 kg di bacche per esemplare. Le lunghe ed aguzze spine presenti sui rami di queste piante producono dolorose punture alle mani del raccoglitore: effettuate perciò la raccolta, con le mani protette da spessi guanti, intervenendo ogni 5-6 giorni. L'uva spina risulta particolarmente sensibile all'oidio (mal bianco) sia sulle foglie ed sui rami, sia sui frutti. Le bacche colpite da questa infezione si presentano coperte parzialmente o totalmente da una pellicola feltrosa di colore scuro che le rende impresentabili ed immangiabili. La lotta all'oidio si effettua con zolfo bagnabile-80 (bio, non classificato), da distribuire durante le ore fresche della giornata alla dose di 200 grammi per 100 litri d'acqua (tempo di sicurezza 5 giorni).

Specie da frutto minori. Continua la raccolta dei "fichi veri" o "fòrniti"; se volete venderne o regalarne, abbiate molta cura nello staccarli dalla pianta per evitare che si lacerino vicino al peduncolo.
Attenzione alle vespe e ai calabroni. Fate attenzione alla presenza di vespe e calabroni che riescono a rompere la buccia predisponendo i fichi al deterioramento. Per difendervi, attaccate ai rami bottiglie con acqua zuccherata (3-4 cucchiai di zucchero in 2-3 bicchieri d'acqua) in modo che gli insetti, attirati dallo zucchero, vi penetrino e affoghino; oppure utilizzate recipienti simili che si trovano in commercio.
Attenzione alle cimici sulle piante di nocciòlo. Fate attenzione alla presenza delle cimici (Gonocerus acuteangulatus, Raphigaster nebulosa, Palomena prasina, VEDI FOTO I-1 e I-2) sulle piante di nocciòlo, le quali si alimentano pungendo le infiorescenze in accrescimento ed i frutti, da maggio ad agosto. Le punture dell'insetto arrestano il regolare sviluppo della nocciola e possono provocare il "vuoto traumatico" (manca all'interno del guscio la nocciola vera e propria), se le cimici pungono il seme all'inizio della sua crescita, oppure il cosiddetto "cimiciato" (un'alterazione più o meno estesa della parte interna del seme cioè della nocciola).
Se si rileva la presenza di cimici, si possono usare prodotti contenenti i seguenti principi attivi: malation-40 (ad esempio Baldo EW, non classificato), alla dose di 300 grammi per 100 litri d'acqua; etofenprox-15 (ad esempio Trebon Star, irritante), alla dose di 100 grammi per 100 litri d'acqua; piretro natrurale-4 + piperonilbutossido-12,8 (ad esempio Pyros, non classificato), alla dose di 100 grammi per 100 litri d'acqua.
I prodotti sopra consigliati consentono un adeguato controllo di questi insetti.
Attenzione alla presenza della carpocapsa sulle piante di noce. La coltura del noce, come le pomacee, è soggetta agli attacchi della carpocapsa: nella seconda metà di agosto intervenite contro questo pericoloso insetto con virus della granulosi-1 (bio, irritante) alla dose di 20 grammi per 100 litri di acqua. Gli interventi vanno ripetuti dopo 8 giorni.
Dal momento che spesso le piante di noce hanno dimensioni notevoli, bisogna avere particolare cura nell'irrorare uniformemente la chioma, per avere i migliori risultati possibili.

I-1 Nocciòlo. Danno al seme in accrescimento determinato dalla puntura di cimici (vedi freccia)
I-2 Nocciòlo. Adulto di Gonocerus acuteangulatus (mm 10)


 

 


