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Vita in Campagna
Sommario rivista Approfondimento
10
Ottobre

  2005
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GUIDA ILLUSTRATA ALLA MULTIFUNZIONALITà
Cicloturismo: una nuova opportunità per le aziende di avvicinare i cittadini

 


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Il cicloturismo è in crescita ovunque e le aziende agrituristiche cercano di intercettare anche questo nuovo ed interessante segmento di mercato che registra in tutta Europa un numero crescente di praticanti.
Per il nostro Paese l’utente più interessante è quello di lingua tedesca e comprende tre paesi: la Germania, soprattutto, in cui vi sono 9 milioni di cicloturisti, l’Austria e la Svizzera. Il cicloturismo negli ultimi anni ha fatto registrare in Germania incrementi di oltre il 15% all’anno, battendo sport come il golf o l’equitazione. Ne consegue che le aziende interessate a questo grosso segmento di mercato è opportuno che imparino il tedesco.
Il fenomeno si sta sempre più sviluppando anche in Italia: per piacere, per scelta o per comodità sono in continuo aumento anche gli italiani che praticano l’utilizzo delle due ruote ed aumenta così il numero delle biciclette vendute. Il numero delle biciclette in circolazione in Italia sembra attestarsi sui 32 milioni ed aumentano le riviste di cicloturismo.
Negli ultimi 15 anni, sia pur in modo frammentario e ben al di sotto delle reali necessità, sono stati effettuati interventi a favore della mobilità ciclistica mediante la costruzione di piste e percorsi ciclabili e di altre dotazioni infrastrutturali (come sottopassi e passerelle) per la circolazione delle biciclette, anche grazie alla produzione di leggi specifiche.
A partire dal 1998, sono state approvate leggi in materia di ciclabilità in nove Regioni italiane (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli‑Venezia Giulia, Emilia‑Romagna, Marche, Lazio, Umbria, Abruzzo), nella Provincia autonoma di Trento ed anche a livello nazionale.
E sono sempre di più gli enti locali impegnati nella realizzazione di percorsi turistico-ricreativi che possono avere un potenziale di marketing interessante.
La presenza di fattori ambientali favorevoli come la presenza di un parco o di un fiume, la riscoperta di un itinerario storico (una via del sale, una via dei contrabbandieri, un’antica strada militare) o la presenza di un’opportunità viaria da recuperare, quale un argine pedalabile o una strada declassata, hanno offerto nuove opportunità di sviluppo.
In questo contesto si colloca la progressiva attenzione dell’agriturismo italiano, impegnato in una difficile diversificazione delle sue proposte, per questo segmento di mercato.
I primi a partire sono stati gli agriturismi austriaci e francesi da cui possiamo ovviamente prendere spunto. In Austria sono sorte delle vere e proprie fattorie per ciclisti che si sono dotate di una carta degli impegni che riportiamo per esteso (vedi riquadro a pag. 51). Questo ha contribuito a differenziare l’offerta e ad adeguare il settore delle vacanze in fattoria alle esigenze del mercato.
I criteri esposti sono, a grandi linee, gli stessi criteri che si possono riscontrare nel materiale promozionale prodotto dagli hotel italiani specializzati nell’ospitalità di cicloturisti (si consultino a questo proposito i siti www.bikehotel.it e www.italybikehotels.it).
La campagna italiana, anche se non è ancora particolarmente attrezzata dal punto di vista cicloturistico, ha grandi potenzialità sia per quanto riguarda il clima sia per la diffusione di stradine secondarie e poco trafficate, di argini e di massicciate dismesse e per il grande patrimonio di risorse gastronomiche, turistiche ed ambientali.
Sotto questi aspetti il nostro Paese non ha nulla da invidiare alla Spagna e alle altre mete classiche del cicloturismo europeo, grazie alla sua vasta offerta di percorsi particolarmente invitanti: circuiti enogastronomici tra fattorie e agriturismi, itinerari storici e ambientali, parchi e riserve naturali. Tutti elementi che i turisti stranieri apprezzano molto, in particolare i tedeschi che per l’Italia rappresentano, come si diceva, il primo e più consistente mercato di riferimento.
 

Sommario rivista Marco Boschetti


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