Piccoli allevamentiPiccoli allevamenti Torna alla presentazione

Anatra e oca.
Garantite sempre alle anatre un ampio pascolo e, se possibile, uno stagno o un corso d'acqua. Se attuate la rimonta interna, cioè la sostituzione dei vecchi riproduttori con soggetti nati in azienda, fine luglio era il momento della prima scelta: ora date la preferenza agli animali che mostrano l'accrescimento più spiccato. Ai riproduttori di anatra deve essere somministrata una razione bilanciata costituita da: 50% di mangime per pulcini al 23% di proteine, 35% di mais aziendale, 8% di crusca di frumento, 7% di gusci d'ostrica; a questi aggiungete sale da cucina nella misura di 20 grammi ogni 10 kg di miscela. Ai soggetti all'ingrasso somministrate, a volontà, una miscela costituita da mangime per pulcini al 23% di proteine e mais in parti eguali.
Per avere delle buone oche da ingrasso e quindi da destinare alla mensa nel periodo natalizio, iniziate in questo periodo un nuovo ciclo di allevamento. Le ochette di nuovo acquisto devono essere tenute chiuse per 5-6 giorni in un ricovero con pavimento coperto da uno strato di 5-8 cm di paglia o truciolo di legno. La concentrazione di animali nel ricovero non deve superare i 3-4 capi per metro quadrato di superficie. Alle oche da ingrasso, dopo l'arrivo in azienda, somministrate solo acqua fresca e distribuite la miscela nel pomeriggio del giorno seguente, dopo che gli animali si sono reidratati e ambientati. La miscela può essere realizzata da 9 parti di mangime per pulcini al 10% di proteine e da 1 parte di mais aziendale. Già da metà agosto la miscela può essere modificata in questo modo: 6 parti di mangime per pulcini, 3 parti di mais aziendale, 1 parte di crusca di frumento.

Colombo. Ai colombi in riposo a causa della muta somministrate una buona miscela alimentare per sostenere gli animali in questa attività fisiologica così importante. Vi consigliamo la distribuzione di una miscela di grani e semi così composta: 35% di sorgo, 25% di frumento, 20% di mais e 20% di piselli. Ricordatevi che l'acqua fresca e pulita non deve mai mancare negli abbeveratoi. È pure raccomandabile mettere a disposizione la vaschetta con l'acqua per il bagno.
Tenete sotto controllo la tricomoniasi. Anche nel mese di agosto cercate di tenere sotto controllo la tricomoniasi: gli animali colpiti presentano abbattimento generale, ali cadenti, inappetenza e dimagrimento. Per evitare l'insorgenza di questa malattia, occorre seguire le norme igieniche generali (igiene e pulizia degli ambienti, delle mangiatoie, degli abbeveratoi, ecc.). Per la cura dei soggetti colpiti consultatevi con il vostro veterinario.

Gallina e pollo. In questo periodo alcune galline ovaiole terminano la deposizione e iniziano la muta (si tratta dei soggetti meno produttivi che vi conviene destinare alla mensa).
Mantenete la salubrità del pollaio garantendo una buona ventilazione che asciughi l'umidità presente nella lettiera. Assicuratevi inoltre che nel pascolo siano presenti ambienti ombreggiati (VEDI FOTO A ) per consentire il riposo degli animali durante le ore centrali della giornata (allo scopo è utile la presenza di alberi, siepi e arbusti).
Per quanto riguarda la razione alimentare, potete realizzare in azienda una miscela utilizzando il 50% di un mangime per pulcini al 23% di proteine, il 35% di mais aziendale, l'8% di crusca di frumento, il 7% di gusci d'ostrica frantumati; ogni 10 kg di miscela è utile aggiungere 20 grammi di sale da cucina. Alle galline in muta può essere distribuita una miscela costituita da 3 parti di mangime per pulcini e 2 parti di mais. Oltre alla razione alimentare, non fate mancare erbe e verdure distribuite nelle apposite rastrelliere.
Fate attenzione alla pseudopeste. La vaccinazione contro la pseudopeste deve essere ripetuta ogni tre mesi. Rivolgetevi a un veterinario o all'Asl di zona per la prescrizione del vaccino.
 
A- Galline ovaiole. Curate che nel pascolo siano presenti ambienti ombreggiati per consentire il riposo degli animali durante le ore centrali della giornata


Coniglio. In questo periodo il fieno agostano dei medicai è il più adatto per i conigli perché ricco di foglia; è consigliabile farne una buona scorta per i mesi invernali. Considerata l'abbondanza di foraggi verdi (in questo mese sono pronte pure le radici di barbabietola) ne farete il dovuto uso senza però esagerare, somministrando sempre un pasto di fieno o di paglia. Alle femmine che allattano, ed ai coniglietti che escono dal nido, date il solito mangime pellettato almeno una volta nella giornata. L'acqua da bere va data in maggiore quantità se praticate solamente l'alimentazione con alimenti secchi (mangimi in pellet più fieno).
Ricordate di somministrare, una volta al mese per due giorni, acqua acidulata (un cucchiaio di aceto in un litro di acqua): acidificando l'ambiente intestinale si prevengono molte forme enteriche perché i batteri si moltiplicano solo in ambiente alcalino.
Attenzione alla mixomatosi. In questo periodo ricordatevi di vaccinare i conigli contro la mixomatosi (i soggetti all'ingrasso vengono vaccinati a 30 e a 70 giorni).

Maiale. I suinetti nati in agosto non abbisognano di riscaldamento; nel box della partoriente mettete abbondante paglia.
Dopo i 40 giorni dal parto è bene mandare al pascolo la scrofa seguita dai suinetti (VEDI FOTO B ), e dare, invece, erba falciata a volontà alla madre ed ai piccoli tenuti chiusi nel box; ovviamente l'alimento di base è rappresentato da mangime secco bilanciato.
Sono importanti l'accurata pulizia delle porcilaie e il controllo dell'alimentazione eliminando tutte le sostanze alterate o fermentate.
 

B- Scrofa con suinetti al pascolo


Pecora e capra. La stagione consente ancora di far trascorrere alle pecore lunghi periodi all'aria aperta (VEDI FOTO C ) e c'è la possibilità che anche i parti possano avvenire all'aperto.
Ciò rappresenta un risparmio per voi e una fonte di benessere per gli animali che possono dedicare all'alimentazione le ore più fresche della giornata (dopo il tramonto e prima dell'alba).
Disporre di terreni freschi irrigabili può rappresentare un'utile fonte di foraggio che permette ancora il pascolo e ne fa una completa risorsa alimentare, seguendo un opportuno piano di avvicendamento del pascolo in diverse parcelle. Laddove la siccità estiva ha esaurito la produzione dei prati si dovrà intervenire somministrando alimenti alla mangiatoia.
Nel caso non disponiate di pascolo, gli animali devono trovare nelle mangiatoie almeno mezzo chilogrammo di fieno, mezzo chilogrammo di paglia e mezzo chilogrammo di mangime divisi in due pasti al giorno. L'acqua fresca e pulita deve essere sempre somministrata.
L'alimentazione delle capre in questo periodo può in parte avvalersi dello sfruttamento di terreni precedentemente coltivati a cereali nei quali gli animali possono trovare i residui della trebbiatura e ripulire i campi da erbe infestanti che rispuntano. Al contrario il pascolo nei boschi rappresenta un tipo di alimentazione adeguata e completa in cui la capra può trovare tutto quello di cui necessita, ad eccezione delle lattifere più dotate che abbisognano sempre a completamento della razione di un'integrazione a base di mangimi composti integrati. In questo periodo le caprette possono giovarsi del pascolo insieme al resto del gregge, sempre consentendo loro al rientro dal pascolo e prima dell'uscita del mattino di ricevere quella opportuna integrazione alimentare a base di mangimi composti integrati indispensabile per una rapida ed armonica crescita; è bene inoltre continuare la somministrazione di fieno, anche in modeste quantità, in particolare al mattino.
A seconda delle annate, del clima, della presenza dei maschi e di altri fattori, le capre adulte concentrano la loro stagione sessuale tra la fine di agosto e la prima metà di settembre. Le caprette, invece, a seconda del loro sviluppo e della loro precocità, possono andare in calore tra la fine di agosto e il mese di dicembre. Al fine di stimolare e accentuare la naturale sincronizzazione dell'attività sessuale delle capre dovete immettere improvvisamente il maschio nel gregge, dopo alcuni mesi di separazione, facendolo girare in stalla più volte al giorno e lasciandolo libero con le femmine durante la notte.
 

C- Pecore al pascolo

 


Torna alla presentazione


la ricerca

trova 
Promozione settembre 2007 - Ed. Informatore Agrario Richiedi una
copia gratuita


Regala un abbonamento - Ed. Informatore Agrario Regala
un abbonamento...


Newsletters - Ed. L'Informatore Agrario Newsletters
ISCRIVITI ORA!



© 2008 Edizioni L'Informatore Agrario Spa - Tutti i diritti riservati - P.IVA 00230010233